20250210 DILA APS – IL DISPARI

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20250210 DILA APS – IL DISPARI

EPILOGO RECENSIVO DI LUCIANA CAPECE AL LIBRO DONNE SOTTO LO STESSO CIELO -STORIE E POESIE – A CURA DI PAMELA DI LORENZO CON LUCIANA RAGGI E MAURIZIO MAZZURCO

20250210 DILA APS – IL DISPARI

Fondamentale è lo scampolo introduttivo del presente ringraziamento all’Editore Dott. GAETANO DI MEGLIO per il contatto di stampa IL DISPARI con lo scrigno meritevole di una mano sempre tesa del caro Presidente DILA APS BRUNO MANCINI.

L’OPERA DONNA SOTTO LO STESSO CIELO è un grido d’usuale quotidiana denuncia: la solidarietà femminile nel periodo pandemico.

Progetto presentato nel 7° Municipio di Roma nella ricorrenziale Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne.

Coinvolti Psicologi, Sociologi, Docenti, Università, Associazioni, Poeti e Artisti per cambiamento che apporti successo alla tematica.

<Dal Silenzio Alle Parole e All’Azione> FRANCESCA BREZZI sottolinea Amnesty International tutela dei diritti umani.

< Donna Della Shoah> Premio Nobel RITA LEVI MONTALCINI stila identità, rispetto e pregio senza intaccare tipologie religiose: a LEI versi dedicati <Cervello Sapiente> V.G. Scuola Primaria PLESSO MATISSE ad esempio della sua condotta scientifica, e idee avvalorate dai Plessi MANDRIAN E MATISSE per premiare donne sofferenti da oppressori.

Il Libro Antologico marca cicatrici mai guarite come <Ricordi Necessari> Luciana Raggi.

Simili note di croce <Per La Giornata Della Memoria> TIZIANA COLUSSO.

Vede ritrosi rituali privi d’albe <Cerimonia> ALESSANDRA CARNOVALE.

Idem <Come Te Sorella> ANGELA ROSA DONATELLI alle Donne iraniane per lenire carnale pena.

Colori di libertà ANTONIETTA TIBERI <Celeste Come Il Cielo> omaggio a Donna violentata nel pudore, calvario infinito per morte di un figlio di PEPPINO IMPASTATO.

Trafitta da sfide ostili <Annaspa Nel Dolore> LUCIANNA ARGENTINO.

Una firma PAOLA OLIVA <Ballata Per Lea Garofalo> storia da non dimenticatoio.

Mira alla pietà LORETTA LIBERATI <Graffi Sul Muro> innalza sull’ara virtuosa l’eroina sacra a Dio.

MAURIZIO MAZZURCO <In Principio Era Dio> evoluzione nella specie peggiore.

Vene nere di crepa <Tragicamente Rosso> MICHELA ZANARELLA l’urlo tinge di sangue il silenzio e oscura il firmamento per carni di fanciulla.

ANGELA DONATELLI <Storia Di Anna> non accettazioni indegne in nome dell’amore.

PAMELA DI LORENZO <Questo Genere Di Persona Mi Spaventa> profilo analitico contorto <All’Improvviso Un Colpo Dietro La Schiena> ostenta l’uomo bestiale.

Redini di salvezza i CENTRI ANTI VIOLENZA anonimato e incolumità alla Donna preda d’ossessioni.

ANTONELLA GIORDANO <Sepolta Nella Terra> fa dedica a LEA GAROFALO per la tempra.

ANGELA FERRARA <M’ama Non M’ama> Donna come Margherita spoglia nel deserto delle paure.

<Tra Le Linee> IRENE SABETTA cataloga vite svuotate nell’esilio perenne.

MONICA MARTINELLI <Esistono Ancora Le Radio Libere?> descrive fuga liberatoria.

MARIA SPINELLI <Poesia Memoria> tesori di ricordi silenti.

TANIA DI MALTA<I Capelli> Donna incatenata al martirio da ingiusta morale.

Elogia inno alla bellezza in fioritura MARIA BRUNELLESO < L’Estate Delle Donne>.

LUCIANA RAGGI E MAURIZIO MAZZURCO <Seminare Speranze> un manifesto che assembla connessioni mentali di Artisti con gratitudine a chi leggerà il volume.

Posto a ringraziamento per spessore contributivo Operale per stirpe futura.

Che si renda Giustizia di STIMA alla DONNA per popoli produttivi di valori mai più nelle spire del male.

Fedeltà Giuridica a Dignità Umana per sacrale amore vittorioso.

LA DONNA PER ECCELLENZA È UNA ROSA VELLUTATA SENZA SPINE!

NEMAPRESS EDIZIONI.

LUCIANA CAPECE: Scrittrice – Poetessa – Saggista – Aforista – Prefatrice – Critico Letterario – Critico Teatrale – Recensora

20250210 DILA APS – IL DISPARI

Dalla Sede operativa DILA APS in Lettonia abbiamo ricevuto il messaggio e la foto che volentieri pubblichiamo

Aleksandra Tatarinceva ha compiuto otto anni il 1 dicembre 2024.
Il 2024 è stato importante per lei come per una artista: la prima intervista sul quotidiano “Il Dispari”, la prima pubblicazione nell’antologia “Più voci più immagini”, la prima mostra, proprio come lei l’ha voluta, nei locali dell’Accademia di Lettonia delle Scienze, con il titolo “Lo specchio di Madre Natura”, insieme agli artisti Viesturs Āboliņš, Aleksandars Adamovičs, Dagnija Jankovska, Liga Sarah Lapinska, Jevgenija Sundejeva, Guna Oškalna e Juris Zēbergs, e anche un viaggio fuori dalla Lettonia.
Aleksandra esprime un enorme “grazie” alla professoressa Baiba Rivža, a sua nonna Anna Tatarinceva e a Liga Sarah Lapinska per l’organizzazione della mostra, nonché a Bruno Mancini e Gaetano Di Meglio per le pubblicazioni effettuate in Italia.

20250210 DILA APS – IL DISPARI

20250210 DILA APS – IL DISPARI

La poetessa Antonella Ariosto, nuova amica di questa rubrica “POESIA CRUDA”, per celebrare la festività di San Valentino, ha scelto le due poesie che seguono:

NINA – Anna Giancarlo
SOGNO INFINITO

S’inchina
un fugace pensiero
gorgogliando nella mente,
s’affonda negli occhi
uno spiraglio di luce…

Sfinimento nelle membra
allo smarrimento dei ricordi:
infuriava la passione
nelle carezze,
nei baci d’amore,
nel sospiro ansante
ed era estasi.

Si smarriva lo sguardo
tra il brusio lieve
delle farfalle in volo,
si confondeva il battito
del cuore con quello delle ali
che accarezzavano il volto.

Non mi sfiori la brezza
in quell’attimo di sogno infinito,
in questa voragine
che l’anima stordita in lampi
di luce s’avvolge…

Tratta dal volume VITA REGINA – Editore Luciano Zampini Poeta- Noiqui – ISBN 9798863506203 – €15,60

 

Elisabetta Biondi della Sdriscia

AMORE E PSICHE

Mi sostanzio d’istanti contesi
al sorgere del sole: io non voglio che
il sogno svanisca nel pallido albore
del mattino, nel bacio frettoloso
del commiato! Ho mietuto con te gli ultimi
baci della notte, con l’ardore
di chi sa che svaniranno nel vento…

Vorrei che il tempo fosse quest’istante:
un sogno il tuo volto vicino, piano,
tra i capelli d’argento, nascondo nei
baci i “ti amo” che il sorgere del sole
impedirà. Ebbra di baci rubati alla
luce mi sento scrosciare nel cuore
un arcobaleno di emozioni: tu
mordi le mie labbra schiuse sotto
le tue e siamo bacio entrambi.

Tratta dal volume: “E siamo bacio entrambi”; Casa editrice Pagine; 15.00 euro; ISBN 978-8875576677

20250210 DILA APS – IL DISPARI

20250127 DILA APS – IL DISPARI

20250203 DILA APS – IL DISPARI

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

“XX – XY / Donne e uomini nella danza erotica della mente e del corpo”

di Claudia Minenna e Arturo Bevilacqua

“Venni rapito dai suoi occhi o dal contorno distratto e imperfetto della matita nera che la faceva sembrare un cerbiatto, fu il suo sguardo deciso a colpirmi nell’anima…”.

Emette un sospiro e si passa la mano sulla fronte coprendo una parte del volto.

Con l’altro occhio lasciato libero mi guarda, forse si aspetta che gli dica qualcosa, che gli faccia qualche domanda, ma preferisco tacere e fare in modo che sia lui a condurmi nel fluire dei suoi pensieri, dei ricordi di odori, sentimenti ed emozioni.

“Da allora non sono più riuscito a farne a meno. Dei suoi occhi, di lei. Nessuna donna mi aveva mai guardato così. Allora ero sposato, con la seconda moglie, e avevo Luca, di cinque anni appena compiuti. Pensavo avessi superato quegli anni giovanili in cui vivevo tutto senza freni seguivo il richiamo delle donne, i loro profumi, come un cane da tartufo. Ero uno studente universitario, di ragazze ne conoscevo tante, e buona parte di loro finiva nel mio letto dopo qualche uscita serale o un paio di carinerie. Quando mi assentavo per diverse ore e poi tornavo al bar della facoltà, incontravo i soliti quattro scapestrati e iniziavo così: – poi ho preferito continuare la nostra conoscenza a casa –.

Due pacche sulla spalla e sorrisi aperti, e il mio ego straripava, mi sentivo un dio. Avevo dei bei capelli folti e vestivo alla moda. Ero un ragazzo galante con le donne; sapevo come prenderle: le sfioravo con un sorriso e con una mano sulla spalla. Dalla spalla più giù verso il braccio, a volte sulla schiena, solo sfiorandola, senza premere forte. Sentivo i loro brividi di paura, di stupore, e di eccitazione. Mi piaceva sorprenderle. Poche donne, allora, sapevano quello che volevano da loro stesse o dal sesso, e così, anche quando avevo poco tempo a disposizione, riuscivo a confonderle con complimenti e smancerie e a portarle a casa ebbre di attenzioni. Molte volte non ne ricordavo il nome, chi fossero o come fossero capitate nel mio letto. Mi svegliavo e trovavo per terra preservativi usati, resti di sigaretta, bottiglie sparse, avanzi di pizza incollati sul pavimento e piatti unti e incrostati sparsi in giro. Alcol, sesso, a volte anche marjuana. Sembrava un cimitero di atti orribili, peccaminosi, dai quali vorrei, ora come ora, che mio figlio si tenesse alla larga dimostrandomi, invece, di avere la testa sulle spalle. Non so se queste mie preghiere possano davvero funzionare, visto che io ho avuto una vita sessuale molto vivace sin dalla pubertà e che ho conosciuto la mia prima moglie proprio in una di queste serate a casa mia.

