20241202 DILA APS – IL DISPARI

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REDAZIONE

Con i complimenti della Direzione e della Redazione di questa testata, pubblichiamo in esclusiva le quattro opere premiate ieri a Roma dall’attrice Chiara Pavoni, nel salotto culturale INTERNO 4 di Via Della Lungara 44, come vincitrici delle sezioni VIDEO – ARTI GRAFICHE – ARTICOLI – POESIE della XIII edizione del Premio internazionale di Arti Grafiche OTTO MILIONI – 2024 ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS

20241202 DILA APS – IL DISPARI

Viesturs Āboliņš vincitore primo Premio sezione ARTICOLI della XIII edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI – 2024” con il testo “Fermiamo la guerra”.

Codice 07ar24 – Viesturs Āboliņš
FERMIAMO LA GUERRA

In questo giorno, il 15 maggio di 50 anni fa, c’era una indimenticabile mattinata di sole: a Kaliningrad fiorivano i castagni, gli uccelli cinguettavano, c’era dappertutto l’odore della primavera e anche l’aroma della felicità per la prossima estate.
Per l’ultima volta ho attraversato il posto di blocco del reggimento della nostra Prima Guardia Mosca-Minsk dell’Ordine della Bandiera Rossa di Suvorov e Kutuzov, la divisione dei fucili a motore.
Un giovane, un valoroso sergente, in perfetta uniforme, con il distintivo delle guardie e le insegne per un buon servizio, con un berretto elegante e la valigetta di smobilitazione in mano.
Ricordo tutto, anche il cancello del posto di blocco e davanti ad esso una buca sull’asfalto piena di pioggia notturna.
Con piacere festoso, sono andato alla fermata e ho aspettato l’autobus che mi partisse verso una grande vita che volevo vivere in modo intelligente, interessante e significativa.
La mia divisione “liberò” le rovine di Königsberg dai tedeschi.
Oggi sono uscito sulla loggia: calvo, sdentato, goffo.
Gli anni a venire non sono più visibili, ma ciò che era, tutto ciò che è mio, non può essere portato via.
Ascolto le notizie del mattino dal fronte: la “liberazione” dell’Ucraina dagli ucraini continua con successo.
Questi ultimi 50 anni hanno incluso tutto: i miei anni da studente, l’amore, il lavoro, l’amicizia, la felicità.
Sono felicissimo di essere stato abbastanza intelligente da comprendere la vita e non essere anima e corpo con gli aggressori.
Capisco i caduti ucraini, che sono morti con ridicole borse del supermercato in mano – nelle borse ci sono un paio di bottiglie di bombe molotov, che non possono nemmeno essere portate ai “liberatori”.
Capisco gli uomini bravi dei lottatori di Volkssturm a Königsberg, quelli adolescenti e anziani che nel 1945 attaccarono i miei commilitoni che avanzavano da ogni angolo.
Capisco i soldati sovietici che hanno difeso la loro vita pacifica e che giacciono ancora insepolti a migliaia.
Capisco i finlandesi che sparavano disperatamente dai fortini della linea Mannerheim.
Capisco cosa significa essere un soldato che difende la sua casa, la sua famiglia.
Ci sono due grandi differenze: una guerra per proteggere il proprio modo di vivere e una guerra per imporre il proprio modo di vivere.
E non importa quale stile di vita alieno “progressista” sia imposto dalle baionette dei “liberatori”, dagli arresti e dai campi di concentramento: fascismo, comunismo, putinismo, democrazia o qualcosa che non ha ancora un nome.
Un soldato deve restare un umano, deve pensare, deve comprendere il mondo, altrimenti è semplicemente una parte biologica sconsiderata di un’arma da cui sparano vari “pensatori e filosofi”.
Ieri ho guardato un video su YouTube – 9 maggio a Riga nel 2024 – persone che depongono fiori nel Giorno della Vittoria.
Non c’è più un monumento ai “liberatori della MADRE SOVIETICA”, non c’è più quel magico pilastro di cemento attorno al quale la gente era riunita con una stima potente della loro rettitudine e della forza brutta – “NOI SIAMO VINCITORI!”, NOI abbiamo salvato tutti, solo NOI sappiamo come tutti dovrebbero vivere correttamente!
Prova a parlare con i VINCITORI che SANNO TUTTO – non ti ascolteranno – non ne hanno bisogno.
Il loro comunismo, portato dalle baionette, è crollato, ma loro non se ne sono nemmeno accorti.
Sono completamente storditi dalla compiaciuta grandezza.
Solo quando i “nazisti” ruppero il pilastro concreto della Vittoria dello stile di vita sovietica, le persone che iniziarono improvvisamente in massa a deporre fiori non sulla loro grandezza vittoriosa, ma sulle tombe dei soldati – questi sono fiori per LORO, i loro antenati caduti , e non per te, la guerra “vincitrice” e “vittoriosa oggi” in tutto il mondo.
No, non è possibile vincere qualsiasi guerra con la forza: la vita ha dimostrato che chi sconfigge gli altri, poi lui stesso diventa un aggressore, un aggressore che si considera superiore alle persone che lo circondano.
Riusciremo a diventare umani e a fermare questa guerra?

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Luciana Capece vincitrice primo Premio sezione POESIE della XIII edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI – 2024” con la poesia “La sorte del poeta”.

Codice 07po24 – Luciana Capece
La sorte del poeta

Nell’amar la poesia non v’è peccato
poiché di scritto veste ogni lettore
pertanto nel complesso tocca spazi
d’una esistenza vasta ad ostentare.

Piace il suo sonetto quando piove,
perché di ruggine non muore l’intenzione
rime e solitudine incastra il cuore
poi s’aggrappa al fondo del silenzio.

Saldo è lo spessore delle frasi
alla legge dell’amore si confida
rigetta la violenza e culla odi
s’una base che di linfa nè dispone.

Utile la penna varca il mondo
e di secoli fa vivere il presente
la mente ancor riscopre quell’intreccio
d’obbedire a pensieri mai nascosti.

Netta la bellezza prende forma
d’incandescenza appaga ore dorate,
nel sanguigno vigor del suo mistero
coniuga fresca voce a dar lettura.

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Angela Prota vincitrice primo Premio sezione VIDEO della XIII edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI – 2024” con la canzone “Suonno ca da’ ‘a libertà” musica e canto di Franco De Biase con testo di Bruno Mancini.
03vi24 Angela Prota – “Suonno ca da’ ‘a libertà”

https://youtu.be/-GZE2mCaUks

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20241125 DILA APS – IL DISPARI

20241125 DILA APS – IL DISPARI

Emilia Carla Maxim nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

 Antonella Ariosto intervista Emilia Carla Maxim, bravissima musicista, conosciuta ad Interno  4, splendido salotto artistico culturale di Chiara Pavoni.

