Segni traduzione francese – Signes

Segni traduzione francese – Signes

Segni

Pagina in allestimento

Raccolta poetica scritta da Bruno Mancini e tradotta in francese da Dalila Boukhalfa

Segni traduzione francese

Segni traduzione francese - Signes
Traduzioni poesie di Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie “Segni” (1964 – 1987)

SEGNI

Rendimi pari desideri e sbagli:
È alle acque il sogno.
Sbattono soli su scogliere
in fiamme.
Rompono stasi,
squadrano paesi,
traguardi di vicoli e ghetti
di stagni e di betulle,
“Curvi i bambini a leggere le sabbie”.
Svolgiti,
arrenditi.
Altro è sudare
altro è sommergersi.
Battono onde su scogliere
ruvide.
Non siamo stati insieme
lungo la Senna
-sui monti della follia-
a passo di Tamigi
– in anni di malinconia-
alla foce dell’Arno – d’autunno -.
Canto elegiaco
canto di mare.

 

SEGNI
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
SIGNES

Rends–moi les mêmes désirs et erreurs:
il est pour ces eaux le rêve.
Ils se heurtent seuls sur les récifs
enflammés.
Brisent statiques,
avec la manière dont ils regardent les pays,
ciblent les ruelles et ghettos
d’étangs et de bouleaux,
«Courbés sont les enfants à lire le sable».
Retourne-toi,
rends-toi.
Autre est suer,
autre est les submerger.
Se battent des ondes sur des récifs
rêches.
Nous n’avons pas été ensemble
le long de la Seine
-sur les monts de la folie-
à quelques pas de la Tamise
-dans les années de mélancolie-,
à l’embouchure d’Arno-d’automne-.
Chanson élégiaque
chant de la mer.

I TUOI OCCHI

I tuoi occhi sono rupi
La tua pelle è
liscia come ghiaccio.
Capelli
nebulose.
Il tuo orecchio ricorda la scia di un motoscafo concentrica in un
lago calmo alpino e limpido.
Le tue ciglia
cipressi.
Il tuo braccio e la tua spalla
un cavallo, una cavalla.
Formiche
le tue unghie.
I tuoi occhi
sono rupi
le tue ciglia
cipressi
Le tue dita mi ricordano il differenziale una tastiera di
pianoforte di fisarmonica le tue dita mi sembrano le leve che
fanno suonare clarini e sassofoni.
Bacio il tuo
petto
la guancia
come premute di arancia siciliana.
Questa luce di lanterna
questo cuscino
questo muro che ti tocca
questi libri intorno
questa luce
di lanterna
rossa
attutita da una stoffa
questa aria
tutta nostra
già respirata
già sudata.
Ti bacio
gli occhi.
Capelli nebulose.
La tua gola
è la ruota di una carrozzella, la tua gola sono i raggi di una
ruota di carrozzella, la tua gola è una bottiglia.
La tua fronte
è una marina.
I tuoi denti
sono teste di cerini.
Il tuo labbro sai
il tuo labbro
è curvo come un arco
r il tuo naso
è la freccia.
Bella.
La tua fronte
è una marina.
Il tuo cuore
lo sai
non è tuo
il tuo cuore
non è tuo
il tuo cuore.
I tuoi occhi
sono rupi
le tue ciglia
Cipressi.
Ancora non cantano le prime voci dell’alba
tu canti una nuova canzone
tu guardi e sorridi
tu cerchi le mani
tu cerchi i pensieri.
Questa luce
di lanterna
attutita da una
stoffa.
Gli affetti più densi
gli amori più enormi
più calmi
più belli.
I tuoi occhi
sono rupi
le tue ciglia
cipressi
la tua fronte
è una marina.

 

I TUOI OCCHI
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
TES YEUX

Tes yeux sont des falaises
Ta peau est douce
comme un glaçon.
Cheveux
nébuleux.
Ton oreille me rappelle le sillage d’un yacht concentrique sur un
lac alpin, calme et limpide.
Tes cils.
un cyprès.
Ton bras et ton épaule
un cheval une jument.
Fourmis
sont tes ongles.
Tes yeux
sont des falaises
tes cils
un cyprès.
Tes doigts me rappellent la différentielle d’un clavier de
piano d’un accordéon tes doigts me semblent un levier qui fait
jouer les clarinettes et les saxophones.
J’embrasse ta
poitrine
ta joue
comme maintenue d’une orange sicilienne.
Cette lumière de lanterne
ce coussin.
le mur qui touche
ces livres tout autour
cette lumière
de lanterne
rouge
atténuée d’une étoffe
cet espace
tout à nous
déjà respiré
déjà sué.
J’embrasse
tes yeux.
Cheveux nébuleux.
Ta gorge
est le roue d’un fauteuil roulant, ta gorge est le rayon
d’un fauteuil roulant , ta gorge est une bouteille.
Ton front
une marine.
Tes dents
sont des têtes d’allumettes.
Ta lèvre est
courbée comme un arc
et ton nez
c’est la flèche.
Beau.
Ton front
est une marine.
Ton coeur
tu sais
ce n’est pas de toi
ton coeur
ce n’est pas de toi
ton coeur.
Tes yeux
sont des falaises
tes cils
un Cyprès.
Ils ne chantent pas encore les premières voix de l’aube.
toi du chantes une nouvelle chanson.
tu regardes et souris
tu cherches les mains
tu cherches des pensées.
Cette lumière
de lanterne
atténuée d’une
etoffe.
Des souffrances plus denses
des amours plus énormes
plus calmes
plus beaux.
Tes yeux sont
des falaises.
tes cils un cypress.
ton front
une marine.