Mi sono innamorato di lei o, comunque, ho perso la testa per lei e l’ho scelta fra le altre, – le sembrerò davvero poco romantico o forse il mio romanticismo è sempre stato solo di facciata –, perché a differenza delle altre, quando eravamo a letto, a lei piaceva scivolare all’altezza del pube in modo unico, delicato, fissandomi come se fosse un puma che avanza piano fra le fronde. E mi guardava negli occhi per sentire dentro di sé tutta la mia eccitazione. Con una mano mi accarezzava la gamba, con l’altra quell’unica parte di me che in quel momento le interessava, e mi guardava profondamente. Allora mi è sembrato di impazzire.

Sono diventato veramente pazzo di lei. Del suo essere puma: sensuale, elegante, decisa. All’inizio facevamo solo sesso, poi ci siamo innamorati e abbiamo deciso di stare insieme. Il mio puma è però mutato dopo la nascita del nostro primo bambino e la nostra vita di coppia è cambiata tanto. Avevamo smesso gradatamente di fare l’amore, di cercarci. Non dormivamo più nudi come prima. Così, dopo un po’, abbiamo divorziato.

(ISBN 9788864511108 – Scione Editore – € 16.90)

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Claudia Minenna e Arturo Bevilacqua  

La sessualità gioca un ruolo cruciale nella vita umana, suscitando curiosità e interesse verso le sue molteplici manifestazioni, a volte misteriose e incomprensibili.

Claudia Minenna, psicologa e psicoterapeuta, e Arturo Bevilacqua, professore di Biologia Cellulare e Applicata, mettono a frutto le loro competenze in sessuologia, neurobiologia e genetica del comportamento per esplorare questi temi in un saggio narrativo.

Attraverso storie esaminate da varie prospettive, il libro fornisce una chiave di lettura nuova e rassicurante riguardo alla nostra natura.

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Silvia Leuzzi

Impressioni di Procida

 
1

E poi scopri la balaustra di brezza
che rapì il buon Ungaretti,
quando t’affacci a tanta immensità
con il sibilo del vento tra le foglie
rumore assordante d’acqua sugli scogli
e tutti gli affanni in un attimo sciogli

2

Rapiti dal cigolio di un vecchio letto
consumiamo il tempo felice come sigaretta
che il vento si diverte a fumare in fretta

3

L’ancora si leva e il sogno svanisce,
il puzzo di smog è quello che resta
e il dolce languore corso
dalle mie vene alle tue labbra.

un brivido sottile e pungente
d’un’estasi solatia e selvaggia,
che unisce carne, mare, cielo e parole
nell’impeto verde e azzurro dell’amore!

————-
A piccoli passi nella poesia
ALA libri
9791280269744
11 Euro

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini notizie

DILA APS-IL DISPARI tutte le pubblicazioni della Redazione culturale

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Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

“XX – XY / Donne e uomini nella danza erotica della mente e del corpo”

di Claudia Minenna e Arturo Bevilacqua

“Venni rapito dai suoi occhi o dal contorno distratto e imperfetto della matita nera che la faceva sembrare un cerbiatto, fu il suo sguardo deciso a colpirmi nell’anima…”.

Emette un sospiro e si passa la mano sulla fronte coprendo una parte del volto.

Con l’altro occhio lasciato libero mi guarda, forse si aspetta che gli dica qualcosa, che gli faccia qualche domanda, ma preferisco tacere e fare in modo che sia lui a condurmi nel fluire dei suoi pensieri, dei ricordi di odori, sentimenti ed emozioni.

“Da allora non sono più riuscito a farne a meno. Dei suoi occhi, di lei. Nessuna donna mi aveva mai guardato così. Allora ero sposato, con la seconda moglie, e avevo Luca, di cinque anni appena compiuti. Pensavo avessi superato quegli anni giovanili in cui vivevo tutto senza freni seguivo il richiamo delle donne, i loro profumi, come un cane da tartufo. Ero uno studente universitario, di ragazze ne conoscevo tante, e buona parte di loro finiva nel mio letto dopo qualche uscita serale o un paio di carinerie. Quando mi assentavo per diverse ore e poi tornavo al bar della facoltà, incontravo i soliti quattro scapestrati e iniziavo così: – poi ho preferito continuare la nostra conoscenza a casa –.

Due pacche sulla spalla e sorrisi aperti, e il mio ego straripava, mi sentivo un dio. Avevo dei bei capelli folti e vestivo alla moda. Ero un ragazzo galante con le donne; sapevo come prenderle: le sfioravo con un sorriso e con una mano sulla spalla. Dalla spalla più giù verso il braccio, a volte sulla schiena, solo sfiorandola, senza premere forte. Sentivo i loro brividi di paura, di stupore, e di eccitazione. Mi piaceva sorprenderle. Poche donne, allora, sapevano quello che volevano da loro stesse o dal sesso, e così, anche quando avevo poco tempo a disposizione, riuscivo a confonderle con complimenti e smancerie e a portarle a casa ebbre di attenzioni. Molte volte non ne ricordavo il nome, chi fossero o come fossero capitate nel mio letto. Mi svegliavo e trovavo per terra preservativi usati, resti di sigaretta, bottiglie sparse, avanzi di pizza incollati sul pavimento e piatti unti e incrostati sparsi in giro. Alcol, sesso, a volte anche marjuana. Sembrava un cimitero di atti orribili, peccaminosi, dai quali vorrei, ora come ora, che mio figlio si tenesse alla larga dimostrandomi, invece, di avere la testa sulle spalle. Non so se queste mie preghiere possano davvero funzionare, visto che io ho avuto una vita sessuale molto vivace sin dalla pubertà e che ho conosciuto la mia prima moglie proprio in una di queste serate a casa mia.

Mi sono innamorato di lei o, comunque, ho perso la testa per lei e l’ho scelta fra le altre, – le sembrerò davvero poco romantico o forse il mio romanticismo è sempre stato solo di facciata –, perché a differenza delle altre, quando eravamo a letto, a lei piaceva scivolare all’altezza del pube in modo unico, delicato, fissandomi come se fosse un puma che avanza piano fra le fronde. E mi guardava negli occhi per sentire dentro di sé tutta la mia eccitazione. Con una mano mi accarezzava la gamba, con l’altra quell’unica parte di me che in quel momento le interessava, e mi guardava profondamente. Allora mi è sembrato di impazzire.

Sono diventato veramente pazzo di lei. Del suo essere puma: sensuale, elegante, decisa. All’inizio facevamo solo sesso, poi ci siamo innamorati e abbiamo deciso di stare insieme. Il mio puma è però mutato dopo la nascita del nostro primo bambino e la nostra vita di coppia è cambiata tanto. Avevamo smesso gradatamente di fare l’amore, di cercarci. Non dormivamo più nudi come prima. Così, dopo un po’, abbiamo divorziato.

(ISBN 9788864511108 – Scione Editore – € 16.90)

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Claudia Minenna e Arturo Bevilacqua  

La sessualità gioca un ruolo cruciale nella vita umana, suscitando curiosità e interesse verso le sue molteplici manifestazioni, a volte misteriose e incomprensibili.

Claudia Minenna, psicologa e psicoterapeuta, e Arturo Bevilacqua, professore di Biologia Cellulare e Applicata, mettono a frutto le loro competenze in sessuologia, neurobiologia e genetica del comportamento per esplorare questi temi in un saggio narrativo.

Attraverso storie esaminate da varie prospettive, il libro fornisce una chiave di lettura nuova e rassicurante riguardo alla nostra natura.

20250203 DILA APS – IL DISPARI

Silvia Leuzzi

Impressioni di Procida

 
1

E poi scopri la balaustra di brezza
che rapì il buon Ungaretti,
quando t’affacci a tanta immensità
con il sibilo del vento tra le foglie
rumore assordante d’acqua sugli scogli
e tutti gli affanni in un attimo sciogli

2

Rapiti dal cigolio di un vecchio letto
consumiamo il tempo felice come sigaretta
che il vento si diverte a fumare in fretta

3

L’ancora si leva e il sogno svanisce,
il puzzo di smog è quello che resta
e il dolce languore corso
dalle mie vene alle tue labbra.

un brivido sottile e pungente
d’un’estasi solatia e selvaggia,
che unisce carne, mare, cielo e parole
nell’impeto verde e azzurro dell’amore!

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A piccoli passi nella poesia
ALA libri
9791280269744
11 Euro

20250203 DILA APS – IL DISPARI

20250127 DILA APS – IL DISPARI

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Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

“La verità in matematica – Da Gödel a Euclide” di Luca Nicotra

Nell’immaginario collettivo è ancora molto diffusa l’idea che le affermazioni matematiche sono vere in assoluto, che la matematica non è un’opinione.

Da qui il popolare aforisma “due più due fa quattro e non si discute” oppure l’espressione “è matematico!”, per porre fine a contestazioni e lunghe discussioni, dando valore di certezza assoluta a una certa affermazione.

Nel suo Discorso contro gli abbreviatori, contenuto nel primo dei Quaderni di Anatomia, Leo­nardo da Vinci stigmatizza magistralmente questa incondizionata fede nella verità assoluta della matematica: Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contraddizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s’impara uno eterno gridore.

La matematica classica si è sviluppata fondando i suoi risultati sull’applicazione del principio del terzo escluso, che nella logica classica aristotelica afferma che una proposizione o è vera o è falsa, senza una terza possibilità di valore di verità.

La solidità della matematica, per millenni, è cresciuta grazie al convincimento indiscusso di tale principio.

Ma nel 1907, esso venne seriamente posto in discussione nella tesi di dottorato Over de Grondslagen der Wiskunde (Sui fondamenti della matematica) dal matematico Luitzen Egbertus Jan Brouwer (1881-1966) nel caso della sua applicazione a insiemi infiniti, minando quindi i risultati di gran parte della matematica, che di tali insiemi tratta.

