20250331 DILA APS – IL DISPARI

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20250331 DILA APS – IL DISPARI

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20250331 DILA APS – IL DISPARI

Successo del Convegno sul Civismo Economico all’Ateneo Veneto

Mariapia Ciaghi (Editore, Giornalista, Partner Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, Collaboratrice pagina culturale della testata giornalistica Il Dispari diretta da Gaetano Di Meglio), è stata impegnata nella moderazione del Convegno, garantendo un dibattito tanto dinamico e coinvolgente da permettere ai partecipanti un approfondimento di alto livello su un tema di grande attualità.

Il 10 marzo, presso la prestigiosa sede dell’Ateneo Veneto, si è tenuto con grande successo il Convegno “Il Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile”, un evento che ha visto la partecipazione di illustri relatori tra cui l’economista e statistico Dino Gerardi, l’esperto in statistica ed economia Gianfranco Trabuio, il professore Roberto Di Castro, Don Magoga delegato vescovile e il dottor Serafino Pitingaro statista Pres. Ass- Famiglie 2000, personalità di spicco nei rispettivi ambiti.

Al centro della riflessione vi è stato il confronto tra i paradigmi economici fondamentali dell’Eteronomia e dell’Autonomia.

Mentre l’Eteronomia si basa su dinamiche regolate da forze esterne agli individui e alle comunità produttive, l’Autonomia si fonda sulla capacità auto-organizzativa delle collettività.

L’economia eteronoma si manifesta attraverso tre modalità principali: il mercato, governato dalla legge della domanda e dell’offerta e orientato alla massimizzazione dell’efficienza; la filantropia, che prevede trasferimenti di ricchezza a scopo benefico senza una contropartita diretta; e il baratto, un sistema di scambio basato su logiche di reciprocità strutturata.

Dall’altro lato, l’Autonomia si concretizza in modelli auto-organizzati, distinguendosi in collettività auto-produttive pubbliche, legate a sistemi centralizzati di pianificazione statale, e collettività auto-produttive private, ovvero cooperative mutualistiche basate su principi di autogestione.

Il Civismo è emerso come una prospettiva alternativa in grado di riequilibrare i due paradigmi, rafforzando le modalità autonome per ridurre la dipendenza dai meccanismi eteronomi del sistema economico attuale.

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In questo contesto, la visione di World-Lab, illustrata da Dino Gerardi, propone un approccio pragmatico e sostenibile, puntando su un’evoluzione graduale basata sul rafforzamento delle Collettività auto-produttive private multi-familiari, denominate Convivi.

Questo modello cooperativo, fondato su principi di mutuo sostegno e collaborazione, si distingue per la capacità di integrare formazione, lavoro e reddito, garantendo ai propri membri stabilità economica e crescita professionale.

L’attenzione è rivolta in particolare ai settori ad alta intensità di lavoro e compatibili con una produzione su piccola scala, favorendo così un sistema resiliente e inclusivo.

Per rendere operativa questa transizione, sono stati individuati due attori chiave: il Patrocinatore, un ente non-profit con una chiara missione politica e sociale, che promuove e sostiene la diffusione del modello cooperativo e mira a costruire consenso intorno all’Autonomia economica, e l’Attuatore, una società commerciale specializzata nel supporto alle cooperative, fornendo strumenti e servizi per garantirne la sostenibilità e operando secondo logiche di mercato orientate al bene comune.

Durante il convegno, è stata citata una celebre frase di Albert Einstein: “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono pieni di certezze, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. Nessun topo costruirebbe mai una trappola per topi“.

Questo concetto ha suscitato una riflessione profonda sui meccanismi economici attuali e sul modo in cui le società umane spesso costruiscono sistemi che finiscono per limitarne la libertà e il benessere.

Il modello dei Convivi, invece, si propone come un’alternativa che consente alle persone di riprendere il controllo sulla propria economia, evitando di cadere nelle stesse logiche che perpetuano le disuguaglianze e la precarietà.

Il Convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle strategie per bilanciare i modelli economici esistenti e costruire un futuro più equo e resiliente.

Il modello dei Convivi, discusso durante l’evento, si è rivelato una soluzione concreta e applicabile, capace di superare i limiti del capitalismo tradizionale e delle teorie economiche dominanti.