 

IO ERO UNA BESTIA RARA

Quando finisci l’amore
i ciottoli traggono insegne di guerra.
Piovre perdute
attaccano squali:
Non è possibile.
Tenere violette
gialle di sole.
Nemmeno.
Che cosa sarà mai un osso.
Inizio finale.
Quando finisci l’amore.
Un mendicante all’alba:
dura la vita dei ponti.
Un cane all’occhiello:
stretto bersaglio.
Un’orgia
uno schifo.
Io sono un’alta marea
gonfio, di notte, di luna.
quando non sai cosa fare.
Io sono un vento di stelle.
Esiste?
Io sono un cannone.
Buumm.
L’aglio vince la rosa.
Il bianco è nel nero.
Suicidio la storia.
E non si conosce
il volto di Adamo.
Il tavolo ha uno, due, tre
quattro o più piedi.
Ricordo di guerre a formiche.
Quando finisci l’amore.
Sarò calcestruzzo e cemento
la creta di Dio
il nano
un vecchio
-vile ricatto-.

 

IO ERO UNA BESTIA RARA
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
MOI J’ÉTAIS UNE BÊTE RARE

Quand tu as fini l’amour
les pavés tirent des enseignes de guerre.
Pieuvres perdues
attaquent des requins.
Il n’est pas possible.
Tenir des violettes
jaunies par le soleil.
Même pas .
Qu’est –ce-qui ne sera jamais un os.
Commence la fin.
Quand tu as fini l’amour
Une mendiante à l’aube:
dure est la vie, des ponts.
Un chien à l’oeillet:
objectif étroit.
Une orgie
horrible.
Je suis une marée haute
gonflée, de nuits, de lune
quand tu ne sait que faire.
Je suis un vent d’étoiles.
Cela existe ?
Je suis un Conon.
BOOM.
L’ail, l’emporte sur la rose.
Le blanc est le noir.
Se suicide l’histoire.
Et on ne sait pas
le visage d’Adam.
La table a un, deux, trois
quatre ou plus de pieds.
Souvenir de guerre à fourmis.
Quand tu as l’amour.
Je serai béton et ciment
la crète de Dieu
le nain
un vieux
-vile chantage-.

 

SOCCHIUDIAMO LE PORTE

Socchiudiamo le porte, arriva, manciata di becchime negli
occhi.
Li arrossa e non li nutre; socchiudiamo le palpebre, amici, dai
monotoni lamenti hanno tratto un grimaldello, ci scassinano
i cuori, amici, e ci offrono il sangue; sentite compagni, amici.
Sentite?
Ci mettono in mano la fiamma, ma ci brucia, capite
fratelli, non ci scalda ci brucia.
1) Socchiudiamo le porte.
2) Hanno ferri di cuore.
Il braccio si pieghi sul braccio.
Sguardi forti sostengano sguardi.
Sia forza per l’uomo altro uomo.
Respiriamo strilliamo mostriamo, dietro le porte, si lotta,
Non un morso di pane, un’ idea, poi, con loro:
tutti sguardi immobili e calmi
tutte forze serene e sicure
tutte braccia incrociate in attesa.

 

SOCCHIUDIAMO LE PORTE
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
ENTREBÂILLONS LES PORTES

Entrebâillons les portes, arrive une poignée de mauvaises graines dans les yeux.
Les rougit et ne les nourrit pas; entrouvrons les paupières, amis depuis les plaintes monotones, ont tiré un crochet et percent, les coeurs, amis, et ils nous offrent le sang vous entendez compagnons,
Amis, vous entendez?
Ils nous mettent dans la main une flamme, mais elle nous brule, vous comprenez, elle ne nous réchauffe pas, elle nous brûle.
1) Entrebâillons les portes.
2) Ils ont des coeurs de fer.
Le bras se plie sur le bras.
Regards forts soutiennent des regards.
Soit force pour l’homme, un autre home.
Respirons crions montrons, derrière la porte, on ne lute.
Pas une buchée de pain, une idée, puis avec eux:
tous les regards immobiles et calmes
toutes les forces sereines et sûres.
tous les bras entrelacés en attente.

 

LA ZINGARA

La zingara parla
guarda e parla
negli occhi e cogli occhi
in confusione assorta
mistica:
ruba ai secoli.
Sarai più forte dei venti
salirai sopra tutti i sogni
stringerai gli azzurri più chiari
scuoterai vampate in vorticose aurore.
Abbi coraggio.
Guarda nelle tombe
e leggerai
di gelo
ossa.
Succhiale.
Profondità rischia supplizio.
E allora, infine,
da sopra ai tuoi capelli
la mano rosa attesa
annullerà tutti i silenzi
per farti voce.

 

LA ZINGARA
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
LA GITANE

La gitane parle
regarde et parle
dans les yeux et avec les yeux
hypnotisée, perdue dans les pensées
mythique:
vole aux siècles.
Tu seras plus forte que les vents
tu monteras en haut de tous les rêves
tu serreras les bleus les plus clairs
tu secoueras les bouffées d’aube passionnante.
Sois courageux.
Regarde dans la tombe
et tu liras
de gel
os.
Suce- les.
Profondeur risque le supplice.
Et alors, à la fin,
d’en haut de tes cheveux
la main rose attend
lu briseras tous les silences
pour te faire entendre.

 

 

TRE QUASI POESIE PER IGNAZIO

1
Ignazio fu forte
Ignazio fu bello
Ignazio fu audace
Ignazio ora è morto
Ignazio alle cinque della sera
Ignazio col toro nell’arena
Ignazio fu bello
Ignazio fu forte
Ignazio fu audace
Ignazio si nascose
Dietro una muleta
Mentre il toro è nell’arena
Alle cinque della sera.
Beffardo
Pavoneggiandosi agli occhi di…? mila
Ignazio scansò il toro.
Il toro fu bello.
Sicuro
Voltandogli le spalle
Ignazio salutò la folla.
Il toro fu forte.
Dio
impugnando la spada
Ignazio impugnò la spada
Il toro fu audace.