Una conseguenza importante è, per esempio, il disconoscimento della validità delle dimostrazioni per assurdo, basate proprio sul principio del terzo escluso.

Brouwer osservava che il principio del terzo escluso può essere stabilito soltanto dall’osservazione di proprietà in un numero fi­nito di casi e viene impropriamente esteso a proprietà che invece devono essere verificate o provate in un numero infinito di casi, ovvero in insiemi infiniti di oggetti.

Per esempio, la proprietà “ogni numero naturale minore di 10 è dispari”, è verificabile come falsa all’interno dell’insieme finito di numeri naturali {1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9} perché si possono esibire come non soddisfacenti tale proprietà i numeri naturali pari 2, 4, 6, 8.

Anche la proprietà complementare “ogni numero naturale maggiore di 10 è dispari”, è verificabile come falsa, pur riguardan­do questa volta un insieme infinito di numeri {11, 12, 13, ….}, in quanto pur non essendo possibile una verifica diretta, che dovrebbe iterarsi infinite volte, esiste un metodo generale per dimostrarla falsa: il successivo di un numero dispari è pari.

Invece, nel caso della cosiddetta congettura di Goldbach, indicata, per ovvi motivi, con la lettera G: «Ogni numero n pari e maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi anche uguali fra loro» non è possibile ancora dimostrare nè che G è vera nè che G è falsa, essendo il numero di verifiche infinito e, in alter­nativa, non esistendo un metodo generale per decidere la validità della proposizione G per ogni numero naturale n.

Inoltre nel 1931, un geniale matematico e logico austriaco, Kurt Gödel (1906-1978), dimostrò che il principio del terzo escluso non è sempre valido, esistendo affermazioni che non possono essere dichiarate né vere né false, intendendo la loro verità coincidente con la dimostrabilità all’interno del sistema matematico assiomatico che le contiene.

20250127 DILA APS – IL DISPARI

20250127 DILA APS – IL DISPARI

Dr. Ing. Luca Nicotra (Roma)

Laureato in Ingegneria Meccanica a pieni voti all’Università “Sapienza” di Roma.

Iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

Per oltre dieci anni è stato redattore e responsabile delle rubriche “Cultura”, “Società e Costume” del mensile di attualità e cultura Notizie in… Controluce.

Autore di oltre 400 articoli, culturali, tecnici, scientifici, di divulgazione scientifica e di vari libri.

I suoi interessi come divulgatore riguardano soprattutto la storia e la filosofia della scienza.

Direttore editoriale della casa editrice UniversItalia di Roma,  per la quale cura la collana Scienza e Cultura.

20250127 DILA APS – IL DISPARI

Angela Prota commenta il monologo “Dialogo di una schiava” scritto da Bruno Mancini

Un dialogo che lascia pensare.

Che travolge, e ti immerge in sentimenti anche contrastanti, forti e decisi, quando dice “IO SONO CHIARA” vuole affermare di essere Altro dalla femmina o violata o vogliosa… di essere solo sesso… Ma di volere l’amore!

Dialogo conturbante, quasi lo schiaffo di una realtà che fa male e procura piacere…

Una contraddizione che vuole affermarsi, quasi con sadica gioia.

Bruno Mancini viaggia nei meandri oscuri dell’io, in modo originale che stimola l’essere ad essere ciò che non sa che sia!

Bravissimo.

Chiara Pavoni, altrettanto intensa ed affascinante, ci regala, con la capacità di una vera attrice, momenti travolgenti e sentimenti a fior di pelle, catturando l’attenzione di chi l’ascolta e partecipa alla sua magnifica performance!

20250127 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni.

Tu sei porcospino” di Grazia Distefano

 

– Dai mamma muoviti, ho le gare e rischio di fare tardi se ancora ti trastulli tra quelle noiose carte che ti porti a casa dall’ufficio;

– Ecco Daria ho quasi fatto, aspettami in giardino… arrivo;

– mamma daiii faccio tardi!!!

– mamma mia Daria sei sempre così agitata, tranquilla che arriviamo puntuali alle tue gare, tranquilla;

– oggi è un giorno speciale, sono molto agitata mamma e tu non mi aiuti, potevi uscire   prima da quello stramaledetto ufficio che non ti lascia libera neanche il giorno delle mie gare!!

– eccoci Daria siamo arrivate, vai corri;

– sì, certo devo correre e subito in acqua.

Si sente il megafono che invita le squadre a radunarsi con il proprio allenatore o allenatrice per rispettare l’ordine di partenza.

Lo spazio intorno alla piscina rimpiccolisce sensibilmente quando gli atleti costretti nelle sedie a rotelle si sistemano per entrare in acqua. Al segno di partenza ogni atleta entra in acqua secondo le proprie modalità. C’è chi si tuffa direttamente dalla sedia posta ai bordi della piscina, c’è invece chi – come me – si tuffa con le proprie gambe.

L’acqua ha la capacità di accogliere i nostri corpi come fossimo liberi da ogni invalidità.

La mente, la testa, gli arti diventano miracolosamente agili e la voglia di vincere infrange qualsiasi tabù. È la forza della testa, del cuore e dell’anima che ci fa nuotare a una velocità di 0.5m/s o anche più.

La gara è dei 50 stile libero, poi 100 stile libero e 50 stile farfalla, quindi quattro volte avanti e indietro cambiando stile fino a che capisci che HAI VINTO e gridi tutta la rabbia che hai dentro, urli la voglia di vivere e la gioia di esistere.

SI – HO VINTO – campionessa di nuoto nel Campionato di Società stile libero.

Si – IO ESISTO – anche se un giorno dell’estate del 2003, uno spregevole essere umano ha fatto in modo di cambiare la mia vita.

E pensare che sarei dovuta rimanere a dormire a casa di una mia amica, chissà fore tutto quello che è successo dopo non sarebbe mai successo.

Ma la vita a volte è davvero crudele, la fatalità spesso trionfa e le coincidenze sono un fruscio che tradisce quel legame tra il possibile e l’inevitabile.

Mi sono sempre detta che le coincidenze non avvengono per caso, ma perché il destino ha deciso che così deve essere.

Sento una terribile botta, cado per terra, sbatto la testa e mi addormento. È stato tutto terribilmente fulmineo, ma dopo il primo dolore non ho sentito più nulla, una luce bianca mi appariva in fondo al tunnel e una voce mi sussurrava: sono qui ti tengo la mano.

Non so di chi fosse quella mano e quella voce: se di mia mamma o del Signore che mi aveva protetta, non mi aveva cioè fatto morire.

 

Grazia Distefano, poetessa e scrittrice siciliana, vive a Roma ormai da molti anni.
Ha pubblicato finora otto libri e scritto più di millecinquecento poesie.

Ha iniziato a scrivere dopo la morte di suo marito, a cui ha dedicato la sua ultima silloge, “Ti amo”, Daimon Edizioni.

Ha partecipato e ha vinto vari concorsi a livello nazionale, spesso arrivando ai primi tre posti.

Collabora e scrive con la casa editrice Edizioni Simple, partnership “The New Romantics”. “Tu sei porcospino” è il suo ultimo romanzo, dopo “Le tre ali di Pegaso”, prima edizione, e “Namasté“, edizione La Bussola.

 

Antonella Ariosto

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini

dalla raccolta di poesie

La sagra del peccato

I s c h i a: 1 9 5 7 – 2 0 0 3 (c i r c a)

Volava in Viet-Nam.

Volava in Viet-Nam.
– Sui fiumi in Viet-Nam.
Mai baciato un bimbo.
– Baciarli tutti.
Mai venduto niente.
– Niente ho regalato.
Neppure se stesso.
– Neppure me stessa.

°———°———°———

Ha conosciuto Ignazia
in una sera triste
lamentosa di cicale
le gambe abbandonate.
– Lentamente.

La star, la splendida
contro l’eroe dell’est
agguati e trappole
le gambe abbandonate.
– La mente mente.

“Ti porterò in America”.
Svanì l’attesa
l’ebbe di corsa
le gambe abbandonate.
– Immanente lamento.

“Sarai sempre con me”.
Le braccia aperte
il sangue stretto
le gambe abbandonate.
– Confusione ingorgo.

“Se mi lasci mi uccido”.
Occhi addolciti
le labbra socchiuse
le gambe abbandonate.
– Frontiera senza sbarre.

“E non mi basti mai”.
Il volo si ferma
il cuore si ferma
le gambe abbandonate.
– Ignazio, Ignazio…

P.S.
Eventuale titolo esplicativo: L’Eroe e l’eroina.

https://www.amazon.it/sagra-del-peccato-Bruno-Mancini/dp/1409282007/ref=sr_1_26?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&nsdOptOutParam=true&s=books
 
https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?srsltid=AfmBOoouVUsd_RkbczEGcP2H6b8jMpr-bmAqGSqu1fRMPfcUsWxdpWho&page=1&pageSize=4

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto

MARE

Quei giorni andati
tra il  vento del mare
e l’intenso profumo del sale.
Baci appassionati
mentre giovani innamorati
scoprivamo l’amore
sugli scogli del lungomare.
L’emozione  era tutta
nei nostri sguardi
rapiti dal sentimento.
Indimenticabili emozioni
nello scorrere del tempo.
L’anima giovane rimane
legata a quei baci
a quegli intensi amplessi
dall’odore di mare.

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini notizie

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo

Brasile in cucina – Insalata di cetrioli ripieni – Salada de pepino recheado

INGREDIENTI

  • 4 cetrioli grandi
  • 100 gr. di prosciutto in una sola fetta
  • 1 barattolo di funghi al naturale
  • 2 cetrioli di grandezza media
  • 1/2 tazza di maionese
  • 1/2 cucchiaino di paprica piccante
  • 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
  • qualche rametto di menta
  • sale

PREPARAZIONE

Lavate e mondate i cetrioli grandi, poi tagliateli a pezzi lunghi 7 cm. circa.

Scavate ciascun pezzo in modo da formare una cavità, lasciando intatta una piccola parte che servirà come fondo, tagliate la polpa a dadini.

Collocate i tronchetti di cetriolo in una scodella, aggiungete dell’acqua e del sale, quindi lasciateli riposare per 20 minuti, poi colateli e conservateli.