Carla suona la chitarra classica e si è esibita in pezzi classici, in modo sublime.

 

D: Carla ti ringrazio per aver accettato la mia richiesta per un’intervista esclusiva per il quotidiano IL DISPARI diretto da Gaetano Di Meglio.

Ci parli di te come persona, come musicista?

R-Sono una persona che ama avere l’attenzione costante delle persone che amo.

Sono infatti io stessa, molto attenta agli altri, soprattutto alle persone più deboli e indifese, quelle che hanno bisogno di aiuto.

Mi piace la bellezza che emana l’arte.

Sono una musicista e adoro la musica, cerco di esprimermi con eleganza e raffinatezza.

Credo che la musica sia un dono di Dio che ci permette, tramite lei, di sentirci liberi, anche quando non lo siamo, porto ad esempio i canti degli schiavi nei campi di cotone.

 

D- Quale tipo di musica ami?

R-Amo tutta la musica ma al primo posto la musica classica.

Amo molto e ascolto la musica della Romania, mi fa sentire a casa, donandomi emozioni intense.

Amo moltissimo Johann Sebastian Bach, lo ritengo bravissimo, mi piace non solo da suonare, ma anche da ascoltare. La sua musica, originariamente scritta per altri strumenti, liuto, violoncello, fu in seguito trascritta per chitarra.

Ritengo la sua musica colma di sacralità.

 

D- La scelta della chitarra classica è un cammino che hai desiderato percorrere da sempre?

R- Da piccola amavo il piano ma a causa di certi compositori per piano che non mi piacevano, avevo anche pensato di abbandonare la musica. Grazie ai miei genitori e alla mia insegnante, ho solo cambiato strumento. Ormai da allora sono passati circa quattordici anni e non mi sono mai pentita.

 

D- Ci puoi parlare delle tue esperienze  musicali?

R- Ho avuto moltissime esperienze, tutte a livelli alti, ma una che ricordo e che mi ha dato moltissimo  è stata “Chitarra per la pace”.

Ho suonato in tante città, sia italiane che europee. Una grande emozione esibirmi nella mia città di nascita, dove, tra l’altro, ho partecipato a “Master class”.

Ho suonato a Napoli, in Polonia, e cantato e suonato musica pop in Germania.

 

D- Hai un sogno da raggiungere?

R- Si sicuramente ho un sogno  da raggiungere ed è quello di essere, con la mia musica, uno strumento di pace nelle mani del Signore.

 

Ringrazio Carla per le sue risposte vere e colme di lei dandole appuntamento nella nostra amata isola d’Ischia.

Antonella Ariosto

20241125 DILA APS – IL DISPARI

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Premiazione OTTO MILIONI 2024

Il prossimo 1 dicembre, L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” in  collaborazione con la Casa Editrice “IL SEXTANTE”, la testata giornalistica “IL DISPARI”, il magazine “EUDONNA”, con il Patrocinio morale e finanziario della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco e del Centro elaborazione dati SE.RA.DA., in partenariato con le Associazioni ADA – Centro Comunitario Puecher – Arte del Suonare – Fondazione La Sponda – Casa della Cultura INTERNO  4, con il Patrocinio dei Comuni di Napoli – Ischia –Torre del Greco – Bacoli, effettuerà la cerimonia di premiazione  dei vincitori delle quattro sezioni (arti grafiche, poesie, articoli, video) della 13a edizione del Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI.

Mariapia Ciaghi, Benito Corradini, Alfonso Gurreri, Dalila Boukhalfa, Yousra Chenah faranno squadra, insieme a me, a Roma nella Casa della Cultura INTERNO 4 con Chiara Pavoni, Vice Presidente DILA APS, per la conduzione di quello che si configurerà come ultimo atto della programmazione DILA APS 2024.

Sono stati annunciati diversi arrivi, anche da alcune nazioni europee, di Artisti partecipanti al Premio.

Desidero ringraziare TUTTI i partecipanti a questa edizione del Premio indicandoli in ordine alfabetico e senza alcuna specificazione della sezione di partecipazione, anche perché molti di loro, in maniera eclettica, hanno presentato più opere in diverse sezioni.

Cittadini di 19 nazioni differenti (Armenia, Azerbaijan, Cile, Crimea, Danimarca, Germania, India, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Venezuela), i 79 Artisti partecipanti sono stati Abu Pashaev, Adriana Iftimie Ceroli, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Aleksandrs Mirvis, Ali Adzamirov, Alvils Cedriņš, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Antonella Ariosto, Artur Gevorgyan, Astra Dauvarte, Asyat Chamaeva, Ayder Aliev, Baiba Talce, Carla Rugger, Chiara Pavoni, Dagnija Jankovska, Danute Bēdele, Dina Banai – Babay Artist, Domenico Umbro, Einars Repše, Elina Kubuliņa, Elīna Viškere, Elizabete Blūma, Elizabete Paula, Emil Lobov, Eva Mārtuža, Evgenia Murzaeva, Fabaries Vasquez, Franco De Biase, Guna Oškalna, Hairullah Kurbanov, Heino Blum, Herminia Mesquita, Ieva Akurātere, Igor Abramov, Ingrīda Zaķe, Irina Befa, Irinel Daniela Iacob, Ismayl Muradov, Jevgenija Sundejeva, Kārlis Īle, Leons Kornejanovs, Līga Kursīte, Liga Sarah Lapinska, Luciana Capece, Luciano Somma, Lutfie Abibulaeva, Marija Gadaldi, Mark Illukpitya, Melinda Horwath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Nunzia Zambardi, Paola Di Silvestro, Puran Singh Jhala, Rasma Urtāne, Remo Sforna, Roalds Dobrovenskis, Roberto Castaldo, Rolands Krišjāns, Sadulla Davletov, Sandra Švarca, Sas’ a Tatarintseva, Sconosciuto, Sergey Kyrychenko, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Velta Brinza, Velta Kristapsone, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš,  Vija Laganovska, Yuri Serebryakov, Zigurds Teikmanis.

A loro vanno sinceri auguri di meritati successi.