2
Ma Ignazio poteva andare
Alle cinque della sera nell’arena
Con un busto di ferro sotto i panni.
Semplice
Faceva l’imperatore
E non rischiava di morire
Tutt’al più veniva fischiato.
Ignazio era furbo.

3
E se Ignazio prende il toro per le corna
Come i baldi vaccari del vecchio West?
Se nell’arena senza fronzoli
Ignazio nudo nelle sue forme scultoree
Con piedi fermi e braccia avanti,
Alle cinque della sera
Fisso a guardare il toro tra le narici sbuffanti
Nel silenzio di tomba dell’arena
– scacco d’alfiere e matto di cavallo –
Ignazio prende il toro per le corna?
Ignazio è forte
Il toro è forte
Ignazio è bello
Il toro è bello
Ignazio è audace
Il toro è audace
Ignazio è folle.

 

TRE QUASI POESIE PER IGNAZIO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
PRESQUE TROIS POÈMES POUR IGNAZIO

1
Ignazio fut fort
Ignazio fut beau
Ignazio fut audacieux
Ignazio maintenant est mort.
Ignazio à cinq heures du soir
Ignazio avec le taureau dans l’arène
Ignazio fut beau
Ignazio fut fort
Ignazio fut audacieux
Ignazio est dissimulé
Derrière un chariot
pendant que le taureau est dans l’arène
a cinq heures du soir
moqueur
se pavanant sous les yeux de… ? mille
Ignazio évite le taureau.
Le taureau fut beau.
Sûr
il s’était détourné.
Ignazio salua la foule.
Le taureau fut fort
Dieu
tout en tenant l’épée
Ignazio pris l’épée
le taureau fut audace

2
Mais Ignazio pouvait s’en aller
a cinq heures du soir dans l’arène
avec un corset de fer sous les vêtements.
C’est simple
il faisait l’empereur
et ne risquait pas de mourir
au pire il aurait été hué.
Ignazio était malin

3
Et si Ignazio prenait le taureau par les cornes
comme les cowboys du vieux West?
Si dans l’arène sans dentelle
Ignazio nu dans ses formes sculptées
avec des pieds fermes et des bras en avant
a cinq heures du soir
fixé à regarder le taureau entre les narines gonflées
dans le silence de tombe de l’arène
-chèque de l’évêque et chèque fou de cheval-
Ignazio prend le taureau par les cornes?
Ignazio est fort
Le taureau est fort
Ignazio est beau
Le taureau est beau
Ignazio est audacieux
Le taureau est audacieux
Ignazio et fou.

 

TEATRO

M’hanno dato di fare a meno di Cristo
:
(leggere sussurrando “ : = cioè di –
due punti uguale cioè di – ” . )
anatema, dogma, mistero,
misticismo, regno,
olocausto
trascendente, immanente, paradiso.
O anche:
amore,
procreazione,
tradimento,
domani, oggi, sempre.

Non mi serve la terra
?
(come prima “ ? = quale –
punto interrogativo uguale quale – ” . )
vittoria, legge, certezza,
verismo, gente,
teorema,
opportunismo, materialismo, inferno.
O pure:
io,
contento, anche voi qui
scegli, sciogli, sbrogli.

Amare
!
(sempre ancora “ ! = già –
punto esclamativo uguale già – ” . )
ancestrale, perso, tutto,
accettami, servo,
sentimenti,
psicologia, simbologia, limbo.
Così:
vorrei
insieme a te
liberi da tutto
amare non dire solo amore.

Letteratura
Purifica il peccato originale!
Chi era costui?
La terra è: terra.
Cerchiamo di renderla migliore!
Ma cosa vuol dire amare?

Poesia
1 Parliamo domani
2 Se pure così fosse
3 Senza non voglio.

 

TEATRO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
THÉÂTRE

J’ai eu à me passer du Christ
:
lire en murmurant “: = c’est-à-dire –
deux points égaux c’est-à-dire du-“.).
anathème, dogme, mystère,
mysticisme, royaume,
holocauste
transcendant, imminent, paradis.
Ou encore:
amour,
procréation,
trahison,
demain, aujourd’hui, toujours.

Je n’ai pas besoin de la terre
?
(comme avant “?=quel–
point d’interrogation égal quel–“.)
victoire, loi, certitude,
vérisme, gens,
théorème,
opportunisme, matérialisme, l’enfe.
Ou également:
moi,
content, vous aussi ici
choisissez, dissolvez, démêleze.

Aimer.
!
Toujours encore “! = déjà –
point exclamatif égal déjà–“.)
ancestral, perdu, tout,
accepte-moi, je sers,
sentiments,
psychologie, symbologie, limbes.
Comme ça:
je voudrais
avec toi
libres de tout
aimer et ne pas dire seulement a amour.

Littérature
purifie le pêcher original!
Qui était cet homme?
La terre est: terre.
Cherchons à la rendre meilleure!
Mais que veut dire aimer?

Poésie.
1 Parlons demain
2 Si également comme ça était.
3 Sans je ne veux pas.
Content, moi aussi
Choisissez, dissolvez, démêlez.

 

TEMPO

Tempo di scorie.
Chi veglia la notte della
notte
del dopo?
Sull’argine?
Al senso di frasi
a comporre immagini
strappando agguati e affanni?
Il nucleo dei loro,
di loro, di loro tutto
esplode in direzione ottuse
abbagli suoni brividi
anche i ritmi incalzano.