Tagliate il prosciutto e i funghi a pezzetti, sbucciate e tagliate a cubetti i cetrioli medi.

Mescolate la polta dei cetrioli, il prosciutto e i funghi in una terrina, e condite il tutto con la maionese, la paprica, il prezzemolo, aggiungete di sale.

Farcite con il composto i tronchetti di cetriolo, disponeteli sul piatto da portata e guarnite con la menta.

 

Legenda valida per tutte le ricette

• Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
• Con cucchiaio si intende quello da minestra.
• Il cucchiaino è quello da tè.
• La tazza è quella a tè.
• La tazzina è quella da caffè.
• Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
• Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
• Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
• Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
• L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
• Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
• Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo

Brasile in cucina – Insalata di ceci – Salada de grāo de cico

INGREDIENTI

  • 1 tazza di ceci già ammollati
  • 2 pomodori senza i semi
  • 1 cipolla piccola
  • 4 cucchiai di erbe aromatiche tritate
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 6 cucchiai di olio
  • sale

 
PREPARAZIONE
Cuocete i ceci senza farli diventare troppo morbidi, quindi scolateli accuratamente e teneteli da parte.
Private i pomodori dei semi, tagliateli a cubetti e mescolateli ai ceci, alla cipolla sminuzzata e alle erbe aromatiche.
Condite con un’emulsione preparata con il succo di limone, l’olio e del sale.
Mescolate bene e lasciate raffreddare.
 
Per arricchire questa insalata, potete unirvi dei dadini di pancetta affumicata rosolata senza condimento.

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

 

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LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI  DI VIAGGIO:

GIANLUCA COMPAGNO

Con quasi 14.000 visualizzazioni su you tube, questa canzone “ARIA D‘OPERA”, testo di LUCIANO SOMMA musica di ANTONIO ALTIERI, fa parte, da anni, del ricco repertorio musicale e delle incisioni del tenore GIANLUCA COMPAGNO di Palermo.

L’artista a suo tempo cantò il brano negli STATI UNITI riscuotendo un enorme successo internazionale tant’è che altri interpreti negli anni successivi l’hanno adottata.

A dire il vero il primo a cantarla è stato il tenore DARIO RUSTICHELLI, ma la sua interpretazione rimase circoscritta poiché da tempo aveva smesso di fare concerti.

Gianluca Compagno

è un artista poliedrico, in grado di coinvolgere il pubblico con la sua musica e la sua presenza scenica.

Da un lato, è un talentuoso DJ capace di mixare i generi musicali più disparati per creare atmosfere uniche e coinvolgenti.

Dall’altro, è un cantante dalle doti vocali eccezionali, in grado di interpretare con passione e intensità le più belle canzoni del repertorio pop e internazionale.

Ma la vera sorpresa di Gianluca sta nella sua capacità di emozionare il pubblico con i suoi canti liturgici durante le cerimonie di matrimonio.

Grazie alla sua profonda spiritualità e alla sua voce vibrante, è in grado di trasmettere un senso di sacralità e bellezza che rende davvero unici i momenti più importanti della vita di una coppia.

Durante i matrimoni, Gianluca si trasforma in un vero e proprio intrattenitore, coinvolgendo gli invitati con la sua simpatia e la sua capacità di interagire con loro.

Un altro bravissimo compagno di viaggio di nome e di fatto.

LUCIANO SOMMA

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LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI  DI VIAGGIO:

SABRINA SALVADOR- PIO GIUSEPPE GIUDICE

Ed ecco un duo di artisti che ha cantato molte mie canzoni inserendole in un CD.

Bravissimi, con le edizioni ITALIAN WAY MUSIC di MILANO.

Sabrina Salvador, nome intero Sabrina Cimiotti Salvador, è di origine veneta e vive nella provincia di Padova.

Ha iniziato a cantare da ragazzina per diletto ed è cresciuta, musicalmente, da autodidatta.

Ama il genere classico – melodico e pop e anche lirico per il quale ha iniziato a studiare negli ultimi anni.

Ha lavorato con un coro di volontari, professionisti e dilettanti, per la realizzazione di un progetto discografico di livello nazionale, nel ruolo sia di contralto che di soprano.

Da alcuni anni ha iniziato a farsi conoscere nel web attraverso cover del panorama musicale italiano diffuse anche grazie ad alcune Radio online del Sud.

Grazie al web si incontra con Pio Giuseppe Giudice con cui sperimenta la passione di trasformare cover di brani melodici, principalmente italiani, in versioni a duetto inedite che riscuotono un discreto successo.

Da qui nasce la collaborazione con me e l’idea di lanciare alcuni brani appunto a duetto, alcuni dei quali sono ora disponibili sia su Talent8 e sia sul CD Amarsi è… musica.

Da due anni è anche iscritta alla S.I.A.E. come autore e compositore con alcuni brani inediti.

PIO GIUSEPPE GIUDICE

nasce a S. Vito dei Normanni il 6 dicembre 1956, nella sua amata Puglia. Il padre tenore lirico spinto, che esercita per poco la sua passione per aver cura della famiglia, gli trasmette la passione che lo porta a iniziare a cantare molto presto per gli amici, e poi in un’attività di pianobar ormai più che ventennale.

Canta con un gruppo, i Metaphora, per circa due anni e per vari anni prima e tuttora, formando un duo acustico (DUAL BAND) con il chitarrista Giuseppe Carrano.

Cantante melodico e romantico inizia a collaborare con me interpretando miei brani (in collaborazione con vari musicisti) dei quali alcuni sono in preparazione in un CD che titola Amarsi è… musica, dove interpreta anche alcuni brani a duetto con Sabrina Salvador, oltre a comparire con alcuni brani nella compilation.

LUCIANO SOMMA

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20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

 

20250127 DILA APS – IL DISPARI

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Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

“La verità in matematica – Da Gödel a Euclide” di Luca Nicotra

Nell’immaginario collettivo è ancora molto diffusa l’idea che le affermazioni matematiche sono vere in assoluto, che la matematica non è un’opinione.

Da qui il popolare aforisma “due più due fa quattro e non si discute” oppure l’espressione “è matematico!”, per porre fine a contestazioni e lunghe discussioni, dando valore di certezza assoluta a una certa affermazione.

Nel suo Discorso contro gli abbreviatori, contenuto nel primo dei Quaderni di Anatomia, Leo­nardo da Vinci stigmatizza magistralmente questa incondizionata fede nella verità assoluta della matematica: Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contraddizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s’impara uno eterno gridore.

La matematica classica si è sviluppata fondando i suoi risultati sull’applicazione del principio del terzo escluso, che nella logica classica aristotelica afferma che una proposizione o è vera o è falsa, senza una terza possibilità di valore di verità.

La solidità della matematica, per millenni, è cresciuta grazie al convincimento indiscusso di tale principio.

Ma nel 1907, esso venne seriamente posto in discussione nella tesi di dottorato Over de Grondslagen der Wiskunde (Sui fondamenti della matematica) dal matematico Luitzen Egbertus Jan Brouwer (1881-1966) nel caso della sua applicazione a insiemi infiniti, minando quindi i risultati di gran parte della matematica, che di tali insiemi tratta.

Una conseguenza importante è, per esempio, il disconoscimento della validità delle dimostrazioni per assurdo, basate proprio sul principio del terzo escluso.

Brouwer osservava che il principio del terzo escluso può essere stabilito soltanto dall’osservazione di proprietà in un numero fi­nito di casi e viene impropriamente esteso a proprietà che invece devono essere verificate o provate in un numero infinito di casi, ovvero in insiemi infiniti di oggetti.

Per esempio, la proprietà “ogni numero naturale minore di 10 è dispari”, è verificabile come falsa all’interno dell’insieme finito di numeri naturali {1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9} perché si possono esibire come non soddisfacenti tale proprietà i numeri naturali pari 2, 4, 6, 8.

Anche la proprietà complementare “ogni numero naturale maggiore di 10 è dispari”, è verificabile come falsa, pur riguardan­do questa volta un insieme infinito di numeri {11, 12, 13, ….}, in quanto pur non essendo possibile una verifica diretta, che dovrebbe iterarsi infinite volte, esiste un metodo generale per dimostrarla falsa: il successivo di un numero dispari è pari.

Invece, nel caso della cosiddetta congettura di Goldbach, indicata, per ovvi motivi, con la lettera G: «Ogni numero n pari e maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi anche uguali fra loro» non è possibile ancora dimostrare nè che G è vera nè che G è falsa, essendo il numero di verifiche infinito e, in alter­nativa, non esistendo un metodo generale per decidere la validità della proposizione G per ogni numero naturale n.

Inoltre nel 1931, un geniale matematico e logico austriaco, Kurt Gödel (1906-1978), dimostrò che il principio del terzo escluso non è sempre valido, esistendo affermazioni che non possono essere dichiarate né vere né false, intendendo la loro verità coincidente con la dimostrabilità all’interno del sistema matematico assiomatico che le contiene.

20250127 DILA APS – IL DISPARI

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Dr. Ing. Luca Nicotra (Roma)

Laureato in Ingegneria Meccanica a pieni voti all’Università “Sapienza” di Roma.

Iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

Per oltre dieci anni è stato redattore e responsabile delle rubriche “Cultura”, “Società e Costume” del mensile di attualità e cultura Notizie in… Controluce.

Autore di oltre 400 articoli, culturali, tecnici, scientifici, di divulgazione scientifica e di vari libri.

I suoi interessi come divulgatore riguardano soprattutto la storia e la filosofia della scienza.

Direttore editoriale della casa editrice UniversItalia di Roma,  per la quale cura la collana Scienza e Cultura.

20250127 DILA APS – IL DISPARI

Angela Prota commenta il monologo “Dialogo di una schiava” scritto da Bruno Mancini

Un dialogo che lascia pensare.

Che travolge, e ti immerge in sentimenti anche contrastanti, forti e decisi, quando dice “IO SONO CHIARA” vuole affermare di essere Altro dalla femmina o violata o vogliosa… di essere solo sesso… Ma di volere l’amore!

Dialogo conturbante, quasi lo schiaffo di una realtà che fa male e procura piacere…

Una contraddizione che vuole affermarsi, quasi con sadica gioia.

Bruno Mancini viaggia nei meandri oscuri dell’io, in modo originale che stimola l’essere ad essere ciò che non sa che sia!