La vivace partecipazione e il livello elevato del dibattito hanno confermato la rilevanza di questa riflessione nel panorama economico contemporaneo.

La sfida ora è dimostrare che un’economia di mercato più inclusiva, fondata su autonomia e cooperazione, non solo è possibile, ma necessaria.

Il successo di questo convegno rappresenta un primo passo decisivo verso questo obiettivo.

Mariapia Ciaghi non esclude che il dibattito possa continuare a Ischia in un prossimo futuro se l’Associazione DILA APS avrà modo di ottenere l’interessamento da parte di Enti pubblici e privati.

Ufficio Stampa IL SEXTANTE

INFO: www.worldlabnetwork.org

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20250324 DILA APS – IL DISPARI

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Crotone e le Città del Lago Mediterraneo

In virtù del tenace rapporto di partenariato che lega la Fondazione LA SPONDA e l’Associazione DILA APS, Benito Corradini Presidente LA SPONDA ha designato Bruno Mancini Presidente DILA APS quale Membro del Comitato Promotore del progetto denominato “Crotone e le Città del Lago Mediterraneo” che ha in programma convegni, un Premio internazionale, concerti, pubblicazioni editoriali, mostre, incontri e tutta una serie di iniziative che concorreranno alla migliore presentazione nazionale ed internazionale della storica Città di Crotone.

L’auspicio è di ottenere l’adesione anche delle Amministrazioni Comunali dell’Isola d’Ischia prima della chiusura delle liste di partecipazione prevista per il prossimo 15 aprile.

Crotone e le Città del Lago Mediterraneo

Comitato Promotore: Dott. Benito Corradini (Pres.), Mons. Gianfranco Girotti, Avv. Romualdo Truncè (Vice Pres.), Avv. Fabio Massimo Aureli, Cav. Francesca Ballali, Dott. Luca  Caruso, Dott. Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Filippo Esposito, Prof.ssa Margherita Ferraris, Gino Foglia, Mario Guadagnolo, Arch. Alfonso Gurreri, Nikos Kantarzis, M. Luisa Lomoro Giordano, Bruno Mancini, Antonio Palladino, Angela M. Tiberi, Dott. Raffaele Torchia, Francesca Trititucci, Arch. Raffaele Troise, Dott. Lucio Vetrella.

Direzione: Annalisa Esposito (Dir), Silvana Calcagni (Coord), Francesca Corradini (Segr),

Press/TV: RAI – TV locali – Quotidiani – Agenzie – Periodici – Ass. Stampa Estera – Giornalisti

Coordinamenti: Vaticano Vescovo KR / Patriarcato Ortodosso / UE /CdM, Università, Ambasciate, Associazioni

Patrocini / Sponsor: Reg. Calabria – Comune Crotone (Coord), Università, Enti Locali, Banche, Aziende, Ass.ni, UE, Pres. Rep, Pres. CdM, Min. Esteri – Cultura – Mare – Turismo –Ambiente – Famiglia, AdR, ALIS, ENI, ENEL, FS, Raynair

PROGRAMMA

CONVEGNO: Crotone e le Città del Lago MediterraneoStoria, Tradizione, Ambiente

CROTONE – ATENE – ROMA – NAPOLI – Agrigento, Ancona, Barcellona, Bari, Beirut, Cagliari, Catania. Civitavecchia, Genova, Il Cairo, Istanbul, La Valletta, Livorno, Marsiglia, Matera, Messina, Palermo, Pescara, Rabat, Reggio Calabria, Rimini, Siracusa, Taranto, Tel Aviv, Tirana, Trieste, Tripoli, Tunisi, Valencia, Venezia

PREMIO INTERNAZIONALE PITAGORA: Cultura, Ambiente, Storia 

TROFEI: M. Affidato, D. Annicchiarico, F. Codognotto, A. Palladino, L. Trojano

CARTELLA GRAFICA: Albazzaz, Barrasso, Bolognesi, Caponi, Cordivani, Corsetti, Crabuzza, Echeoni, Ferrero, Gabrieli, Gale, Gianprovvé, Gobbi, Hypnosi, Marius, Minardo, Orgiti, Ottaviani, Quadrini, Rapanotti, Saccone, Trojano   

