Nel mare d’Ischia, peggio che nel far west dei pistoleri e degli sceriffi,

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Nel mare d’Ischia

Per la serie Esopo news

peggio che nel far west dei pistoleri e degli sceriffi

Se una sera di Settembre un cittadino avesse deciso di impegnare il proprio tempo e di spendere i propri soldi per telefonare alla locale Guardia Costiera onde informare quell’Autorità della posa, certamente illegale, di una rete da pesca in una zona di costa marina situata a poche centinaia di metri dalla loro sede centrale, secondo voi quel cittadino cosa si sarebbe aspettato che dovesse accadere?
E se il suddetto cittadino, dopo aver declinato le proprie generalità, avesse indicato con estrema precisione la tipologia di barca e il luogo della posa, avesse dichiarato di essere in possesso di alcune foto di ciò che stava raccontando, ed avesse specificato anche che sulla superficie marina erano ben visibili i galleggianti posti sulla parte superiore della rete, evidenziando, con ciò, un ulteriore allarme di pericolo per i bagnanti, secondo voi il suddetto cittadino cosa si sarebbe aspettato che dovesse accadere?

Forse l’immediata uscita dal porto di un’unità in grado di localizzare e di rimuovere la rete illegale?
Forse un’azione investigativa per sanzionare il bracconiere marino?

Nel mare d’Ischia, peggio che nel far west dei pistoleri e degli sceriffi, invece, non è successo niente, ed i ladri di pesci hanno continuato a scorrazzare a loro piacimento.

Volete “piantagioni” di nasse che si estendono per chilometri?
Volete preziose distese di poseidonia barbaramente devastate dalle ancore di natanti dai mille cavalli con ai timoni i neo cavalieri Unni?
Volete un fondale marino trapuntato di plastica e di detriti e di macerie di ogni genere?
Volete una costa inondata da liquami provenienti dai cessi… ops… dai wc e dalle piscine dei migliori Hotel?

Forse l’area protetta marina, ampollosamente denominata “Regno di Nettuno” sarebbe meglio rinominarla “Regno di Nessuno”.

Già, perché il suddetto cittadino ha visto, il giorno dopo la sua denuncia, alla stessa ora, la stessa barca compiere la stessa operazione nello stesso luogo, ed ha pensato, con lo sconforto di chi si renda conto d’essere solo un suddito, che un singolo sceriffo con una stella di latta sul petto, nel far west, era mille volte più efficiente delle compagnie di marinai e di graduati in guanti bianchi che prendono il sole sulle motovedette della Guardia Costiera italiana di stanza ad Ischia.
Bruno Mancini

Primo articolo>>>>>> Bracconieri marini

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SEGUE>>>>>>   Meglio uno sceriffo con una stella di latta sul petto

SEGUE>>>>>> Guardia costiera Ischia- Ogni scorfano è bello per sua madre

SEGUE>>>>>> Bracconieri marini Ischia

Nel mare d’Ischia

Bruno Mancini scrittore

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini scrittore

è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia, dalla età di tre anni.

A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.
Anche se aggiunge, con molta auto ironia e con un pizzico di provocazione:

“Le mie primissime esternazioni poetiche le ho espresse in tenerissima età, quando ancora non avevo pronunziato per la prima volta la parola mamma, ed alla fine di ogni abbondante poppata liberavo graziose ispirazioni poetizzando mediante dei rimati vagiti“.

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Bruno Mancini scrittore

Brevi commenti amichevoli ricavati dalle varie recensioni ai suoi libri pubblicati:

“Vedo una folla che si muove compatta verso un’unica meta guidata dagli incitamenti di colui che punta il dito ed una penna, che crea volti per i sentimenti.”

“…si fondono nell’intero componimento in una prospettiva ampia che contempla l’umano, l’umano cammino. Ed è una Commedia, una Commedia divina in chiave poetica, in versi che sento anche io estremamente dolorosi, con il preciso intento di affidarli alla penna , che non li disperda ma li urli e li renda in qualche modo eterni”.

“… lodo quel senso di eco lontano che riverbera le parole enfatizzandone i concetti”.

“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”

“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”

“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”

“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”

“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”

“…seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”

“…lavoro meditato, armonioso di buon afflato poetico.”

“ Bella poesia, con alti picchi in termini d’emozione e intensità.”

“…sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.”

“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”

“Ed io invece, Bruno, ho letto a ritroso, prima la seconda parte, bellissima, ed ora la seconda, altrettanto splendida. Senso o non senso è una poesia dal forte impatto emotivo. Giochi con il lessico e le iterazioni, che adoro, ed è questa una delle poesie più belle che abbia letto qui dentro, quel genere di poesia che cerco e difficilmente poi trovo.
Mi domando come mai non ti abbia scoperto prima, Poeta??!!”

“Una poetica lacerata e sfuggente…”

“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”

“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”

“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”

“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”

“Sì, lasci molto lavoro a chi legge, eppure questo mi affascina della tua poesia, la afferri e ti sfugge: in essa ti perdi ed allora ti turba… e cerchi il senso e lo cogli e ti lascia poi subito in dubbio. Ma il dubbio stimola, ti coinvolge … Sperimentalismo? Se lo è, come credo, ben venga; io lo adoro.
Bravissimo. Vero artista.”

“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi…”

Prima dell’alba
regalami un verso
così che io possa
sfrontata babbuccia
ricamo sulla brina
imprimere.

Al sole tenero
Vederla piangere di gioia

Mare Monti Mare-Pubblicità

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Bruno Mancini