Bravissimo.

Chiara Pavoni, altrettanto intensa ed affascinante, ci regala, con la capacità di una vera attrice, momenti travolgenti e sentimenti a fior di pelle, catturando l’attenzione di chi l’ascolta e partecipa alla sua magnifica performance!

20250127 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni.

Tu sei porcospino” di Grazia Distefano

 

– Dai mamma muoviti, ho le gare e rischio di fare tardi se ancora ti trastulli tra quelle noiose carte che ti porti a casa dall’ufficio;

– Ecco Daria ho quasi fatto, aspettami in giardino… arrivo;

– mamma daiii faccio tardi!!!

– mamma mia Daria sei sempre così agitata, tranquilla che arriviamo puntuali alle tue gare, tranquilla;

– oggi è un giorno speciale, sono molto agitata mamma e tu non mi aiuti, potevi uscire   prima da quello stramaledetto ufficio che non ti lascia libera neanche il giorno delle mie gare!!

– eccoci Daria siamo arrivate, vai corri;

– sì, certo devo correre e subito in acqua.

Si sente il megafono che invita le squadre a radunarsi con il proprio allenatore o allenatrice per rispettare l’ordine di partenza.

Lo spazio intorno alla piscina rimpiccolisce sensibilmente quando gli atleti costretti nelle sedie a rotelle si sistemano per entrare in acqua. Al segno di partenza ogni atleta entra in acqua secondo le proprie modalità. C’è chi si tuffa direttamente dalla sedia posta ai bordi della piscina, c’è invece chi – come me – si tuffa con le proprie gambe.

L’acqua ha la capacità di accogliere i nostri corpi come fossimo liberi da ogni invalidità.

La mente, la testa, gli arti diventano miracolosamente agili e la voglia di vincere infrange qualsiasi tabù. È la forza della testa, del cuore e dell’anima che ci fa nuotare a una velocità di 0.5m/s o anche più.

La gara è dei 50 stile libero, poi 100 stile libero e 50 stile farfalla, quindi quattro volte avanti e indietro cambiando stile fino a che capisci che HAI VINTO e gridi tutta la rabbia che hai dentro, urli la voglia di vivere e la gioia di esistere.

SI – HO VINTO – campionessa di nuoto nel Campionato di Società stile libero.

Si – IO ESISTO – anche se un giorno dell’estate del 2003, uno spregevole essere umano ha fatto in modo di cambiare la mia vita.

E pensare che sarei dovuta rimanere a dormire a casa di una mia amica, chissà fore tutto quello che è successo dopo non sarebbe mai successo.

Ma la vita a volte è davvero crudele, la fatalità spesso trionfa e le coincidenze sono un fruscio che tradisce quel legame tra il possibile e l’inevitabile.

Mi sono sempre detta che le coincidenze non avvengono per caso, ma perché il destino ha deciso che così deve essere.

Sento una terribile botta, cado per terra, sbatto la testa e mi addormento. È stato tutto terribilmente fulmineo, ma dopo il primo dolore non ho sentito più nulla, una luce bianca mi appariva in fondo al tunnel e una voce mi sussurrava: sono qui ti tengo la mano.

Non so di chi fosse quella mano e quella voce: se di mia mamma o del Signore che mi aveva protetta, non mi aveva cioè fatto morire.

 

Grazia Distefano, poetessa e scrittrice siciliana, vive a Roma ormai da molti anni.
Ha pubblicato finora otto libri e scritto più di millecinquecento poesie.

Ha iniziato a scrivere dopo la morte di suo marito, a cui ha dedicato la sua ultima silloge, “Ti amo”, Daimon Edizioni.

Ha partecipato e ha vinto vari concorsi a livello nazionale, spesso arrivando ai primi tre posti.

Collabora e scrive con la casa editrice Edizioni Simple, partnership “The New Romantics”. “Tu sei porcospino” è il suo ultimo romanzo, dopo “Le tre ali di Pegaso”, prima edizione, e “Namasté“, edizione La Bussola.

 

Antonella Ariosto

20250120 DILA APS – IL DISPARI

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Bruno Mancini

dalla raccolta di poesie

La sagra del peccato

I s c h i a: 1 9 5 7 – 2 0 0 3 (c i r c a)

Volava in Viet-Nam.

Volava in Viet-Nam.
– Sui fiumi in Viet-Nam.
Mai baciato un bimbo.
– Baciarli tutti.
Mai venduto niente.
– Niente ho regalato.
Neppure se stesso.
– Neppure me stessa.

°———°———°———

Ha conosciuto Ignazia
in una sera triste
lamentosa di cicale
le gambe abbandonate.
– Lentamente.

La star, la splendida
contro l’eroe dell’est
agguati e trappole
le gambe abbandonate.
– La mente mente.

“Ti porterò in America”.
Svanì l’attesa
l’ebbe di corsa
le gambe abbandonate.
– Immanente lamento.

“Sarai sempre con me”.
Le braccia aperte
il sangue stretto
le gambe abbandonate.
– Confusione ingorgo.

“Se mi lasci mi uccido”.
Occhi addolciti
le labbra socchiuse
le gambe abbandonate.
– Frontiera senza sbarre.

“E non mi basti mai”.
Il volo si ferma
il cuore si ferma
le gambe abbandonate.
– Ignazio, Ignazio…

P.S.
Eventuale titolo esplicativo: L’Eroe e l’eroina.

https://www.amazon.it/sagra-del-peccato-Bruno-Mancini/dp/1409282007/ref=sr_1_26?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&nsdOptOutParam=true&s=books
 
https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?srsltid=AfmBOoouVUsd_RkbczEGcP2H6b8jMpr-bmAqGSqu1fRMPfcUsWxdpWho&page=1&pageSize=4

20250120 DILA APS – IL DISPARI

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Antonella Ariosto

MARE

Quei giorni andati
tra il  vento del mare
e l’intenso profumo del sale.
Baci appassionati
mentre giovani innamorati
scoprivamo l’amore
sugli scogli del lungomare.
L’emozione  era tutta
nei nostri sguardi
rapiti dal sentimento.
Indimenticabili emozioni
nello scorrere del tempo.
L’anima giovane rimane
legata a quei baci
a quegli intensi amplessi
dall’odore di mare.

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DILA ALTERVISTA

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Liga Sarah Lapinska intervista Ingrīda Zaķe in esclusiva per IL DISPARI

20250124 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Sei domande alla scrittrice e traduttrice Ingrīda Zaķe

Liga Sarah: Come ti è venuta l’idea di partecipare al Premio internazionale Made in Ischia di Arti Varie “OTTO MILIONI”?
Ingrīda Zaķe: Ho incontrato alcuni amici nel gruppo dei poeti di Jelgava “Pieskāriens” e, insieme a te, mi hanno invitata a partecipare a questo Premio e ti ringrazio per avere anche tradotto i miei scritti.

Liga Sarah: Il tuo più grande successo?
Ingrīda Zaķe: Nei concorsi tenuti in Lettonia, nel 2018 e nel 2021.
Allora è stata creata una trasmissione televisiva sulla mia raccolta di racconti “Šugerbuss”, un’intervista con me.
Nel concorso di romanzi serali, organizzato dalla casa editrice “Latvijas Mediji” è stato premiato il mio romanzo “Il valzer del mare”, e poi pubblicato con seguiti in un libro separato.
Sono stata pubblicata anche sulle gazzette “Latvijas Avīze” e “Konteksts”, nonché sui giornali locali delle città di Tukums e di Jelgava.
Il mio più grande successo in Italia è stato il primo premio con la mia miniatura “I venti del Diablo” nel 2023 e il terzo classificato con la poesia “Come mai” nel 2024, tutto ciò al Premio “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.

Liga Sarah: A quale evento hai dedicato la tua miniatura “I venti del Diablo?
Ingrīda Zaķe: Lavoravo come traduttrice e insegnante di inglese nel Collegio dei Vigili del Fuoco.
Nel 2013 a Riga accadde un grave incidente: il supermercato “Maxima” crollò.
Due miei colleghi morirono nelle fiamme durante le operazioni di salvataggio.
È stato un grande shock per me.
Così ho scritto questa mia miniatura.

Liga Sarah: Le tue opere italiane preferite?
I migliori artisti, secondo te?
Ingrīda Zaķe: “Aida”, “La Turandott” e “La Bohème”.
Mia mamma era una grande fan dell’opera lirica.
Ha condotto me e mio fratello agli spettacoli fin da quando eravamo bambini.
Chiunque può macchiare una tela o esporre una cornice vuota.
Apprezzo il pensiero profondo, dalle immagini mistiche e dall’originalità che non rasenta la volgarità.
Quindi, tra i miei artisti preferiti metto te, Liga Sarah Lapinska, e Aivars Vīlipsōns.

Liga Sarah: Che cosa hai tradotto?
Ingrīda Zaķe: Ho tradotto dall’inglese e dal tedesco, particolarmente, ma i testi tecnici anche dal francese e dal russo.
Ho tradotto e pubblicato libri, in lingua lettone, Arthur Conan Doyle, Jack London, Madre Teresa.
In inglese: gli architetti Jānis Krastiņš, Ojārs Spārītis e il pastore Juris Vanags.

Liga Sarah: A chi è dedicata la tua poesia d’amore “Come mai”?
Ingrīda Zaķe: A mio marito Laimonis, il mio migliore amico.
Sono, con lui, come un guanto con la mano.
Egli ha una sorta di connessione invisibile con il mondo parallelo.
Ci siamo incontrati sull’ambiente dell’Internet, discutendo delle poesie.
Mi ha fatto conoscere Richard Bach, Paul Coelho e Nick Cave.
Abbiamo sviluppato un gusto comune e iniziato una nuova vita insieme all’età di 50 in una casa vicino al fiume, trasferiti entrambi dalle nostre famiglie precedenti a questa nostra, e conviviamo lì felici già da venti anni.

Nell’immagine: Ingrīda Zaķe e suo marito Laimonis Zaķis nel Giardino dell’Iris a Firenze.

20250124 DILA ASP IL DISPARI professionisti
20250124 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250117 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250117 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Intervista ESCLUSIVA per IL DISPARI

Liga Sarah Lapinska intervista Vija Laganovska: La debuttante.