MOSTRA: Albazzaz, Al Jabiri, Annibali, Atzeni, Aversa, Baldieri, Bartolozzi, Botti, Calenda, Calvino, Cardoso, Casadei, Faella, Felici, Fiore, Furchi, Gentile, Gurreri, Hamlet, Hassoun, Kovacic, Labarbera, Laurent, Lengua, Lomaro, Luppino, Manera, Maraldi, Marin, Ricca, Padurean, Papaccio, Perillo, Petrarca, Picchiarotti, Piotrowski, Pitarelli, Primavera, Racov, Rampiconi, Riccardo, Ricca, Schiti, Testa, Troise, Tsarkova,  Val, Valan, Varone, altri

CONCERTI: Bande Musicali CC – EI – GdF – PS – Crotone – Musica Folk (Calabrese, Romana, Napoletana)

LIBRI: Crotone torna a sorridere, grafica umoristica di Lucio Trojano (ita – ingl – cinese)

Libri su Crotone – Roma – Napoli – Venezia – Atene – Beirut – Il Cairo – Istanbul

MOSTRE; Luci e Colori dal Mondo (100 Artisti di 20 Paesi) – Ritratti dei Papi (da Pio XII a Francesco) – Papa Giovanni II – Madre Teresa di Calcutta (Parco Solidarietà) – Grafica umoristica: “Pinacoteca Fantastica” (Vip – Personaggi di Humor)

INCONTRI: DIALOGO tra RELIGIONI per la PACE dei POPOLIScuole: Lezioni Pittura con Ragazzi Autismo – Solidarietà con Anziani – Catena Umana di Fraternità “Capo Colonna – Centro Città” – Migliaia di Studenti, Cittadini, Artisti, Turisti (musica e bandiere di tutto il mondo)

Promoter: Fondazione LA SPONDA ETS / Accademia Internazionale LA SPONDA

Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma – tel. 3519383384 – lasponda3@gmail.com

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Benito Corradini e Bruno Mancini

Benito Corradini e Bruno Mancini

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Benito Corradini e Bruno Mancini

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Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie

 “Non sono un principe”

(2012 – 2014): 

Non solo un nome

Pensiero tragico,
stiletto al centro del mio centro,
per me che ascolto Gilda
tra meridiana immobile
e forse antichi flussi di misteri
-malie.

Non più
baldo dissacratore
scalzo su braci-aculei,
quando solstizio di desiderio
per lei ristagna
nell’apparire simulacro
di chi non fu.

Io sì la vidi singhiozzare
i battiti a milioni
sacrilegio di tutte le bestemmie
e l’ideogramma dell’unica condanna
Che siate Maledetti!“.

Nel fingere bucoliche attrazioni
-nirvana catechesi oppiacea-
ancora sommo
offese e pentimenti
dei miei di lui
dei miei di lei,
forse violenze,
o forse candeline sulle torte,
e mi presento il conto
espresso in babilonia
di sfinge poliglotta
-sensazioni sentimenti-
di mie passioni sfatte

… mentre su in cielo un titolo a sei colonne:
“Lui sarà mio
e si chiamava Ignazio”.

20250324 DILA APS – IL DISPARI

20250324 DILA APS – IL DISPARI


Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Alberto Umbrella

L’INCANTO DELL’ATTESA

La porta che conduce
col suo trillo gioioso
il tuo corpo che seduce
con brillio fragoroso

le candele scintillano
nel loro rosso fervore
tra bicchieri che tintillano
nel giorno dell’amore

gli occhi che cercano
tra gli astanti abbinati
tra camerieri che celano
i miei sguardi affrettati

nel vederti suadente
appressarti al mio desco
nel ritardo ormai latente
come sempre furbesco

ma ora il tempo si ferma
sorridendo al mio sguardo
il dolce amore si afferma
anche se sempre in ritardo

la tua bocca si muove
tra le scuse affermate
ma la mente è altrove
tra le alcove sognate