20241125 DILA APS – IL DISPARI

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Bruno Mancini – Non sono un principe- 14,00€

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Bruno Mancini – La mia vita mai vissuta – 14,00€

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Roberta Panizza – Poesia e dintorni – 18.24€

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Bruno Mancini – Il furto della foto di Maradona – 14,00€

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Bruno Mancini – Scempi Ischia – 6.95€

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Valentina Gavrish – Canzoni Ucraine – 10.00€

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Bruno Mancini – 2 ¢ x 1 poesia – 19.00€

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Emilia Carla Maxim nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

 Antonella Ariosto intervista Emilia Carla Maxim, bravissima musicista, conosciuta ad Interno  4, splendido salotto artistico culturale di Chiara Pavoni.

Carla suona la chitarra classica e si è esibita in pezzi classici, in modo sublime.

 

D: Carla ti ringrazio per aver accettato la mia richiesta per un’intervista esclusiva per il quotidiano IL DISPARI diretto da Gaetano Di Meglio.

Ci parli di te come persona, come musicista?

R-Sono una persona che ama avere l’attenzione costante delle persone che amo.

Sono infatti io stessa, molto attenta agli altri, soprattutto alle persone più deboli e indifese, quelle che hanno bisogno di aiuto.

Mi piace la bellezza che emana l’arte.

Sono una musicista e adoro la musica, cerco di esprimermi con eleganza e raffinatezza.

Credo che la musica sia un dono di Dio che ci permette, tramite lei, di sentirci liberi, anche quando non lo siamo, porto ad esempio i canti degli schiavi nei campi di cotone.

 

D- Quale tipo di musica ami?

R-Amo tutta la musica ma al primo posto la musica classica.

Amo molto e ascolto la musica della Romania, mi fa sentire a casa, donandomi emozioni intense.

Amo moltissimo Johann Sebastian Bach, lo ritengo bravissimo, mi piace non solo da suonare, ma anche da ascoltare. La sua musica, originariamente scritta per altri strumenti, liuto, violoncello, fu in seguito trascritta per chitarra.

Ritengo la sua musica colma di sacralità.

 

D- La scelta della chitarra classica è un cammino che hai desiderato percorrere da sempre?

R- Da piccola amavo il piano ma a causa di certi compositori per piano che non mi piacevano, avevo anche pensato di abbandonare la musica. Grazie ai miei genitori e alla mia insegnante, ho solo cambiato strumento. Ormai da allora sono passati circa quattordici anni e non mi sono mai pentita.

 

D- Ci puoi parlare delle tue esperienze  musicali?

R- Ho avuto moltissime esperienze, tutte a livelli alti, ma una che ricordo e che mi ha dato moltissimo  è stata “Chitarra per la pace”.

Ho suonato in tante città, sia italiane che europee. Una grande emozione esibirmi nella mia città di nascita, dove, tra l’altro, ho partecipato a “Master class”.

Ho suonato a Napoli, in Polonia, e cantato e suonato musica pop in Germania.

 

D- Hai un sogno da raggiungere?

R- Si sicuramente ho un sogno  da raggiungere ed è quello di essere, con la mia musica, uno strumento di pace nelle mani del Signore.

 

Ringrazio Carla per le sue risposte vere e colme di lei dandole appuntamento nella nostra amata isola d’Ischia.

Antonella Ariosto

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Premiazione OTTO MILIONI 2024

Il prossimo 1 dicembre, L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” in  collaborazione con la Casa Editrice “IL SEXTANTE”, la testata giornalistica “IL DISPARI”, il magazine “EUDONNA”, con il Patrocinio morale e finanziario della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco e del Centro elaborazione dati SE.RA.DA., in partenariato con le Associazioni ADA – Centro Comunitario Puecher – Arte del Suonare – Fondazione La Sponda – Casa della Cultura INTERNO  4, con il Patrocinio dei Comuni di Napoli – Ischia –Torre del Greco – Bacoli, effettuerà la cerimonia di premiazione  dei vincitori delle quattro sezioni (arti grafiche, poesie, articoli, video) della 13a edizione del Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI.

Mariapia Ciaghi, Benito Corradini, Alfonso Gurreri, Dalila Boukhalfa, Yousra Chenah faranno squadra, insieme a me, a Roma nella Casa della Cultura INTERNO 4 con Chiara Pavoni, Vice Presidente DILA APS, per la conduzione di quello che si configurerà come ultimo atto della programmazione DILA APS 2024.

Sono stati annunciati diversi arrivi, anche da alcune nazioni europee, di Artisti partecipanti al Premio.

Desidero ringraziare TUTTI i partecipanti a questa edizione del Premio indicandoli in ordine alfabetico e senza alcuna specificazione della sezione di partecipazione, anche perché molti di loro, in maniera eclettica, hanno presentato più opere in diverse sezioni.

Cittadini di 19 nazioni differenti (Armenia, Azerbaijan, Cile, Crimea, Danimarca, Germania, India, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Venezuela), i 79 Artisti partecipanti sono stati Abu Pashaev, Adriana Iftimie Ceroli, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Aleksandrs Mirvis, Ali Adzamirov, Alvils Cedriņš, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Antonella Ariosto, Artur Gevorgyan, Astra Dauvarte, Asyat Chamaeva, Ayder Aliev, Baiba Talce, Carla Rugger, Chiara Pavoni, Dagnija Jankovska, Danute Bēdele, Dina Banai – Babay Artist, Domenico Umbro, Einars Repše, Elina Kubuliņa, Elīna Viškere, Elizabete Blūma, Elizabete Paula, Emil Lobov, Eva Mārtuža, Evgenia Murzaeva, Fabaries Vasquez, Franco De Biase, Guna Oškalna, Hairullah Kurbanov, Heino Blum, Herminia Mesquita, Ieva Akurātere, Igor Abramov, Ingrīda Zaķe, Irina Befa, Irinel Daniela Iacob, Ismayl Muradov, Jevgenija Sundejeva, Kārlis Īle, Leons Kornejanovs, Līga Kursīte, Liga Sarah Lapinska, Luciana Capece, Luciano Somma, Lutfie Abibulaeva, Marija Gadaldi, Mark Illukpitya, Melinda Horwath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Nunzia Zambardi, Paola Di Silvestro, Puran Singh Jhala, Rasma Urtāne, Remo Sforna, Roalds Dobrovenskis, Roberto Castaldo, Rolands Krišjāns, Sadulla Davletov, Sandra Švarca, Sas’ a Tatarintseva, Sconosciuto, Sergey Kyrychenko, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Velta Brinza, Velta Kristapsone, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš,  Vija Laganovska, Yuri Serebryakov, Zigurds Teikmanis.