 

Vija Laganovska – Birkova, il suo vero nome è Laganovska, ha debuttato nel Premio internazionale di Arti varie “OTTO MILIONI” nel 2022 e ne è subito diventata una dalle vincitrici, sia con le sue poesie, sia con uno dei suoi paesaggi romantici.

Il 2022 è stato, insomma, un anno fortunato per lei.

La sua poesia “Tuttavia, non è chiaro” è stata tra le vincitrici del Premio OTTO MILIONI.

Nello stesso anno 2022 è stato pubblicato anche il suo romanzo storico “I soli finti” scritto in lingua lettone.

È nata e vive in Lettonia.

Ha una laurea in scienze sociali, ha approfondito gli studi di psicologia, regia teatrale e drammaturgia.

Nell’anno 2024 è stata attivissima: viaggia, partecipa ai seminari mondiali dei traduttori, propone gli autori giovani e sempre dì più si dedica alla pittura.

In prosa Vija è piuttosto dura, mentre nel genere poetico combina il lirismo filosofico con la forza femminile.

 

D: Come mai hai scritto la tua prima poesia?

R: Ho dormito in un prato e ho scritto qualcosa delle formiche.

Non ricordo esattamente cosa ho scritto a quel tempo, ma ricordo bene la sensazione: il sole, l’odore dell’erba, la presenza delle formiche.

 

D: Chi sono i tuoi artisti preferiti in Italia? 

R: Mi piacciono i maestri antichi. Per esempio, Tiziano Vecellio e Raffaello Sanzio.

 

D: Chi sono i tuoi autori russi ed altri ex sovietici preferiti da leggere e da tradurre? 

R: Preferisco Oleg Zotov, che ha vissuto a Riga, egli è il più vicino tra gli autori che scrivono in russo.

Amo anche gli scrittori di Fergana, Uzbekistan, Shamshad Abdulayev e Hamdan Zakirov.

Per quanto riguarda la prosa, ho tradotto il romanzo di Yuri Olesha “L’invidia”, e scritti filosoficamente profondi di Vasiliy Rozanov, dalla lingua russa al lettone.

Vasily scrive: “Muoversi fa bene con una grande riserva di quiete nell’anima; ad esempio, viaggiare. Allora tutto sembra luminoso, significativo, tutto si unisce in un buon risultato. Ma anche stare seduti fa bene, solo con una grande riserva di movimento nell’anima. Immanuel Kant è rimasto seduto quasi per tutta la vita, ma la sua anima, pur nel suo stare seduto, era capace a muovere interi mondi con il suo movimento interiore.”

 

D: Cosa ti ha ispirato a dedicarti alla pittura?

R: La  natura.

È una meditazione che ti equilibra.

Cerco di apprendere le nuove tecniche, nuove sfumature, sto ancora cercando il mio stile unico.

Mi trovo sempre sulla strada verso me stessa.

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LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI  DI VIAGGIO:

GIANLUCA COMPAGNO

Con quasi 14.000 visualizzazioni su you tube, questa canzone “ARIA D‘OPERA”, testo di LUCIANO SOMMA musica di ANTONIO ALTIERI, fa parte, da anni, del ricco repertorio musicale e delle incisioni del tenore GIANLUCA COMPAGNO di Palermo.

L’artista a suo tempo cantò il brano negli STATI UNITI riscuotendo un enorme successo internazionale tant’è che altri interpreti negli anni successivi l’hanno adottata.

A dire il vero il primo a cantarla è stato il tenore DARIO RUSTICHELLI, ma la sua interpretazione rimase circoscritta poiché da tempo aveva smesso di fare concerti.

Gianluca Compagno è un artista poliedrico, in grado di coinvolgere il pubblico con la sua musica e la sua presenza scenica.

Da un lato, è un talentuoso DJ capace di mixare i generi musicali più disparati per creare atmosfere uniche e coinvolgenti.

Dall’altro, è un cantante dalle doti vocali eccezionali, in grado di interpretare con passione e intensità le più belle canzoni del repertorio pop e internazionale.

Ma la vera sorpresa di Gianluca sta nella sua capacità di emozionare il pubblico con i suoi canti liturgici durante le cerimonie di matrimonio.

Grazie alla sua profonda spiritualità e alla sua voce vibrante, è in grado di trasmettere un senso di sacralità e bellezza che rende davvero unici i momenti più importanti della vita di una coppia.

Durante i matrimoni, Gianluca si trasforma in un vero e proprio intrattenitore, coinvolgendo gli invitati con la sua simpatia e la sua capacità di interagire con loro.

Un altro bravissimo compagno di viaggio di nome e di fatto.

LUCIANO SOMMA

20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI  DI VIAGGIO:

SABRINA SALVADOR- PIO GIUSEPPE GIUDICE

Ed ecco un duo di artisti che ha cantato molte mie canzoni inserendole in un CD.

Bravissimi, con le edizioni ITALIAN WAY MUSIC di MILANO.

Sabrina Salvador, nome intero Sabrina Cimiotti Salvador, è di origine veneta e vive nella provincia di Padova.

Ha iniziato a cantare da ragazzina per diletto ed è cresciuta, musicalmente, da autodidatta.

Ama il genere classico – melodico e pop e anche lirico per il quale ha iniziato a studiare negli ultimi anni.

Ha lavorato con un coro di volontari, professionisti e dilettanti, per la realizzazione di un progetto discografico di livello nazionale, nel ruolo sia di contralto che di soprano.

Da alcuni anni ha iniziato a farsi conoscere nel web attraverso cover del panorama musicale italiano diffuse anche grazie ad alcune Radio online del Sud.

Grazie al web si incontra con Pio Giuseppe Giudice con cui sperimenta la passione di trasformare cover di brani melodici, principalmente italiani, in versioni a duetto inedite che riscuotono un discreto successo.

Da qui nasce la collaborazione con me e l’idea di lanciare alcuni brani appunto a duetto, alcuni dei quali sono ora disponibili sia su Talent8 e sia sul CD Amarsi è… musica.

Da due anni è anche iscritta alla S.I.A.E. come autore e compositore con alcuni brani inediti.

PIO GIUSEPPE GIUDICE nasce a S. Vito dei Normanni il 6 dicembre 1956, nella sua amata Puglia. Il padre tenore lirico spinto, che esercita per poco la sua passione per aver cura della famiglia, gli trasmette la passione che lo porta a iniziare a cantare molto presto per gli amici, e poi in un’attività di pianobar ormai più che ventennale.

Canta con un gruppo, i Metaphora, per circa due anni e per vari anni prima e tuttora, formando un duo acustico (DUAL BAND) con il chitarrista Giuseppe Carrano.

Cantante melodico e romantico inizia a collaborare con me interpretando miei brani (in collaborazione con vari musicisti) dei quali alcuni sono in preparazione in un CD che titola Amarsi è… musica, dove interpreta anche alcuni brani a duetto con Sabrina Salvador, oltre a comparire con alcuni brani nella compilation.

LUCIANO SOMMA

20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

 

20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

 

20250120 DILA APS – IL DISPARI

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20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni.

Tu sei porcospino” di Grazia Distefano

 

– Dai mamma muoviti, ho le gare e rischio di fare tardi se ancora ti trastulli tra quelle noiose carte che ti porti a casa dall’ufficio;

– Ecco Daria ho quasi fatto, aspettami in giardino… arrivo;

– mamma daiii faccio tardi!!!

– mamma mia Daria sei sempre così agitata, tranquilla che arriviamo puntuali alle tue gare, tranquilla;

– oggi è un giorno speciale, sono molto agitata mamma e tu non mi aiuti, potevi uscire   prima da quello stramaledetto ufficio che non ti lascia libera neanche il giorno delle mie gare!!

– eccoci Daria siamo arrivate, vai corri;

– sì, certo devo correre e subito in acqua.

Si sente il megafono che invita le squadre a radunarsi con il proprio allenatore o allenatrice per rispettare l’ordine di partenza.

Lo spazio intorno alla piscina rimpiccolisce sensibilmente quando gli atleti costretti nelle sedie a rotelle si sistemano per entrare in acqua. Al segno di partenza ogni atleta entra in acqua secondo le proprie modalità. C’è chi si tuffa direttamente dalla sedia posta ai bordi della piscina, c’è invece chi – come me – si tuffa con le proprie gambe.

L’acqua ha la capacità di accogliere i nostri corpi come fossimo liberi da ogni invalidità.

La mente, la testa, gli arti diventano miracolosamente agili e la voglia di vincere infrange qualsiasi tabù. È la forza della testa, del cuore e dell’anima che ci fa nuotare a una velocità di 0.5m/s o anche più.

La gara è dei 50 stile libero, poi 100 stile libero e 50 stile farfalla, quindi quattro volte avanti e indietro cambiando stile fino a che capisci che HAI VINTO e gridi tutta la rabbia che hai dentro, urli la voglia di vivere e la gioia di esistere.

SI – HO VINTO – campionessa di nuoto nel Campionato di Società stile libero.

Si – IO ESISTO – anche se un giorno dell’estate del 2003, uno spregevole essere umano ha fatto in modo di cambiare la mia vita.

E pensare che sarei dovuta rimanere a dormire a casa di una mia amica, chissà fore tutto quello che è successo dopo non sarebbe mai successo.

Ma la vita a volte è davvero crudele, la fatalità spesso trionfa e le coincidenze sono un fruscio che tradisce quel legame tra il possibile e l’inevitabile.

Mi sono sempre detta che le coincidenze non avvengono per caso, ma perché il destino ha deciso che così deve essere.

Sento una terribile botta, cado per terra, sbatto la testa e mi addormento. È stato tutto terribilmente fulmineo, ma dopo il primo dolore non ho sentito più nulla, una luce bianca mi appariva in fondo al tunnel e una voce mi sussurrava: sono qui ti tengo la mano.

Non so di chi fosse quella mano e quella voce: se di mia mamma o del Signore che mi aveva protetta, non mi aveva cioè fatto morire.

 

Grazia Distefano, poetessa e scrittrice siciliana, vive a Roma ormai da molti anni.
Ha pubblicato finora otto libri e scritto più di millecinquecento poesie.

Ha iniziato a scrivere dopo la morte di suo marito, a cui ha dedicato la sua ultima silloge, “Ti amo”, Daimon Edizioni.

Ha partecipato e ha vinto vari concorsi a livello nazionale, spesso arrivando ai primi tre posti.

