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IGNAZIA’S DAY
Dalla raccolta di Bruno Mancini
Io fui mortale
SCRIVERÒ DI TE INNOCENTE
CHE GIUNGA DA LONTANO
LA LISTA
SCRIVO POESIE
L’ULTIMA RIVISTA IN VOGA
MA DOVE SEI
EPPURE TU MI CHIEDERAI D’ILLUDERTI
LE ONDE ORIZZONTALI
SE LE TUE CHIAVI
ORA CONOSCO
IGNAZIA’S DAY
E la garanza rosa vinse.
BIG AND LARGE.
Grande è larga
la fune che trascina
contorta e immonda
peregrini viandanti nella tua mente.
Conosco il gioco nel reale
mancano scene al mio virtuale.
Se nei tuoi slip
e nel tuo show
c’è vuoto spazio
per il mio pistillo,
o bella e brava conducente,
rimuovi
– scodinzola di gioia! -,
distruggi l’ultima pass annessa a quel mio account,
e torna ad eccitare i nuovi utenti
pavoneggiando un nome
o l’illuso assalto
di un mito insussistente.
Per me, ben altre innocue sgualdrinelle
– inesistenti –
in bella vista al 1740,
lusingano
– pur senza inganni -,
sbattendo in faccia
– ben oltre il plasma dello schermo -,
ripetitivi films
– già programmati –
di nuovo riprodotti in stanze silenziose
tra un cesso ed un divano
– la mano agganciata al pistolotto –
tra notti ed albe.
Io sono un bambolotto
con dedica scalfita sulla fronte
e un chiaro modo di contatto:
”Ci sei?”
”Eccomi!”