Tempo di scorie.
Tutto accadde.
Uomini in tute asettiche
sotterrano.
A quando un nuovo fiore?

27.8.86

 

TEMPO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
TEMPS

Temps de résidus.
Qui veille la nuit de la nuit
de l’après?
Sur les berges?
Au sens des phrases
a composer des images
arrachant des pièges et des peines!
Le noyau d’entre eux,
d’entre eux, de tous
explose dans des directions étroites
confusions sons frissons
même les rythmes persécutent.

Temps de résidus.
Ou tout peut arriver.
Hommes en tenues aseptiques
enterrant.
Jusqu’à quand une nouvelle fleur?

27.08.1986

 

POVERO AMORE MIO

Povero amore mio
che pena mi fa la tua pena
che pena mi agita la tua paura
che pena la tua debolezza
– non aver saputo odiare –
– non vivere vendette –
che pena capirti
ancora e sempre ottusa
verso parole vere.
Ritrovi il sonno
Ricerchi incontri
Ti bastano risi sciocchi.
Amandomi?
Ottusa e sciocca.
Vengo un poco ad abbracciarti.

Domani andrai,
perché così voglio,
ancora una volta,
sapendo che ti aspetto
stavolta,
e che poi faremo l’amore.
Scrivere la parola fine
costa un attimo
ci si ritrovi per caso
o per ricerca.
Lo stesso attimo
che basta
a nascere od a morire.

 

POVERO AMORE MIO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa

MON PAUVRE AMOUR

Mon pauvre amour
quelle peine me fait ta peine.
quelle peine agite en moi ta peur
quelle peine est ta faiblesse
-ne pas avoir su haïr-
-ne pas vivre des vengeances-
quelle peine à te comprendre
encore et toujours bornée
avec de vraies paroles.
Tu retrouves le sommeil.
Tu recherches les rencontres.
Des rires stupides te suffisent.
En m’aimant?
Bornée et idiote.
Je viens un peu te serrer dans mes bras.

Demain tu iras,
parce que c’est comme cela que je veux,
encore une fois,
sachant que je t’attends
cette fois,
et qu’après nous ferons l’amour.
Ecrire le mot fin
coûte un peu
il se trouve par hasard
et pour l’avoir recherché.
Le même moment
qui suffit
a naître ou à mourir.

 

(SPIGOLO)

Svirgolo ancora un grumo
di scelte evitate

– d’intorno i petali
di sopra il polline -.
Per l’apatia del vinto,
per forze,
malinconie,
nella voliera dei merli indiani.

E l’embolo mira al cervello

 

(SPIGOLO)
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
(RENFORT)

Je viens encore de rater un tas
de choix évités

-autour des pétales
de pardessus le pollen-.
Pour l’apathie du vaincu,
malgré lui
mélancolies
dans la volière des merles indiens.

Et l’embolie vise le cerveau.

 

UNA STORIA DI TROPPO

Il quinto dito di una mano.
Forti emozioni più
forti, fortissime.
Lei troppo prima.

Nel tempo perduto di un viaggio astrale
la nostra coppia
solitaria
– in solitudini senza tempo –
s’arrocca in semplici schemi
– d’amore è troppo -.
Lei – pensa – troppo unica.

“Rivederci un giorno”
“Appuntamento in centro”
“Va bene, ai treni”
“All’ora di punta”
“Che non sia Carnevale”
Troppo amore non serve.
Lei – pensa – troppo uguale.

Troppo nuda
troppo sincera
troppo significante.
L’attesa è del troppo gradevole.

Ma il vecchio corsaro ora vuole la noia
– pretende
attende –
l’ultima emozione prima
ignota, offensiva.
Sul fasciame di un suo vascello
– disteso –
alla fonda in acque mitiche
– solo –
il sole affisso all’albero alto
– chiuso –
lasciati avvizzire i ricordi
cerca – e sbaglia –
la Noia.

L’ultima emozione è più
forte, fortissima:
se assale è solo da sola
solissima
senza illudersi d’essere attesa
assimilata
per poi dissolvere anche i rimpianti
– scrupoli –
di non essere ancora
appartenuta.

E Franco potrà dire
“Il tema è favola
la storia è antica
il passo è breve
accettati
e lascia libere le tue certezze”.

 

UNA STORIA DI TROPPO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
UNE HISTOIRE DE TROP

Le cinquième doigt d’une main.
Fortes émotions plus
fortes, très fortes.
Elle bien avant.

Dans le temps perdu d’un voyage astral
notre couple
solitaire
-dans des solitudes sans temps-
joue de simples schémas
-d’Amour un peu trop-
Elle – il pense- trop unique.

“Nous reverrons nous un jour”
“Un rendez – vous au centre”
“Ça te va devant les trains”
“A l’heure de pointe”
“Que ça ne soit pas un Carnaval”
Trop d‘amour n’est pas utile
Elle – il pense- trop égale.

Trop nue
trop sincère
trop important .
L’attente tient du trop aimable.

Mais le vieux corsaire maintenant veut l’ennui
-prétend
attend-
la dernière émotion qui avant
inconnue, offensive.
Sur le bord extérieur de son vaisseau
-allongé-
au fond dans des eaux mythiques
-seul-
le soleil accroché à l’arbre haut
-renfermé-
laisse dépérir les souvenirs.
essaie -et se trompe-
l’Ennui.

La dernière émotion est plus
forte, très forte:
si assaille est seulement toute seule
très seule
sans se leurrer d’attendre d’être
assimilée
pour après dissoudre aussi les regrets
-les scrupules-
de ne pas encore avoir encore
appartenue.

Et Franco pourra dire
“Le thème est un conte de fées
l’histoire est antique
le pas est bref
accepte-toi
et laisse libres tes certitudes”.