Collabora e scrive con la casa editrice Edizioni Simple, partnership “The New Romantics”. “Tu sei porcospino” è il suo ultimo romanzo, dopo “Le tre ali di Pegaso”, prima edizione, e “Namasté“, edizione La Bussola.

 

Antonella Ariosto

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini

dalla raccolta di poesie

La sagra del peccato

I s c h i a: 1 9 5 7 – 2 0 0 3 (c i r c a)

Volava in Viet-Nam.

Volava in Viet-Nam.
– Sui fiumi in Viet-Nam.
Mai baciato un bimbo.
– Baciarli tutti.
Mai venduto niente.
– Niente ho regalato.
Neppure se stesso.
– Neppure me stessa.

°———°———°———

Ha conosciuto Ignazia
in una sera triste
lamentosa di cicale
le gambe abbandonate.
– Lentamente.

La star, la splendida
contro l’eroe dell’est
agguati e trappole
le gambe abbandonate.
– La mente mente.

“Ti porterò in America”.
Svanì l’attesa
l’ebbe di corsa
le gambe abbandonate.
– Immanente lamento.

“Sarai sempre con me”.
Le braccia aperte
il sangue stretto
le gambe abbandonate.
– Confusione ingorgo.

“Se mi lasci mi uccido”.
Occhi addolciti
le labbra socchiuse
le gambe abbandonate.
– Frontiera senza sbarre.

“E non mi basti mai”.
Il volo si ferma
il cuore si ferma
le gambe abbandonate.
– Ignazio, Ignazio…

P.S.
Eventuale titolo esplicativo: L’Eroe e l’eroina.

https://www.amazon.it/sagra-del-peccato-Bruno-Mancini/dp/1409282007/ref=sr_1_26?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&nsdOptOutParam=true&s=books
 
https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?srsltid=AfmBOoouVUsd_RkbczEGcP2H6b8jMpr-bmAqGSqu1fRMPfcUsWxdpWho&page=1&pageSize=4

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250120 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto

MARE

Quei giorni andati
tra il  vento del mare
e l’intenso profumo del sale.
Baci appassionati
mentre giovani innamorati
scoprivamo l’amore
sugli scogli del lungomare.
L’emozione  era tutta
nei nostri sguardi
rapiti dal sentimento.
Indimenticabili emozioni
nello scorrere del tempo.
L’anima giovane rimane
legata a quei baci
a quegli intensi amplessi
dall’odore di mare.

20250120 DILA APS – IL DISPARI

20250113 DILA APS – IL DISPARI

Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni.

“Ara il romanzo della Gurfa” di Caterina Luisa De Caro

Caterina Luisa De Caro scrittrice siciliana, autrice di“Ara il romanzo della Gurfa”, edito da edizioni Aurora Boreale, ha scritto 5 libri tra saggi e romanzi.

Ha pubblicato, inoltre, diversi articoli su giornali e riviste di approfondimento culturale.

Incipt Ara il romanzo della Gurfa

_ “A breve la vita si risveglierà!” pensò Ara, mentre si lasciava cullare nel silenzio dalla musica divina degli astri, meditando sulla bellezza del racconto di come il cielo fosse un’immagine specchiata di quello che gli uomini rappresentavano con i riti in terra. Ogni rumore echeggiava tra le rocce. L’armonia del santuario imitava la musica remota delle stelle che tramontavano. Per lei era l’ultimo canto della notte. Volse lo sguardo a quello che rimaneva dell’immenso cielo stellato, falcato dall’arco della Via Lattea che tutto percorreva e che con la lucevelocemente svaniva.

Sorrise Ara nel vedere come il bagliore l’alba stesse esibendosi in lontananza. Ora, tornata in sé, si preparava a farsi sostituire dalla vigilante fedele cui toccava vegliare la fiamma. Il fuoco sacro ardeva sulla pira al centro del piazzale del grande edificio sacro. Questo per i Sicani era il santuario più santo dedicato nel territorio dei tre fiumi alla Madre.

Maestosa e pur nascosta, la grotta adibita a santuario, richiamava la presenza della Dea in tutto il creato: la Gurfa, come centinaia di secoli dopo l’avrebbero chiamata i popoli venuti dal mare o il Magnifico Santuario, come lo chiamava Ara, era il centro ove officiava i Misteri alternandosi con le altre sacerdotesse.

Il compito più arduo delle religiose era rimanere sveglie nella notte, poiché bisognava evitare lo spegnersi della pira accesa sull’altare posto all’aperto in questa stagione autunnale, affinché non entrassero influenze nefaste a gettare un cattivo auspicio alla tribù. Servivano le preghiere e i sortilegi avvaloranti la potenza delle guarigioni che potevano avvenire solo in un luogo non contaminato da presenze estranee e funeste.

Anche gli altri templi nelle varie vallate dell’isola si stavano preparando al giorno. I santuari collocati dove le forze telluriche emettevano magnetismo erano in accordo con il dinamismo astra-le che rispecchiava la Grande Madre: quell’Hybla la cui presenza si manifestava in tutto nelle sue triplici espressioni di potere sul mondo terrestre, celeste e acquatico.

Ara si guardò intorno. Da est stava albeggiando. Le lievi vibrazioni delle piccole placche di pietre, metalli, ossa di uccello e onagro, appese sui lunghi fili di lino, echeggiavano al suono del vento freddo.  Il rumore delle piastre era stato trovato dagli uomini per tenere lontani gli spiriti maligni che lo temevano, infastidendoli e tormentandoli, facendoli fuggire. Le entità poteva-no essere scacciate solo dalle sonorità armoniche degli strumenti musicali e dei canti sciamanici che, nel santuario, si eseguivano durante i riti fortificando le vibrazioni esistenti.

In quell’autunno mite dell’isola, tutte le piante del bosco consacrato alla Dea Hybla realizzavano un paesaggio onirico melodioso immergendo il santuario in una dimensione magica. Ogni cosa nel santuario, sovrastante il bosco, era armonia e bellezza.Gli alberi di melograno, in bella mostra con i loro colori vivaci abbellivano il santuario, erano pieni di frutti maturi, evocanti i crani coronati dei re sacri che avevano regnato alla Gurfa. _

20250113 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini
Dalla raccolta poetica
LA MIA VITA MAI VISSUTA
Fantasia – Chi sa se tornerò

Ho fermato il rotto della cuffia e sono uscito
come un cavallo alato
dalla nuova leggenda dei porcospini:

elfi di foreste germaniche
incappucciati,
seduti su ignari dormienti,
ammaliano giovani con incantesimi da incubo;

silfi tra nuvole teutoniche
evanescenti eteree
nel pantheon d’immaginifiche leggende
timide ingannano con inquietanti silenzi;

gnomi celtici in labirintici sottosuoli
barbuti o baffuti
ammantano tesori immondi
di fate, coboldi, folletti e demoni.

Non fuggo!
 
Verifico.

Li vedo ancora intenti a bivaccare
intorno a finto buio
artate nebbie
e squallide desolazioni d’anime.

Argonauta dei miei bisticci,
claunesca bocca forno
col cuore in panne,
cristallo amorfo di lava

oggi neolitica ossidiana,
ipotenusa – obliqua geometria distante dalla genesi
d’irrisolti dilemmi in rotte divergenti,
vendo i miei versi a meno di un centesimo!

Non fuggo
 
Sfido!

Venite avanti
sciacalli ipocondriaci,
voi tracimando, aggiungerò al dolce amaro
il nero cardamono nepalese del blasfemo.

Che sia notte di festa!
Natale, Capodanno, Ferragosto,
la vincita al lotto, il viaggio verso l’eremo … oppure no,
notte di emozioni violente vertigini

con turbolenta imbambolata
sull’amaca in giardino;
notte di poesia
perfetta sbilenca

come murena in fuga tra gli anfratti;
notte di abbandoni-addii
rotonda frustrante
per me che non m’ubriaco più di niente, distorto contorto.

Non fuggo!
 
Cerco.

Io vado come a funghi
coi petardi lasciati in giro
ancora non esplosi fragile
amante amato dalla mia sola Lei

rosolio-assenzio
Fantasia-Poesia
che ancora non ha infranto il gusto del proibito,
né so se tornerò umano e basta.

Soltanto dopo morto,
scommetti pure, Argo,
sarò cornice immobile
di un film in movimento.
20250113 DILA APS – IL DISPARI
Antonella Ariosto
COLORI

Con quali colori
mi avresti dipinto
se la passione
nelle vene bruciava?
Velata o discinta
mi avresti disegnata
con gli occhi
ancora accesi di passione?
Luce o penombra

in quegli anfratti intimi
abitati solo da noi.
Ore di dedizione
sull’altare di un sogno
ancora palpitante
e uno specchio
che riflette
senza lasciare tracce.
Indizi scomparsi
nel buio della sera
mentre andavo via.
Il tuo odore sulla pelle mia
in un viaggio di ritorno
a testa bassa.

Bruno Mancini notizie

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NUSIV

 

20250117 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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20250117 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Intervista ESCLUSIVA per IL DISPARI

Liga Sarah Lapinska intervista Vija Laganovska: La debuttante.

 

Vija Laganovska – Birkova, il suo vero nome è Laganovska, ha debuttato nel Premio internazionale di Arti varie “OTTO MILIONI” nel 2022 e ne è subito diventata una dalle vincitrici, sia con le sue poesie, sia con uno dei suoi paesaggi romantici.

Il 2022 è stato, insomma, un anno fortunato per lei.

La sua poesia “Tuttavia, non è chiaro” è stata tra le vincitrici del Premio OTTO MILIONI.

Nello stesso anno 2022 è stato pubblicato anche il suo romanzo storico “I soli finti” scritto in lingua lettone.

È nata e vive in Lettonia.

Ha una laurea in scienze sociali, ha approfondito gli studi di psicologia, regia teatrale e drammaturgia.

Nell’anno 2024 è stata attivissima: viaggia, partecipa ai seminari mondiali dei traduttori, propone gli autori giovani e sempre dì più si dedica alla pittura.

In prosa Vija è piuttosto dura, mentre nel genere poetico combina il lirismo filosofico con la forza femminile.

 

D: Come mai hai scritto la tua prima poesia?

R: Ho dormito in un prato e ho scritto qualcosa delle formiche.

Non ricordo esattamente cosa ho scritto a quel tempo, ma ricordo bene la sensazione: il sole, l’odore dell’erba, la presenza delle formiche.