A loro vanno sinceri auguri di meritati successi.

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20241118 DILA APS – IL DISPARI

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DILA APS al BookCity di Milano

Lo scorso 16 novembre nello splendido Auditorium della Società Umanitari di Milano, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”, dopo avere doverosamente ringraziati i Comuni di Napoli, Ischia, Torre del Greco e Bacoli per gli assegnati patrocini mirali; la Banca Popolare di Torre del Greco e il Centro Elaborazioni Dati SE.RA.DA.  per i contributi economici elargiti; nonché la Testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, l’Associazione culturale ADA di Dalila Boukhalfa,  la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi,  l’Accademia Internazionale LA SPONDA di Benito Corradini, l’Associazione CENTRO COMUNITARIO PUECHER di Giuseppe Deiana, l’Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri,  la Casa della Cultura INTERNO 4 di Chiara Pavoni per le collaborazioni in partenariato, ha reso noti i nominativi  dei primi cinque classificati in ciascuna delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli) in cui è stato organizzato il Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini.

A seguire è stata presentata in anteprima l’Antologia di Autori Vari “Più voci, più immagini” contenente tutte le opere finaliste della 13edizione del suddetto Premio “OTTO MILIONI.

La Performance dell’attrice Chiara PavoniAlice e Barbablù” di Bruno Mancini, l’Esposizione di opere pittoriche di Jeanfilip e di Liga Sarah Lapinska ed alcuni interventi di Artisti italiani e stranieri finalisti del Premio OTTO MILIONI hanno dato lustro all’evento proposto nell’Auditorium della Società Umanitaria di Milano.

In altra parte di questa pagina troverete l’elenco completo dei vincitori.

Per la nona volta consecutiva abbiamo avuto, quindi, la piacevole conferma della partecipazione della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” al BCM24 il cui progetto, dedicato al libro e alla lettura e giunto alla tredicesima edizione, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, da AIE – Associazione Italiana Editori e dal Centro per il libro e la lettura, con il patrocinio del Ministero della cultura.

Il progetto BookCity Milano 2024 è stato sostenuto da Intesa Sanpaolo (main partner), Esselunga (premium partner), con la collaborazione di Fondazione Cariplo e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, con la partecipazione di Recordati, Galleria Campari, Pirelli, Fondazione Fiera Milano, Gruppo San Donato, Burgo Group, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Enel, Federazione Carta e Grafica, Comieco, Messaggerie Libri SpA, Fondazione AEM e con

Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, Rai Radio2, Rai Radio3, Rai Pubblica utilità, Feltrinelli Librerie, Giornale della Libreria, ilLibraio.it e Scomodo nei ruoli di Media Partner.

20241118 DILA APS – IL DISPARI

Articolo vincitore Premio OTTO MILIONI -2024


07ar24

Viesturs Āboliņš 

Fermiamo la guerra

In questo giorno, il 15 maggio di 50 anni fa, c’era una indimenticabile mattinata di sole: a Kaliningrad fiorivano i castagni, gli uccelli cinguettavano, c’era dappertutto l’odore della primavera e anche l’aroma della felicità per la prossima estate.

Per l’ultima volta ho attraversato il posto di blocco del reggimento della nostra Prima Guardia Mosca-Minsk dell’Ordine della Bandiera Rossa di Suvorov e Kutuzov, la  divisione dei fucili a motore.

Un giovane, un valoroso sergente, in perfetta uniforme, con il distintivo delle guardie e le insegne per un buon servizio, con un berretto elegante e la valigetta di smobilitazione in mano.

Ricordo tutto, anche il cancello del posto di blocco e davanti ad esso una buca sull’asfalto piena di pioggia notturna.

Con piacere festoso, sono andato alla fermata e ho aspettato l’autobus che mi partisse verso una grande vita che volevo vivere in modo intelligente, interessante e significativa.

La mia divisione  “liberò” le rovine di Königsberg dai tedeschi.

Oggi sono uscito sulla loggia: calvo, sdentato, goffo.

Gli anni a venire non sono più visibili, ma ciò che era, tutto ciò che è mio, non può essere portato via.

Ascolto le notizie del mattino dal fronte: la “liberazione” dell’Ucraina dagli ucraini continua con successo.

Questi ultimi 50 anni hanno incluso tutto: i miei anni da studente, l’amore, il lavoro, l’amicizia, la felicità.

Opera di Arti grafiche vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

Milena Petrarca – Opera vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

Poesia vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

07po24 Luciana Capece

LA SORTE DEL POETA

Nell’amar la poesia non v’è peccato
poiché di scritto veste ogni lettore
pertanto nel complesso tocca spazi
d’una esistenza vasta ad ostentare.

Piace il suo sonetto quando piove,
perchè di ruggine non muore l’intenzione
rime e solitudine incastra il cuore
poi s’aggrappa al fondo del silenzio.

Saldo è lo spessore delle frasi
alla legge dell’amore si confida
rigetta la violenza e culla odi
s’una base che di linfa nè dispone.

Utile la penna varca il mondo
e di secoli fa vivere il presente
la mente ancor riscopre quell’intreccio
d’obbedire a pensieri mai nascosti.

Netta la bellezza prende forma
d’incandescenza appaga ore dorate,
nel sanguigno vigor del suo mistero
coniuga fresca voce a dar lettura.

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Pierluigi Albertoni | L’anima buona di Castelnuovo ne’ Monti

 Qualche settimana fa, un quotidiano nazionale, ha pubblicato dopo gli aumenti sindacali, lo stipendio di Maurizio Landini: 7.610€ lordi mensili, pari a 4.288€ netti.

Non una grossa cifra, come non è una grossa novità.

Per conoscerla bastava andare su internet e digitare: stipendio di Maurizio Landini.

La divulgazione della notizia ha però fatto infuriare il Segretario Generale della CGIL, il quale, con scarsa delicatezza, ha subito precisato che i soldi da lui percepiti non sono dello Stato, bensì derivanti dai tesserati.

Ora che il compagno di base debba foraggiare con le sue esigue risorse lo stipendio di Landini (spesso sei volte superiore al suo) non deve essere la massima delle felicità.

Soprattutto perché a lui, peones, gli aumenti sindacali non sono ancora arrivati.

Per averli deve attendere la fine delle vertenza e soprattutto il beneplacito, cioè l’accettazione della proprietà.

è insomma la solita annosa questione. I sacrosanti diritti dei lavoratori non riconosciuti da un padrone esoso, maligno, nemico della giustizia sociale.