 

L‘INGANNO DI IGNAZIO

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi – olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.
Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata a capo
chino.

 

L‘INGANNO DI IGNAZIO
Tradotta in francese da Dalila Boukhalfa
LA TROMPERIE DE IGNAZIO

Je ne sais pas si,
quand tu auras fini le flamenco
sur le chapiteau aux fumées antique,
en levant les yeux –olé-
au symbole
je viendrai pour savoir si.
Et le nom t’assaillira
comprimé
entre un talon et le mythe.
Le nom te forcera
trempé
entre cuisses en rythme.
Le nom le nom,
mon nom
au symbole!

Longue sue les côtés la jupe soleil
se pavanant en alternant
rouge et noire
-le sang et le défi-
première en corrida,
longue sur les côtés
-la flamme et la fin-
s’attarde.
Mon nom au symbole.
Je ne veux pas savoir si
si l’instant d’après à bras levés
-Olé-
si agenouillé par terre à tête
baissée.

Dalila Boukhalfa: traduzioni in francese di altre poesie di Bruno Mancini

Dalla raccolta “Davanti al tempo”

Alla carezza gelida

Rive odorose d’alghe;
sabbia,
costrutta forma di castello
dalla fantasia fanciulla,
pregna di sole
e di sapore di pesce;
vento compagno
di lunghe solitudini;
soffio della mia vela
quand’era suo dominio il mare,
quando sognavo nella tua ebbrezza regni;
acque
da assiduo moto
risospinte a riva
sui miei piedi
docili
alla carezza gelida;
acque,
insensate,
indomite,
voraci,
gracili giganti deformati
dalla fantasia del tempo:

necessità di sonno
al ritorno.

Du recueil : « Eu face du temps »

La caresse froide

Rive parfumées d’algues
Sable,
Construit en forme de château
Imprégné de soleil
Et saveurs de poissons
Vent compagnon
De longues  solitudes
Souffle de ma voile
Quand son domaine était la mer
Quand je rêvais dans ton royaume d’ivresse
Les eaux d’un mouvement assidu  ballottées aux rivages
Sous mes pieds
Dociles
à la caresse froide
les eaux
Insensées
indomptables
Voraces
Frêles  gigantesques
Déformées
de la fantaisie
du temps

Nécessité de sommeil au retour.

Dalla raccolta “Agli angoli degli occhi”

Bagna la pioggia

Bagna la pioggia di un’ora tarda
i giorni dell’estate.
Tardo a venirti incontro
e non mi scuote
l’odore più bello della polvere
la mia polvere bagnata.
Attendo il sonno
più lungo di luce
che mi conquisto sperando motivi,
tante parole,
vissute molto in fretta
alla luce dei neon
e delle immagini riflesse.
Se giunge un canto
se giunge una goccia.
Se cerco un nome
almeno quello dammi
come io ti do.

Aux angles des yeux

Trempée de pluie d’une heure tardive
Les jours d’été
Je tarde à venir à ta rencontre
Et ne m’ébranle pas
La plus belle odeur de la poussière
Ma poussière trempée
J’attendais le sommeil
Plus long que la lumière
Que je me conquiers espérant des motifs
Tant de paroles
Vécus précipitamment
A la lumière du néon
Et des images  reflétées
Si parvient Un chant
Si parvient une goutte
Si je cherche un prénom
Au moins donne-moi celui-là
Comme moi je te donne .

 

 

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Il Dispari 20180723 – Redazione culturale

Il Dispari 20180723 – Redazione culturale

Il Dispari 20180723

Il Dispari 20180723 – Redazione culturale
Editoriale

Invito alla partecipazione

Tra le tante attività artistiche culturali e sociali messe in atto dall’Associazione “Da Ischia L’Arte -DILA”, molte sono quelle che, pur rivestendo carattere nazionale, sono ideate in funzione della divulgazione di notizie e caratteristiche riconducibili ad Artisti non collocabili in alcuna lobby editoriale e/o affaristica e, pertanto, praticamente privi di lettori, di uditori, e di tutta quella grande massa di amanti delle arti che popola ogni strato della nostra società.

Ischia, lo sappiamo bene, è una vetrina che presta una qualche attenzione unicamente alle star, comunque risplendenti, mentre tiene in infimo conto lo sviluppo e la diffusione della cultura e delle arti espresse da personaggi locali seppure, a volte, caratterizzati da sola (e non è poco) “vis”amatoriale.

Potrei portare ad esempio innumerevoli altre realtà territoriali volte a vitalizzare gli spazi museali e teatrali attraverso la continua presentazione di eventi “made in loco”.

Del nostro “Made in Ischia” a me non pare di averne notizie se non in virtù di nicchie, anche queste in fondo esigue, di attivismi autoreferenziali.

Partendo da queste considerazioni; nella certezza che molti di voi sappiano che la nostra Associazione ha rivolto più di un invito, attraverso varie forme di comunicazione, affinché i nostri concittadini, cultori di qualsiasi tipologia di arte, palesassero lo loro disponibilità ad aggiungersi alla nostra tribù (come simpaticamente ci qualifica il caro amico giornalista Vincenzo Savarese); ribadito che DILA non ha scopi di lucro; e spiegato che essa non solo non ha MAI ricevuto un solo euro di finanziamento pubblico ma non ha mai neppure richiesto una quota d’iscrizione o un qualsiasi tipo di balzello ai Soci e a tutti coloro che ne fanno parte; resta da chiederci per quale motivo, in pochi anni DILA abbia avuto la possibilità di stabilire una proficua collaborazione con personaggi praticamente residenti in ogni angolo del mondo, mentre qui, sull’isola d’Ischia possa contare solo su un piccolo, seppure molto qualificato, gruppo di collaboratori.