———————————–

Erminia De Paola
SEGUIMI
 

Seguimi… lascia la tua orma dietro di me… dietro le mie spalle nude… odorose di rugiada mattutina…
Seguimi… nel cammino che ci porterà verso la felicità assoluta, dove il tempo e lo spazio, per nostra volontà, svanisce per far posto all’intimità più assoluta…
Corpi che si intrecciano e non vogliono lasciarsi…
Sudore misto a profumi del prato fiorito e del mare salato… Seguimi… non aver paura di pensare… non aver timore di lasciarti indietro dolori e gioie…
Seguimi…
Abbi fiducia e cura di te e di me…
Seguimi nelle parole e nei gesti, negli sguardi e nella voglia di esserci insieme, oggi e sempre…
Seguimi…
Segui il colore delle stagioni e lo scorrere del tempo…
Segui la mia felicità ed il mio tormento…
Seguimi…
Io sono qui… con te… e lo sarò fino a che tu lo vorrai… liberi e sicuri… forti e deboli… insieme…
Seguimi…
E la rugiada ora è anche tua…

20250324 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

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DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

L’estate del ping-pong – Davanti al tempo 75 1

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L’estate del ping-pong – Davanti al tempo 75 1

L’estate del ping-pong – Davanti al tempo-75 1

L'estate del ping-pong - Davanti al tempo 75 1

L’estate del ping-pong

 
L’estate del ping-pong
e delle lunghe solitarie nuotate pomeridiane
– schiaffeggiando la placida acqua
con le stanche e morbide braccia –
l’estate secca di veglie e di speranze
– spezzata la fune
aperto il coltello
la gente preme
la carne geme.
Lamenti  -.
Secca di voglie
svolazza sotto i pini un’ora.

Davanti al tempo

L’estate del ping-pong – Davanti al tempo 75 1

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

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Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Davanti al tempo 99

Solleva dalla terra - Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

 

Solleva dalla terra

 

Solleva dalla terra

i monumenti infranti

dal battere dei piedi

e dai silenzi vani

di labbra rese asciutte

per preghiere.

Dà morte ai morti.

 

Davanti al tempo

Solleva dalla terra - Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare   –

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

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Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

Davanti al tempo 98

Tu saresti… - Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

 

Tu saresti…        la morte?

Che bruttura di ignoto!
Non capisco perché non scrivo “funebre”.

Non solo quello
e questa notte… devo tornare a casa.
Parlo senza poesia.
-“Ti dolgono gli occhi? ”
-” Guarda se c’è qualcosa;
………………………
….
RIDI?
Ridi perché caccio lacrime,
credi che non so
soffrire! Ma tu non sai
vivere. Guardo il tuo volto:
sul mio, le lacrime,
ma in te non scorgo
sangue. Peccato!”

Davanti al tempo

Tu saresti… - Davanti al tempo-97 di Bruno Mancini

Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare   –

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

Quasi prova di fede e di amore – Davanti al tempo 87

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Quasi prova di fede e di amore – Davanti al tempo-87 di Bruno Mancini

Davanti al tempo 87

Quasi prova di fede e di amore - Davanti al tempo-87 di Bruno Mancini

Quasi prova di fede e di amore

Domattina
rivedrò quei colori?
Sotto i verdi
in grigia macchia
l’odio del rosso nemico?
Corri mia fantasia notturna
produci lieve inganno
addormentandomi.

Davanti al tempo

Quasi prova di fede e di amore – Davanti al tempo-87 di Bruno Mancini

 

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

Bianca la sua casa – Davanti al tempo 85 – Bruno Mancini

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Bianca la sua casa – Davanti al tempo 85 – Bruno Mancini

Davanti al tempo 84

Bianca la sua casa - Davanti al tempo 85 - Bruno Mancini

Bianca la sua casa – Davanti al tempo 85 – Bruno Mancini

Bianca la sua casa

 
Bianca la sua casa
verdi le finestre
rosa il tetto acuto.
Nel tenue celeste
di una vestaglia lontana
lontana compare
una macchia di luce.

Davanti al tempo

Bianca la sua casa - Davanti al tempo 85 - Bruno Mancini

Bianca la sua casa – Davanti al tempo 85 – Bruno Mancini

 

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

 

Niente – Davanti al tempo 79 – Bruno Mancini

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Niente – Davanti al tempo 79 – Bruno Mancini

Davanti al tempo 79

Niente - Davanti al tempo 79 - Bruno Mancini

Niente

Niente
non faccio più niente.

È quella pace tua
voce di valle solitaria?
Fissi lontano sguardo
in solitudine
in rimpianto.
Mistero di sensi svaniti
pietà
plasticità remota.

Mistero di sensi svaniti
pietà
passate voci.