Il capestro è: prendere o lasciare; con la certezza che se lasci c’è subito un poveraccio pronto a sostituirti.

Certo Maurizio Landini queste cose le sa e bellamente le ignora.

In Italia il Sindacato non ha mai tutelato il disoccupato.

Anzi ha sempre tutelato il lavoratore indispensabile all’azienda, quello che può gestirsi da solo, quello che può fare come meglio gli piace.

Anche Landini è ben tutelato.

Lui se ne sta nelle stanze ovattate della Sede Centrale a Roma, incurante di queste misere questione.

Gira con  la macchina del Sindacato, con l’autista e i segretari.

Quello che forse non sa il povero compagno di base o non gli è stato chiaramente detto, è che il Leader Maximo Landini, oltre alle 4.288 Euro dello stipendio ha ben altre risorse e facilitazioni, come le 2-000€ mensili del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) uno dei tanti Enti inutili che doveva essere chiuso (ultimo a proporlo il Governo Monti) tenuto in vita proprio per dare uno stipendio a persone agevolate (Presidente Renato Brunetta) e per foraggiare i segretari sindacalisti e i sindacati.

La nota dei proventi non finisce qui. Occorre calcolare le eventuali diarie, gli interventi ai convegni, i passaggi televisivi. gli extra e gli eventuali.

Ultimo e non ultimo, è il mantenimento del posto da metalmeccanico. Nonostante il distacco sindacale, oramai annoso, Landini il suo posto da metalmeccanico non glielo leva nessuno.

Tutto in regola, si capisce. Niente d’anormale. I due milioni di pensionati e i cinque milioni di lavoratori, tesserati della CGIL non hanno nulla da recriminare.

Col ringhioso Landini sono in buone mani

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Vogliamo parlare un po’ di vino?

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Il vino è una bevanda antichissima le cui prime tracce si trovano nelle storie dei Sumeri e degli Egizi oltre che essere citata più volte anche nella Bibbia.

Intorno all’anno mille a.c. alcune navi greche si spinsero fino alle più lontane terre del bacino mediterraneo, comprese le attuali Liguria e Francia, dando inizio alla sua produzione sulle nostre coste.

Fino ad allora, e già da molti secoli prima, i Liguri alpini e mediterranei producevano dalla vite selvatica soltanto un liquido acido, scarsamente fermentato, simile ai succhi di frutta selvaggia che ancora oggi si trovano nelle nostre campagne.

Invece i Greci già a quel tempo conoscevano le tecniche ed i segreti della vinificazione, tanto che le vigne della Tracia e della Macedonia erano celebri in tutto il mondo di allora.

Più tardi furono accorsate le vigne delle isole Ionie e di Chio, conosciuta come la sovrana.

I Focesi (coloni greci provenienti dall’Asia Minore), intorno all’anno 600 a.c., fondarono Marsiglia ove coltivarono la vigna producendo vino e destando enorme stupore nella popolazione indigena.

Con successive colonizzazioni, partendo dalla foce del Rodano, i Focesi si spinsero su una fascia costiera di circa 300 Km. fondando Nikais (Nizza), Monoikos (Monaco), Antipolis (Antibes) ed entrando in contatto con i Celti che si erano spostati dall’Alto Reno e dal Danubio combattuti e sconfitti da continue scorribande di orde barbariche.

A partire dal 155 a.c. i Romani, chiamati in aiuto dagli abitanti di Marsiglia, ne approfittarono per insediarsi definitivamente tanto che in un breve periodo di tempo successivo all’anno 125 a.c. fondarono Narbo Martius ( Narbonne), Portus Veneris (Vendres) dando vita alla Gallia Nerbonensis, che fu il caposaldo della produzione vinicola francese.

Inoltre, quasi subito, dettero impulso ad alcune reti strutturate di trasporti fluviali e terrestri, e, utilizzando i fiumi Mosella, Saona e Rodano con barche a fondo piatto, portarono le anfore vinarie  fino al Mare del Nord, mentre, sfruttando la Goronna, da Tolosa arrivarono a Bordeaux  e attraverso la via Domitis e la Via Aurelia svilupparono il loro commercio terrestre da e per l’Italia.

Le campagne belliche (58 a.c. – 51 a.c.) condotte da Giulio Cesare in Gallia ebbero il merito di aprire nuovi mercati e di consentire l’espansione dei vigneti in Provenza ed in Borgogna diventate, nei secoli successivi, produttrici di vini tra i più pregiati del mondo.

Ignazio Di Frigeria

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I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO:  LUCIANO BRUNO

Con LUCIANO BRUNO: cantautore, cantante, chitarrista, polistrumentista, amante della buona musica e dei buoni sentimenti ho scritto due brani inseriti in un CD con l’ edizioni IMG di Grottaminarda.

Uno è una poesia trasformata alla grande in ottima canzone dal titolo DOPO LA RECITA pubblicata nel mio libro di poesie LA MIA RICCHEZZA del 1971 per le edizioni L’ALRALDO DEL SUD di Napoli, con la saggia prefazione del Dott. Fulvio Masullo.

L’altro è MIO PADRE ERA UNA POETA, la storia d’un poeta appunto che suggerisce agli eredi di parlare di lui una volta che non sarà più su questo mondo, un tema molto delicato e profondo che la sensibilità ed il virtuosismo del compositore di Luciano ha reso ascoltabilissimo colpendo emotivamente il sempre numerosissimo pubblico presente ai suo concerti.

Alcuni anni fa LUCIANO BRUNO tenne un importante concerto in piazza a GROTTAMINARDA (Avellino) e partecipammo sia io che mia moglie.

Dal sui ricco repertorio cantò DOPO LA RECITA e ci stupimmo molto dell’entusiasmo del pubblico presente, con all’unisono richiesta di bis, considerando che la canzone non è né facile né tantomeno popolare.

Fu per noi una grande soddisfazione la calorosa stretta di mano di molti dei presenti che avevano saputo che io ero l’autore del testo, ciò ci ripagò del viaggio in terra Irpinia con rientro alle 2 di notte.

Anche MIO PADRE ERA UN POETA è proposta ogni anni, specie in occasione della festa del papà, riscontrando ovunque consensi molto positivi ed emotivi.

Luciano è nato a Napoli ma da anni vive e lavora a Grottaminarda.

LUCIANO SOMMA

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Vogliamo parlare un po’ di vino?

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Il vino è una bevanda antichissima le cui prime tracce si trovano nelle storie dei Sumeri e degli Egizi oltre che essere citata più volte anche nella Bibbia.