 

D: Chi sono i tuoi artisti preferiti in Italia? 

R: Mi piacciono i maestri antichi. Per esempio, Tiziano Vecellio e Raffaello Sanzio.

 

D: Chi sono i tuoi autori russi ed altri ex sovietici preferiti da leggere e da tradurre? 

R: Preferisco Oleg Zotov, che ha vissuto a Riga, egli è il più vicino tra gli autori che scrivono in russo.

Amo anche gli scrittori di Fergana, Uzbekistan, Shamshad Abdulayev e Hamdan Zakirov.

Per quanto riguarda la prosa, ho tradotto il romanzo di Yuri Olesha “L’invidia”, e scritti filosoficamente profondi di Vasiliy Rozanov, dalla lingua russa al lettone.

Vasily scrive: “Muoversi fa bene con una grande riserva di quiete nell’anima; ad esempio, viaggiare. Allora tutto sembra luminoso, significativo, tutto si unisce in un buon risultato. Ma anche stare seduti fa bene, solo con una grande riserva di movimento nell’anima. Immanuel Kant è rimasto seduto quasi per tutta la vita, ma la sua anima, pur nel suo stare seduto, era capace a muovere interi mondi con il suo movimento interiore.”

 

D: Cosa ti ha ispirato a dedicarti alla pittura?

R: La  natura.

È una meditazione che ti equilibra.

Cerco di apprendere le nuove tecniche, nuove sfumature, sto ancora cercando il mio stile unico.

Mi trovo sempre sulla strada verso me stessa.

20250117 DILA ASP IL DISPARI professionisti

 

20250110 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250110 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250110 DILA ASP IL DISPARI professionisti

In esclusiva per Il Dispari

Liga Sarah Lapinska intervista il cileno Fabaries Vásquez
“L’arte è l’espressione più pura della libertà.”

D: Racconta un po’ i tuoi successi.

R: Ho avuto l’opportunità di partecipare a diversi concorsi e di tenere varie Mostre. 

Uno dei miei risultati più significativi è stato ottenere il terzo posto al Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2022, grazie a Bruno Mancini e ai suoi amici, e grazie all’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” organizzatrice del Premio.
Ho preso un prezioso supporto da mio padre, Fabio Vásquez, e dal mio caro amico Julio Fuentes. 

Tra i miei colleghi più amati ci sono, sicuramente mia madre, Gladys Ibáñez, e i miei studenti che mi ispirano costantemente.

D: Cosa consiglieresti per conoscere il Cile?

R: Consiglio a chi vuole conoscere il Cile di esplorare la sua diversità. 

Dai deserti del Nord ai ghiacciai del Sud, è un paese dei contrasti. 

Adoro Valparaíso e Villarrica.
Tra i poeti e gli artisti cileni, consiglierei i cantautori Víctor Jara e Violeta Parra, una donna che ha rotto le barriere generazionali con il suo salvataggio culturale.

Propongo di esplorare la creatività brillante di Gabriela Mistral e Pablo Neruda.
La mia città natale è Santiago.

D: Come descriveresti il ​​tuo stile pittorico?

R: Il mio stile pittorico è caratterizzato dalla miscela di simbolismo e misticismo, soprattutto in temi come la vita, la morte e la connessione tra le dimensioni.

D: La tua famiglia ha sofferto sotto le repressioni durante il regime di Pinochet?
Cosa ne pensi di Salvador Allende? 

Pensi che un artista possa coniugare l’arte con la politica?

R: La dittatura non colpì direttamente la mia famiglia con i detenuti scomparsi, ma colpì profondamente il mio prozio,Praxíteles Vázquez.
Dovette nascondere gran parte del suo lavoro poiché le sue opere erano considerate pericolose per il regime. 

Inoltre, realizzò una statua di Che Guevara, che fu fatta saltare con la dinamite mesi prima del colpo di stato militare, rendendolo un possibile bersaglio di persecuzioni.

Quindi egli dovette persino nascondersi per un po’di tempo.
Ho sempre ammirato Salvador Allende per le sue ambizioni di costruire un Cile più egualitario.
Credo che l’arte deve essere anche uno strumento essenziale per riflettere sulle ingiustizie sociali.
I miei eroi saranno le persone che produrranno i cambiamenti per cambiare l’ambiente in modo positivo e che non hanno paura di lasciare la loro zona di comfort, come fecero Gesù e Gauthama Buddha.

D: Con quale tecnica dipingi?

R: Dipingo di solito con olio su tela.

Preferisco i colori intensi e contrastanti.
Dipingo sia nei momenti di dolore che di gioia, perché entrambi gli stati sono necessari per bilanciare il mio stato d’animo.

D: Dove hai studiato?

R: Il maestro Santos Assereto mi ha guidato nei miei primi passi presso la Società Nazionale di Belle Arti del Cile.
Le mie opere sono state pubblicate su varie piattaforme in Cile e a livello internazionale. 

Alcune delle pubblicazioni includono riviste come “Ophelia” dall’Argentina e “Artepoli” dalla Spagna e piattaforme come Artsteps. 

In Italia i miei lavori sono apparsi periodicamente in antologie e sulle pagine del quotidiano “Il Dispari”.

D: Il tuo proverbio preferito?

R: “L’arte è l’espressione più pura della libertà.”

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Professionisti DILA APS 2024 – Calendario pubblicazioni 

IL DISPARI & DILA APS rubrica Professionisti

Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

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20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI  DI VIAGGIO:

SABRINA SALVADOR- PIO GIUSEPPE GIUDICE

Ed ecco un duo di artisti che ha cantato molte mie canzoni inserendole in un CD.

Bravissimi, con le edizioni ITALIAN WAY MUSIC di MILANO.

Sabrina Salvador, nome intero Sabrina Cimiotti Salvador, è di origine veneta e vive nella provincia di Padova.

Ha iniziato a cantare da ragazzina per diletto ed è cresciuta, musicalmente, da autodidatta.

Ama il genere classico – melodico e pop e anche lirico per il quale ha iniziato a studiare negli ultimi anni.

Ha lavorato con un coro di volontari, professionisti e dilettanti, per la realizzazione di un progetto discografico di livello nazionale, nel ruolo sia di contralto che di soprano.

Da alcuni anni ha iniziato a farsi conoscere nel web attraverso cover del panorama musicale italiano diffuse anche grazie ad alcune Radio online del Sud.

Grazie al web si incontra con Pio Giuseppe Giudice con cui sperimenta la passione di trasformare cover di brani melodici, principalmente italiani, in versioni a duetto inedite che riscuotono un discreto successo.

Da qui nasce la collaborazione con me e l’idea di lanciare alcuni brani appunto a duetto, alcuni dei quali sono ora disponibili sia su Talent8 e sia sul CD Amarsi è… musica.

Da due anni è anche iscritta alla S.I.A.E. come autore e compositore con alcuni brani inediti.

PIO GIUSEPPE GIUDICE nasce a S. Vito dei Normanni il 6 dicembre 1956, nella sua amata Puglia. Il padre tenore lirico spinto, che esercita per poco la sua passione per aver cura della famiglia, gli trasmette la passione che lo porta a iniziare a cantare molto presto per gli amici, e poi in un’attività di pianobar ormai più che ventennale.

Canta con un gruppo, i Metaphora, per circa due anni e per vari anni prima e tuttora, formando un duo acustico (DUAL BAND) con il chitarrista Giuseppe Carrano.

Cantante melodico e romantico inizia a collaborare con me interpretando miei brani (in collaborazione con vari musicisti) dei quali alcuni sono in preparazione in un CD che titola Amarsi è… musica, dove interpreta anche alcuni brani a duetto con Sabrina Salvador, oltre a comparire con alcuni brani nella compilation.

LUCIANO SOMMA

20250116 DILA ASP IL DISPARI professionisti

 

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20250109 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250109 DILA ASP IL DISPARI professionisti

LUCIANO SOMMA | I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO: ANTONIO MENCARINI

Ed ora iniziamo il 2025 parlando del compianto ANTONIO MENCARINI, VOX per gli amici ischitani dell’Associazione DILA APS, conosciuto alcuni anni or sono sempre on line.
Del resto tra i chiaroscuri d’internet vi è questo grande vantaggio di raggiungere persone ovunque si trovino per amicizie e collaborazioni.
Dotato d’una calda voce inconfondibile ha curato per 2 anni la trasmissione CAFFE’ DI NOTTE su RADIO ANTENNA CAPRI insieme al noto cantautore CARLO MISSAGLIA.
Con me ha collaborato incidendo poesie sia in Italiano che in napoletano raggruppate in 2 album inviati a suo tempo a molte radio, anche estere, che ancora oggi trasmettono la sua voce.
Ora che purtroppo non è più tra noi è emozionante ascoltare la sua voce interpretare i miei versi con una compartecipazione degna della sua fama di fine dicitore.
Per il suo impegnativo lavoro di responsabile commerciale d’una catena d’uno dei maggiori supermercati italiani ha girato mezzo mondo per moltissimi anni fino all’età del pensionamento.
Napoletanissimo ha vissuto a Milano.
Spesso nei week end si recava ad Ischia.
Memorabili le sue collaborazione alle tante iniziative di Bruno Mancini che lo vedevano appunto sull’isola, in aereo da Milano-Napoli e aliscafo per Ischia!

Già nel primo breve lasso di tempo, solo qualche mese, successivo alla sua decisione di credere nel progetto nato ad Ischia, Mencarini volle e riuscì ad allestire e mandare in onda cinque puntate di trenta minuti ciascuna durante le quali Ischia, le Poesia delle nostre antologie con in primo piano Roberta Panizza, Bruno Mancini, Sacha Savastano, Franco Calise, Nunzia Binetti, Virginia Murru, Alberto Liguoro, Umberto Maselli, Liga Sarah Lapinska, e il sottoscritto, insieme alla musica di Nicola Pantalone, Dario Rustichelli vennero proposte attraverso una importante radio della Romagna.
Le pagine di questo giornale ne hanno illustrate le doti umane ed artistiche più e più volte come giusto riconoscimento alla sua visione dell’arte unificatrice di popoli e di tradizioni.

LUCIANO SOMMA
20250109 DILA ASP IL DISPARI professionisti
20250109 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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Premi Otto milioni

Bruno Mancini