Nostre Sedi operative sono attive in quasi tutte le regioni d’Italia e sono un nostro vanto quelle attive in Lettonia, Algeria, Egitto, Nicaragua, Brasile ecc.

Questo lungo prologo è finalizzato alla corretta valutazione da parte vostra della nuova opportunità che rivolgiamo da queste colonne agli artisti ischitani.

Abbiamo, infatti, raggiunto un accordo con Maria Luisa Neri (Socia fondatrice nonché Direttrice artistica DILA e Presidente dell’Associazione “Arte del suonare”) mediante il quale avremo spazi di partecipazione nel cartellone di spettacoli prevalentemente, ma non solo, musicali che la sua associazione metterà in programma a partire da prossimo mese di Settembre nel teatro Tor Bella Monaca di Roma.

Siete tutti invitati a proporre la vostra partecipazione.

Grazie per l’attenzione.

Bruno Mancini


Giuseppe Lorin nuovo amico dei progetti culturali DILA made in Ischia

Angela Maria Tiberi ha intervistato Giuseppe Lorin in esclusiva per questa pagina culturale della testata giornalistica “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio.

Nelle prossime settimane vi proporremo l’intervista completa, mentre ora vi invitiamo a conoscere, almeno in parte, il personaggio e le sue poliedriche attività, ringraziando sia lui per la gentile concessione, sia Michela Zanarella Socia fondatrice dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” per averne concordata la realizzazione e sia Angela Maria Tiberi che ne ha curato tutti gli aspetti organizzativi ed ha preparato i testi delle domande.

Giuseppe Lorin Biografia

Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”; uditore straniero c/o International Film Institute of London; laureato in Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma; giornalista pubblicista e Free Lance International Press, collabora con varie testate giornalistiche on web e cartacee, tra le quali Periodico Italiano Magazine.it: Urbis et Artis – bimestrale di arte, cultura e attualità (su abbonamento); Rivista San Francesco patrono d’Italia (letta da 3 milioni di persone in tutto il mondo); Clicknews interviste & recensioni; Roma Capitale magazine.it; L’Unico.it; Il Tempo.it; Nuovi Argomenti.org; Gliautori.it; Rossovenexiano.it; Partecipiamo.it; Servire, trimestrale del Sovrano Militare Ordine di Malta… ed altri.
Specializzato in Marketing & Pubblicità c/o Università Luigi Bocconi di Milano.

Ha lavorato con i seguenti registi: Luca Ronconi, Richard Attemborough, Giuliano Montaldo, Orazio Costa Giovangigli, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Vittorio Sindoni, Ruggero Jacobbi, Andrea Camilleri, Mario Landi, Giorgio Presburger, Gennaro Duccilli, Vittorio Pavoncello, Carmela Colaninno, Federica Fiorillo, Giuseppe Andreozzi, ed altri.

È docente di recitazione, dizione, dizione interpretativa e de “La magia dell’interpretazione con il Metodo Mimesico”; ha collaborato con l’Università “La Sapienza” Roma 3, con la Scuola delle Arti dello Spettacolo – S.A.S. – diretta da Enzo De Camillis, con La Fucina, con StudioEmme, e con altre Accademie Nazionali e private.

Disponibile per workshop di 4 incontri sulla mimesica collabora con le maggiori librerie che organizzano tali incontri.

Ha vinto vari premi e riconoscimenti.

È nel sito ufficiale di Pier Paolo Pasolini.

È l’autore dei seguenti libri: “MANUALE DI DIZIONE”, con prefazione di Corrado Calabrò, già presidente AGICOM garante della Comunicazione Italiana, e Dacia Maraini; “DA MONTEVERDE AL MARE”, con prefazione di Jonathan Doria Pamphilj; “TRA LE ARGILLE DEL TEMPO”; “ROMA, I SEGRETI DEGLI ANTICHI LUOGHI: “ROMA, LA VERITÀ VIOLATA”; “TRANSTIBERIM, Trastevere, il mondo dell’oltretomba”.

Alcuni suoi testi teatrali sono stati rappresentati e premiati, come: “Scartafaccio, liturgie pasoliniane” con Paolo Lorimer, Tiziana Bergamaschi, Silvio Parrello; “Risveglio di primavera in poesia: Michela Zanarella in recital” con Elisabetta De Palo, Eleonora Pariante, Chiara Pavoni, Federica Fiorilo, Alessandro Moschini alla chitarra; “Gioco d’identità” con Matteo Tosi, Chiara Pavoni, Marco Palvetti, Paolo Zanarella al pianoforte; “L’Estetica dell’Oltre tra Poesia & Teatro” con Michela Zanarella, Chiara Pavoni, Silvio Parrello, Salvatore Gioncardi, Giulio Eccher, Filippo Di Lorenzo; “Tragicamente Rosso” scritto in collaborazione con Michela Zanarella ed interpretato da Chiara Pavoni con alla chitarra il M° Mauro Restivo; “Fragile Vita” dedicato a Chiara Insidioso Monda, scritto in collaborazione con Michela Zanarella ed interpretato nella prima versione da Chiara Pavoni, Maria Lo Moro, Marco Bersaglini, Matteo Pasquinelli, Mauro Restivo alla chitarra, Adriana Palmisano cantante; nella seconda versione Chiara Pavoni, Diana Iaconetti, Marco Bersaglini, Matteo Pasquinelli, Mauro Restivo alla chitarra, Carolina Gentile cantante.

È membro di giuria di premi di poesia e narrativa: Un libro amico per l’inverno, Pioggia di Libri, Memorial Gennaro Sparagna, Città di Torvajanica, Premio di Poesia Città di Latina, Premio Internazionale Le Ragunanze.