Intorno all’anno mille a.c. alcune navi greche si spinsero fino alle più lontane terre del bacino mediterraneo, comprese le attuali Liguria e Francia, dando inizio alla sua produzione sulle nostre coste.

Fino ad allora, e già da molti secoli prima, i Liguri alpini e mediterranei producevano dalla vite selvatica soltanto un liquido acido, scarsamente fermentato, simile ai succhi di frutta selvaggia che ancora oggi si trovano nelle nostre campagne.

Invece i Greci già a quel tempo conoscevano le tecniche ed i segreti della vinificazione, tanto che le vigne della Tracia e della Macedonia erano celebri in tutto il mondo di allora.

Più tardi furono accorsate le vigne delle isole Ionie e di Chio, conosciuta come la sovrana.

I Focesi (coloni greci provenienti dall’Asia Minore), intorno all’anno 600 a.c., fondarono Marsiglia ove coltivarono la vigna producendo vino e destando enorme stupore nella popolazione indigena.

Con successive colonizzazioni, partendo dalla foce del Rodano, i Focesi si spinsero su una fascia costiera di circa 300 Km. fondando Nikais (Nizza), Monoikos (Monaco), Antipolis (Antibes) ed entrando in contatto con i Celti che si erano spostati dall’Alto Reno e dal Danubio combattuti e sconfitti da continue scorribande di orde barbariche.

A partire dal 155 a.c. i Romani, chiamati in aiuto dagli abitanti di Marsiglia, ne approfittarono per insediarsi definitivamente tanto che in un breve periodo di tempo successivo all’anno 125 a.c. fondarono Narbo Martius ( Narbonne), Portus Veneris (Vendres) dando vita alla Gallia Nerbonensis, che fu il caposaldo della produzione vinicola francese.

Inoltre, quasi subito, dettero impulso ad alcune reti strutturate di trasporti fluviali e terrestri, e, utilizzando i fiumi Mosella, Saona e Rodano con barche a fondo piatto, portarono le anfore vinarie  fino al Mare del Nord, mentre, sfruttando la Goronna, da Tolosa arrivarono a Bordeaux  e attraverso la via Domitis e la Via Aurelia svilupparono il loro commercio terrestre da e per l’Italia.

Le campagne belliche (58 a.c. – 51 a.c.) condotte da Giulio Cesare in Gallia ebbero il merito di aprire nuovi mercati e di consentire l’espansione dei vigneti in Provenza ed in Borgogna diventate, nei secoli successivi, produttrici di vini tra i più pregiati del mondo.

Ignazio Di Frigeria

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I  MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO: PAOLA GASSMAN

 Conobbi PAOLA GASSMAN a Maresca (Pistoia) dove mi recai, con mia moglie, a ritirare il  premio per la mia poesia IL MONTANARO  seconda classificata ad un concorso bandito dalla pro-loco, ottenendo un piccolo assegno e 3 giorni di soggiorno gratuito sull’Abetone.

Paola declamò alla grande, attrice superlativa com’era, il mio testo applauditissimo.

Fu una bellissima serata che ricordo con molta nostalgia.

Nella foto la vediamo col marito l’attore UGO PAGLIAI, nativo del luogo.

E’ deceduta l’anno scorso a 78 anni.

Ecco ciò che scrivono di lei.

Per via materna, Paola Gassman fu la quinta generazione di teatranti: Nora Ricci, infatti, era figlia del grande Renzo Ricci e di Margherita Bagni, anche lei attrice e figlia di Ermete Zacconi e Ines Cristina, a loro volta entrambi attori ed entrambi nati in famiglie di attori.

Paola Gassman si dedicò quasi esclusivamente al teatro, a eccezione di alcune sporadiche ma significative apparizioni televisive in commedie e sceneggiati.

All’inizio della carriera si ricordano i tre anni trascorsi nella compagnia Teatro Libero diretta da Luca Ronconi, che con lo spettacolo Orlando furioso la vide presente in moltissime nazioni europee e negli Stati Uniti, culminando in un’importante trasmissione televisiva a puntate.

Sempre in quel periodo prese parte agli spettacoli La tragedia del vendicatore per la regia di Ronconi e Cucina, diretta da Lina Wertmuller.

Entrò poi nella compagnia Brignone-Pagliai con gli spettacoli Spettri di Ibsen e Processo di famiglia di Fabbri.

Fu inoltre diretta dal padre Vittorio in spettacoli come Cesare o nessunoFa male il teatro e Bugie sincere.

Con la ditta teatrale Pagliai-Gassman mise in scena molti spettacoli sia nel genere drammatico sia in quello comico e brillante.

Recitò con registi quali SquarzinaCastriBologniniPiccardiSciaccaluga, Ronconi, Maccarinelli.

Negli ultimi anni con Ugo Pagliai, conosciuto ai tempi dell’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, si dedicò anche alla poesia e a tutti quei brani che si legano alla memoria e al repertorio.

LUCIANO SOMMA

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DILA APS al BookCity di Milano

Lo scorso 16 novembre nello splendido Auditorium della Società Umanitari di Milano, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”, dopo avere doverosamente ringraziati i Comuni di Napoli, Ischia, Torre del Greco e Bacoli per gli assegnati patrocini mirali; la Banca Popolare di Torre del Greco e il Centro Elaborazioni Dati SE.RA.DA.  per i contributi economici elargiti; nonché la Testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, l’Associazione culturale ADA di Dalila Boukhalfa,  la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi,  l’Accademia Internazionale LA SPONDA di Benito Corradini, l’Associazione CENTRO COMUNITARIO PUECHER di Giuseppe Deiana, l’Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri,  la Casa della Cultura INTERNO 4 di Chiara Pavoni per le collaborazioni in partenariato, ha reso noti i nominativi  dei primi cinque classificati in ciascuna delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli) in cui è stato organizzato il Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini.

A seguire è stata presentata in anteprima l’Antologia di Autori Vari “Più voci, più immagini” contenente tutte le opere finaliste della 13edizione del suddetto Premio “OTTO MILIONI.

La Performance dell’attrice Chiara PavoniAlice e Barbablù” di Bruno Mancini, l’Esposizione di opere pittoriche di Jeanfilip e di Liga Sarah Lapinska ed alcuni interventi di Artisti italiani e stranieri finalisti del Premio OTTO MILIONI hanno dato lustro all’evento proposto nell’Auditorium della Società Umanitaria di Milano.

In altra parte di questa pagina troverete l’elenco completo dei vincitori.

