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LA GRANDE CIRCONFLESSA
Dalla raccolta di Bruno Mancini
Io fui mortale
SCRIVERÒ DI TE INNOCENTE
CHE GIUNGA DA LONTANO
LA LISTA
SCRIVO POESIE
L’ULTIMA RIVISTA IN VOGA
MA DOVE SEI
EPPURE TU MI CHIEDERAI D’ILLUDERTI
LE ONDE ORIZZONTALI
SE LE TUE CHIAVI
ORA CONOSCO
IGNAZIA’S DAY
EPPURE SE TU FOSSI STATA VIOLATA
LA DOMINANZA
NEI BOSCHI DI CASTAGNI
“RISTORO”
LA PAUSA
NON MENO DEL SUO CONFLITTO
FORSE COSÌ VA IL MONDO
IGNAZIO SCOPRÌ LA LEGGE DEL TAGLIONE
TRA EUTANASIA E GHIGLIOTTINA
LA GRANDE CIRCONFLESSA
Nessuna notte è uguale all’altra
in questa orgia sfrenata
di antelucane baccanti.
Andiamo a cena fuori?
“Non so. Perché?”
Andiamo a cena fuori?
“Perché? Non so!”
Andiamo a cena fuori?
“Oh sì, ma quando?”
Dove, le ubriacanti calunnie
le condivise perversioni
– nani eccessivi, giganti immondi –?
Dove, l’amore che non si riconosce?
Senza sconti salta più in alto
nel sollazzo futile sconnesso
del suo assurdo candore esasperato.
Quasi mi tema, ora non scorre il suo gioire
come fra sensi percettivi
e solide allusioni
in una incerta scelta
– vestiboli, postriboli -,
distratta
dal lento avvolgere
nebbia impalpabile
sulla mia statua di marmo,
e non scodinzola
al trillo del telefono
dove io le chiedo una risata franca.
La grande circonflessa.