Ha pubblicato saggi su personaggi della Cultura e dello Spettacolo, quali Vito Pandolfi, Marilyn Monroe, Francesca Bertini, Greta Garbo, Dante Maffia, Dacia Maraini, Dino Buzzati, Isabella Morra aggiudicandosi targhe d’argento.

Ha intervistato Carlo Rubbia, Dacia Maraini, Mauro Mellini, Corrado Calabrò, Furio Colombo, Rosario Sorrentino, Luciano Mecacci, Milena Vukotic, Alessandro Gassman, Jonathan Doria Pamphilj, Alba Gonzales, Michela Zanarella, Vittorio Michele Craxi, detto Bobo, ed altri.

Giuseppe Lorin conduce eventi di prestigio con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia, del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, del Comune di Roma Capitale, del XII Municipio, ed è lettore e moderatore nelle presentazioni di libri.

Collabora con accademie, scuole e associazioni culturali per la realizzazione di corsi su “La magia dell’interpretazione con il Metodo Mimesico”; è docente di Dizione, Dizione interpretativa, di scrittura creativa, di Dizione nella comunicazione interattiva per politici, di marketing & pubblicità, di ufficio stampa e giornalismo.

Twitterone

1) Maria Luisa Neri: “Ringrazio tutti i musicisti e gli artisti di arti varie che hanno aderito (e che continueranno ad aderire) al nuovo progetto presso il Teatro di Tor Bella Monaca.
Sono felice di poter dare loro visibilità in un importante Teatro della capitale che ha accolto tre progetti della mia Associazione ARTE DEL SUONARE: un Festival pianistico a fine Settembre, una stagione concertistica da Ottobre a Giugno e un Festival delle Orchestre scolastiche nell’ambito dell’iniziativa “Musica a scuola” ad Aprile!
Come sempre l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, della quale sono Socia fondatrice e Direttrice Artistica, sarà impegnata in una collaborazione a 360°.
Pertanto gli Artisti ischitani e quelli vicini all’Associazione DILA, potranno proporre la loro partecipazione contattando Bruno Mancini emmegiischia@gmail.com tel. 3914830355.
2) Liga Sarah Lapinska: “Per conto di DILA ho personalmente donato una nostra antologia “Penne Note Matite” e un mio disegno alla poetessa e traduttrice

Twitterone

1) Maria Luisa Neri:Ringrazio tutti i musicisti e gli artisti di arti varie che hanno aderito (e che continueranno ad aderire) al nuovo progetto presso il Teatro di Tor Bella Monaca.

Sono felice di poter dare loro visibilità in un importante Teatro della capitale che ha accolto tre progetti della mia Associazione ARTE DEL SUONARE: un Festival pianistico a fine Settembre, una stagione concertistica da Ottobre a Giugno e un Festival delle Orchestre scolastiche nell’ambito dell’iniziativa Musica a scuola ad Aprile!

Come sempre l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA, della quale sono Socia fondatrice e Direttrice Artistica, sarà impegnata in una collaborazione a 360°.

Pertanto gli Artisti ischitani e quelli vicini all’Associazione DILA, potranno proporre la loro partecipazione contattando Bruno Mancini emmegiischia@gmail.com tel. 3914830355.”

2) Liga Sarah Lapinska: “Per conto di DILA ho personalmente donato una nostra antologia Penne Note Matite e un mio disegno alla poetessa e traduttrice Eva Mārtuža, finalista nei nostri Premi Otto milioni” e una nostra antologia Penne Note Matite ad Erik Rozencveig, che conosco da molto tempo e che ora ha quasi 90 anni.

Il Dispari 20180716 – Redazione culturale

Il Dispari 20180716

Il Dispari 20180716 – Redazione culturale
Editoriale

Liga Sara Lapinska è la vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2018.

L’immagine dell’opera vincitrice farà parte della copertina dell’antologia Una pagina, un’emozione”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi, che verrà presentata ufficialmente durante il Bookcity di Milano #BCM18.

La copertina dell’antologia, insieme ad alcune opere partecipanti al premio e che hanno ottenuto i maggiori consensi, sarà pubblicata, prossimamente, IN ESCLUSIVA A COLORI, su questo quotidiano Il Dispari, grazie alla costante collaborazione che il Direttore Gaetano di Meglio riserva ai nostri progetti culturali.

Complimenti a Liga da parte mia insieme ai complimenti e agli auguri dellAssociazione DILA, della Direzione e di tutta la Redazione di Il Dispari.

Al premio hanno partecipato 217 opere di varie arti grafiche provenienti da 36 Nazioni (Algeria, Argentina, Armenia, Austria, Azerbaijan, Brasile, Bulgaria, Cile, Egitto, Georgia, Germania, Giordania, Grecia, India, Inghilterra, Iran , Israele, Italia, Lettonia, Messico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Perù, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ucraina, USA, Venezuela, Vietnam).

Classifica finale premio di arti grafiche “Otto milioni”

1° premio Liga Sarah Lapinska 088 Lettonia Voti 553
2° premio Victor Rocha 195 Brasile Voti 436
3° premio Osama Slama 140 Egitto Voti 316
4° premio Ravishankar Roy 155 India Voti 311
5° premio Ismail Akinc 064 Turchia Voti 265
Art Linh Vietnam Voti 249
Janis Drozdovs Lettonia Voti 193
Tomas Fernandez Spagna Voti 186
Janis Drozdovs Lettonia Voti 182
Liga Sarah Lapinska 4 Lettonia Voti 157
Yair Aharon Israele Voti 147
Ricardo Orihuela Montesinos Perù Voti 124
Nunzia Zambardi 1 Italia Voti 121
Liga Sarah Lapinska 1 Lettonia Voti 117
Zhayna Ilyasova Russia Voti 112
Zara Ilyasova Russia Voti 109
Ajub Ibragimov Germania Voti 107
Safa Bn Iran Voti 105
Sigal Bali Israele Voti 104
Miguel Pinero 1 Venezuela Voti 102

Bruno Mancini

L IG A SARAH L A P I N S K A

Pioniera del progetto culturale “La nostra isola”, Socia fondatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la quale svolge il ruolo di Ambasciatrice in Lettonia.