Per la nona volta consecutiva abbiamo avuto, quindi, la piacevole conferma della partecipazione della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” al BCM24 il cui progetto, dedicato al libro e alla lettura e giunto alla tredicesima edizione, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, da AIE – Associazione Italiana Editori e dal Centro per il libro e la lettura, con il patrocinio del Ministero della cultura.

Il progetto BookCity Milano 2024 è stato sostenuto da Intesa Sanpaolo (main partner), Esselunga (premium partner), con la collaborazione di Fondazione Cariplo e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, con la partecipazione di Recordati, Galleria Campari, Pirelli, Fondazione Fiera Milano, Gruppo San Donato, Burgo Group, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Enel, Federazione Carta e Grafica, Comieco, Messaggerie Libri SpA, Fondazione AEM e con

Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, Rai Radio2, Rai Radio3, Rai Pubblica utilità, Feltrinelli Librerie, Giornale della Libreria, ilLibraio.it e Scomodo nei ruoli di Media Partner.

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Articolo vincitore Premio OTTO MILIONI -2024


07ar24

Viesturs Āboliņš 

Fermiamo la guerra

In questo giorno, il 15 maggio di 50 anni fa, c’era una indimenticabile mattinata di sole: a Kaliningrad fiorivano i castagni, gli uccelli cinguettavano, c’era dappertutto l’odore della primavera e anche l’aroma della felicità per la prossima estate.

Per l’ultima volta ho attraversato il posto di blocco del reggimento della nostra Prima Guardia Mosca-Minsk dell’Ordine della Bandiera Rossa di Suvorov e Kutuzov, la  divisione dei fucili a motore.

Un giovane, un valoroso sergente, in perfetta uniforme, con il distintivo delle guardie e le insegne per un buon servizio, con un berretto elegante e la valigetta di smobilitazione in mano.

Ricordo tutto, anche il cancello del posto di blocco e davanti ad esso una buca sull’asfalto piena di pioggia notturna.

Con piacere festoso, sono andato alla fermata e ho aspettato l’autobus che mi partisse verso una grande vita che volevo vivere in modo intelligente, interessante e significativa.

La mia divisione  “liberò” le rovine di Königsberg dai tedeschi.

Oggi sono uscito sulla loggia: calvo, sdentato, goffo.

Gli anni a venire non sono più visibili, ma ciò che era, tutto ciò che è mio, non può essere portato via.

Ascolto le notizie del mattino dal fronte: la “liberazione” dell’Ucraina dagli ucraini continua con successo.

Questi ultimi 50 anni hanno incluso tutto: i miei anni da studente, l’amore, il lavoro, l’amicizia, la felicità.

Opera di Arti grafiche vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

Milena Petrarca – Opera vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

Poesia vincitrice Premio OTTO MILIONI -2024

07po24 Luciana Capece

LA SORTE DEL POETA

Nell’amar la poesia non v’è peccato
poiché di scritto veste ogni lettore
pertanto nel complesso tocca spazi
d’una esistenza vasta ad ostentare.

Piace il suo sonetto quando piove,
perchè di ruggine non muore l’intenzione
rime e solitudine incastra il cuore
poi s’aggrappa al fondo del silenzio.

Saldo è lo spessore delle frasi
alla legge dell’amore si confida
rigetta la violenza e culla odi
s’una base che di linfa nè dispone.

Utile la penna varca il mondo
e di secoli fa vivere il presente
la mente ancor riscopre quell’intreccio
d’obbedire a pensieri mai nascosti.

Netta la bellezza prende forma
d’incandescenza appaga ore dorate,
nel sanguigno vigor del suo mistero
coniuga fresca voce a dar lettura.

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Gianfranco Cilento: street art a Ischia

Gianfranco Cilento, pittore e restauratore, nato a  Napoli nel 1964 ha da sempre coltivato una profonda passione per le arti.

Per anni è stato al fianco di alcuni maestri napoletani dove ha carpito i segreti del mestiere associando l’amore per la pittura a quello per il restauro.
Durante il periodo estivo è attivo ad Ischia, sul Corso Vittoria Colonna, utilizzando la specifica forma di comunicazione d’arte che si manifesta esponendo le proprie opere in luoghi pubblici.

Nel 2021 un suo dipinto è risultato finalista nella sezione Arti Grafiche della decima edizione del Premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

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Per la serie

ESOPO news

LE SMENTITE DEI POLITICI SONO…

Quando i “politici” smentiscono qualcosa, il più delle volte e nel giro di pochi mesi, ciò che è stato smentito diventa realtà, seppure in una forma camuffata proprio come sono camuffate le buone intenzioni che tendono, invece, a procurare vantaggi per gli pseudo paladini del bene pubblico.

6 Ottobre 2024 GIORGIA  MELONI, presidente del Consiglio ha dichiarato in un videomessaggio “Leggo in queste ore dichiarazioni fantasiose, secondo le quali il governo vorrebbe aumentare le tasse che gravano sui cittadini. È falso.

12 ottobre 2024 Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, intervenuto alla Festa dell’Ottimismo de “Il Foglio” ha dichiarato che nella prossima legge di Bilancio “sicuramente non ci saranno più tasse“.

Intanto apprendiamo che a partire dal 1° gennaio 2025, le operazioni rese a fronte di corrispettivi specifici e contributi associativi supplementari nei confronti dei soci, associati e partecipanti saranno attratte in campo IVA, anche se in regime di esenzione.

Ciò significa che TUTTI gli Enti associativi (comprese APS, ODV, ASD, ecc.) dal 1° gennaio 2025 avranno l’obbligo di apertura della partita IVA e conseguente fatturazione, registrazione e relativi adempimenti, cui si aggiunge, in determinate condizioni, la tenuta di una contabilità separata, poiché dovranno emettere fatture nei confronti dei loro soci a fronte del pagamento di quote associative supplementari e corrispettivi specifici.

Quanto costa aprire una partita IVA?

Quale costo annuo hanno i molti e nuovi adempimenti fiscali e contabili ai quali le Associazioni dovranno successivamente sottostare?

Secondo l’ultimo aggiornamento del Censimento permanente delle istituzioni non profit dell’Istat, al 31 dicembre del 2020 in Italia le Organizzazioni erano oltre 360mila, nello specifico 363.499.