Davanti al tempo

Niente – Davanti al tempo 79 – Bruno Mancini

 

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

In una stanza la luce

Torrente bianco

Chicchi di gioia

Quando quest’ora

T’azzannano nel tremore

Fingiamoli coriandoli

Temerario

Niente – Davanti al tempo 79 – Bruno Mancini

Sarà speranza vana di salvezza

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Sarà speranza vana di salvezza – Davanti al tempo 62

Davanti al tempo 62

Sarà speranza vana di salvezza - Davanti al tempo 62

 

Sarà speranza vana di salvezza

Io berrò
l’angoscia del suo sguardo
e sputerò
disprezzo sorridendo.

Concimerà la terra il suo dolore
e piacerà
al mio palato il frutto.

Vivrà sperando un suono.

Sarà speranza vana di salvezza.

11 Ottobre 1961 ore 23

Davanti al tempo 62

Sarà speranza vana di salvezza – Davanti al tempo 62

 

Sarà speranza vana di salvezza - Davanti al tempo 62

Sarà speranza vana di salvezza – Davanti al tempo 62

Sono quella cornice vuota

E sento bestemmiare

Il volo verticale di un elicottero

Un taglio alla fune del timone

Ho fatto un bagno casto

In un giorno

Tacetevi le parrucche

Pa pa pa

Capodanno

Ove non fossi stato

Là per la china

Davanti al tempo

Pulita ebbra visione

Tu non ignori

Lontano

E il battito del tramonto s’avanza

Misero

Allora sotto un mucchio di pàmpani

Ritroverai

Alzasti un altare

Tutto

Sruma

Giammai nuotai paesaggi

Nutre del suo rossore

Parla creatura

Ceri nel buio di una stanza

Orrore di gente perduta

Io desidero che l’ossa si sveglino

Padroni e dannati

Aprile millenovecento

Sorgi dal sonno possente speranza

Solo un’anguilla

Nel silenzioso

Un orrido abbandono

Un volto nel riposo dei colori

Scarno come il suo volto

Un gelido profumo d’acquavite

Io sono tuo silenzio

Insabbiando la barca

L’armonica lunga

Opachi chiarori di onde

Mentre insegue il sibilo del tempo

Mesta d’iridi fosforescente aurora

Scomposizione n°21-1

Scomposizione n°21-2

Scomposizione n°21-3

Scomposizione n°21-4

Attesa

La zingara parla

Bimbi verranno a lacerare i sonni

Aspramente

Segni d’amanti pregni di mistero

Candiano

Il sole già ti rende bianco

Fermarsi ancora un secolo

Un cielo d’ottobre

Apocalisse

Pensieri

E mi consolo

Ricordo

Il sapore dell’amore

Sarà speranza vana di salvezza

Passa la calamita d’uomini

Lampi di vitrea luce

Un eremita

Trapasso nel tuo essere sapendoti

Estasi

Felicità

Popolo pluriforme

Pensieri pensieri pensieri

Lacrimabondo salice

Perché

Sempre

Nel fremere delle foglie

Ora nel tuo ricordo

L’estate del ping-pong

Io non potrò più resistere

Venti cipressi per te

Io annego

Niente

Silfide nebulosa

Sui sassi

Bolle d’aria

Profuma

Scorre sul fiume gelida

Bianca la sua casa

Tremando

Quasi prova di fede e di amore

Rombo furente

Furtiva si stacca da quella quercia

Abbandono

Lapidato

Su un prato

Capelli al vento

Vivi e morti

Ottobre

Sentimento del passato

Nel mio deserto soffoco

Tu saresti…

Solleva dalla terra

Terra lontana

Voglio in un respiro vibrare

Nel nostro inferno poso

Il terrore della sterilità

Gocce d’anima

Sulla sabbia vergine

Alla carezza gelida

Estate

Sassi strappati nel salto di frana

Sul mare Tirreno

Son solo

Sul balcone assolato

Visione

Nudo

Mentre il sole è al nathir

Uomini

In una notte d’agosto

Sulle gocce del mare

Musica

Invidia

Vivo

Similitudine

Presso Formia

Conforto

Alba

Un ultimo lamento

Quando i suoni son note

Quando il silenzio è

Perché non basta volere

Quante volte ho vinto

Milano-Napoli

In un pomeriggio

In una domenica

Quando vivere è men che morire

Un nugolo di febbri mi dilania

Salgo su treni in corsa

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