Fatte due moltiplicazioni e tirata qualche somma, quindi, al di là degli importi (certamente notevoli) diretti e indiretti che saranno incassati dall’erario a partire dal prossimo anno, risulta evidente che, ancora una volta, l’onere maggiore ricadrà sui soggetti meno propensi alla sfrenata speculazione finanziaria, industriale e commerciale che pervade la nostra Italia e, per giunta, ancora una volta cittadini e associazioni sono stati presi per i fondelli dalla più sfacciata, subdola e impunita arroganza politica.

Bruno Mancini

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Dalla raccolta poetica
LA MIA VITA MAI VISSUTA
di Bruno Mancini

Orrido-L’attesa
 

Orrendo è il limite dell’orrido.
Ho smesso di spuntare tacche
ho sabotato il rolex
ho tolto l’energia
al contatore del nostro tempo.
SFIDA
Stanotte mi tempestano…
aiuto…
una parola…
i lestofanti
passati in fretta tra le ganasce
dei miei freni inadeguati.
STASI
L’amaca mi destreggia
tra un rovo ed un cespuglio
di rose e di mirtillo
in vagante dondolio
che non mi seda.
STORIA
Il wafer alla nocciola
non sembra capire
che, ancora un attimo,
AUM!
lo mangerò.
 
 

Dalla raccolta poetica

LA MIA VITA MAI VISSUTA

di Bruno Mancini

Paura-Dogma (1)

Genetico strabismo
in noi perdura
tra le Paure e i Dogmi:
come chi avesse visto i Diavoli
(Paura)
e fosse certo di aver toccato i Diavoli
(Dogma).
Io guardo un letto
e godo sesso
(Dogma)
– dormire, il sonno è un optional –,
Ignazio, l’altra parte di me,
lo mostra e teme morte
(Paura);
mentr’io ristoro emozioni
all’ombra d’indefiniti drinks
(Dogma)
Lui vede brindisi addii
(Paura).
E più ne sono di riprese bifocali
e se ne sono tanti insieme
e se noi cingono d’assedio
– come nell’angolo di un ring –
non c’è libidine che ci trattenga il passo:
le andiamo incontro.
… infine Tu avverti silenzi
(Paura),
interruttori di emozioni
(Dogma)
turbata dalle tipe che si spogliano nei nights,
e sì comprendi che nessuno
sbuccia castagne per annerire le dita:
lo scopo è un altro.
Un vecchio adagio,
proverbio di contrada
“Chi semina vento
raccoglie tempesta”,
valga a formare il tema di una gita fra i vigneti,
e lì parleremmo sottovoce
creando alambicchi per le nostre intese
– dalla vinaccia al puro distillato –,
e andremmo in cerca di tartufi
e non di verbi dissotterrati
da logori abbandoni
se solo Tu fossi un essere vivente.
Sei
Tu
Amore
Vita
Poesia
Morte
sedotta, sfavillante, spregiudicata,
vergine infedele
fino al momento dell’addio
scritto con la parola “FINE”,
dopo di che diventi indiscutibile
Intimità dimenticata”,
ma una volta aspettami
nella cantina delle botti antiche
dove parlando sottovoce
– Io, Tu, Ignazio –,
basterà credere
al deficit del cuore sulla mente
per renderci sinonimi
come Paura e Dogma.
Qualcuno mi segnerà per pazzo.

20241021 DILA APS – IL DISPARI

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo

Brasile in cucina – Tartara di barbabietole – Tartar de baterrabas

 INGREDIENTI 

  • 500 gr. di barbabietole
  • 1 cipolla piccola
  • 2 cetrioli sottaceto
  • 3 cucchiai di capperi
  • 4 cucchiai di maionese
  • 1 cucchiaino di worcester
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 2 cucchiai di prezzemolo tagliuzzato
  • sale, pepe, pepe rosso

 

PREPARAZIONE

Fate cuocere le barbabietole in forno già caldo a 160° per un’ora e 30 minuti, quindi sbucciatele e tagliatele a dadini minuti.

Tritate finemente la cipolla, tagliate a rondelle sottili i cetrioli, sminuzzate i capperi, riunite il tutto in una ciotola e aggiungere le barbabietole a cubetti.

Mescolate delicatamente la maionese, la worcester, il succo di limone, il prezzemolo e qualche grano di pepe rosso pestato e condite la tartara con la salsa ottenuta.

Servitela accompagnata da insalata verde a piacere.

Per una presentazione originale, disponete qualche foglia di insalata nel piatto, collocate al centro di ognuna un coppa pasta di 10 cm, riempite con la tartara e poi sollevatelo.

 

 

Legenda valida per tutte le ricette

    • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
    • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
    • Il cucchiaino è quello da tè.
    • La tazza è quella a tè.
    • La tazzina è quella da caffè.
    • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
    • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
    • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
    • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
    • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
    • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
    • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.



DILA APS

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I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO: Scuole della Campania

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Qualche anno fa alcuni istituti scolastici, verso metà dicembre, m’invitarono per declamare le mie poesie ai vari allievi dalla quinta elementare alla terza media.

Ad Amalfi, San Giorgio a Cremano e alla scuola Fava Gioia di Napoli, fu per me una grande soddisfazione poter trasferire i miei versi ai giovanissimi.

La cosa più diverte fu che molti, specie delle elementari, mi toccavano domandosi cosa ci facesse un poeta VIVO tra di loro, abituati com’erano a conoscerli ormai defunti essendo la totalità nati nell’ottocento.

Debbo dire che fui accolto benissimo anche dai vari presidi e dalla classe insegnanti, molti di loro incuriositi dalla novità, ascoltarono con grande coinvolgimento emotivo i vari titoli che preannunciavano il Natale a Napoli.

Per premio ebbi alcune targhe, ed una scolaresca mi offrì una guantiera di dolci e ad Amalfi prodotti tipici locali come, tra gli altri, il limoncello.

Nella foto mi vedete tra alcuni dei ragazzi, non vi nascondo che a furia di firmare centinaia di diplomi, stampati per l’evento con mio nome, non potevo più muovere il braccio destro…

Sono queste esperienze, irripetibili, che testimoniano la mia presenza poetica non solo sui libri universitari,  nelle antologie, nei libri singoli, ma anche negli studi didattici delle superiori che hanno una caratura di altissimo valore specialmente e soprattutto morale!

Giungere così direttamente al pubblico, in questo caso di adolescenti, e trasferire loro le mie emozioni attraverso i miei scritti è stato un qualcosa che non si riesce a spiegare brevemente e superficialmente.

Se, a futura memoria, qualche verso dovesse restare nella loro memoria sarebbe per me il raggiungimento di un traguardo di tutto rispetto!

LUCIANO SOMMA

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