Liga Sarah Lapinska è nata e vive in Lettonia, nella città di Jelgava.

Artista, disegnatrice, traduttrice, si dedica anche alla scrittura di poesie.
Oltre alla lingua lettone, sua lingua madre, ha ottima conoscenza del russo e dell’italiano.
Sull’esistere, sulla poesia e sul senso del dedicarsi al suo dipingere e al suo poetare, scrive:

Chi è molto felice parla poco, scrive poco, dipinge poco. Chi è molto disperato parla poco, scrive poco, dipinge poco. Di solito.

“Comunque esisto ed in ogni caso, a volte, vivo!”

“È mia abitudine quando parlo poco, dedicarmi alle mie tradizioni: scrivere e dipingere, e lo faccio quasi ogni giorno.”
“Non credo che tutto sia già stato detto, già scritto, già visto e già fatto.
Più sappiamo, più tanti misteri possiamo svelare.
Aprirsi al mondo è la via all’eternità, chiudersi sbarra il cammino.
Non sempre però dobbiamo intraprendere qualche cammino.

Si può essere poeti senza scrivere poesie, come si può essere pittori senza dipingere quadri. In certi momenti, almeno.

L’importante è guardarsi attorno, non temere di sbagliare, di capire o anche di fraintendere, ma condividere tutto ciò che vediamo, che viviamo, che scriviamo e che dipingiamo.”

“Le conversazioni, i litigi, le preghiere, le fughe, i ritorni.
Tutto accade, tutto è vita.
Le regole dei giochi e altre leggi, hanno breve durata. I confini nelle nazioni e delle carceri, i tabù della società, tutto ha vita breve. Le montagne invece, i fiumi, le speranze, vivono molto di più.”

“I miei versi, i miei dipinti sono forse solo un cenno della mia presenza tra voi, tra i vostri bei volti e le vostre spalle stanche. La certezza che ho provato a vivere, ad amare a conoscere. La testimonianza delle mie esperienze, ahimè, spesso non gradite, la prova dell’amore per questo mondo.
Amore che fa sopravvivere, amore che fa vivere attimi di armonia.”


Pietrantonio Di Lucia recensisce “Paradiso Perduto” di Milena Petrarca

Milena Petrarca è stata premiata durante il Bookcity di Milano 2017 in quanto vincitrice del Premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Un volto di donna, quasi un’apparizione, una immediata creazione che si rifà al grande atto d’amore di Dio, Nostro Signore quando volle che l’Uomo non fosse e non si sentisse solo.

Quasi per incanto fece sì che la donna si rivelasse vicina a lui, eterea apparizione.

Qui Milena con molta dolcezza e limpida maestria ha creato una vera apparizione definita da linee pulite, precise e quasi impercettibili che fanno sognare chi osserva, fanno amare in questo dipinto la donna dei suoi sogni.

Labbra carnose e sensuali, nasino che dilegua dietro la fulgida bellezza dell’immagine, occhi volitivi e fortemente aggressivi di un verde smeraldo che trafigge.

Ti senti penetrare dallo sguardo e, a forzare la trafittura, contribuiscono due ciglia nette, dure e taglienti che indirizzano vieppiù lo sguardo che ti penetra e ti scuote.

A compendio di questa forza espugnatrice del tuo intimo, i capelli che denotano sempre lo stile e i colori di Milena Petrarca, ma che son mossi in modo che diano sensazione di ribellarsi a Quel QUALCUNO e la mela, anzi le mele in primo piano ci inducano a leggere in quel volto la disobbedienza che causò la caduta dal Paradiso, l’abbandono della vita di amore, pace e immensa felicità.

Fu la donna a decidere il nostro triste destino, ma è e sarà sempre la donna a ripristinare il riscatto e l’amore indefettibile verso il Signore.

Gesù nacque da Maria, una donna scelta da Dio e venne al mondo per opera dello Spirito Santo per riscattarci da quel peccato della mela.

Tutto torna e tutto si può risolvere in bene, ma è soprattutto merito della donna se ci riscattiamo e se risolviamo gli enigmi dell’Umanità.

E’ proprio ora che diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio e anche noi maschi, uomini riconosciamo nelle femmine, nella donna la vera forza trainante della vita sociale.

Pietrantonio Di Lucia

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Il Dispari 20180709

Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Editoriale.Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Spero  di poter essere presente alla manifestazione milanese #BCM18

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo la parte finale ringraziando Don Backy per la gratificazione che ha voluto riservare a DILA, a Ischia e alla pagina culturale di questa testata giornalistica “Il Dispari” diretta con molto impegno da Gaetano Di Meglio.

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTAINVENTORE DON BACKY

D:- L’8 Marzo 2017 è uscito il suo nuovo lavoro “Pianeta Donna” (Edizioni Ciliegia Bianca) distribuito da Egea Music.
Sembrerebbe dal titolo che sia dedicato all’Universo femminile.
La donna fonte ispiratrice di infinite opere artistiche, donatrice di vita, osannata in alcuni secoli, trascurata in altri, oggi è quotidianamente protagonista di efferata violenza.
Perché, secondo Lei, questa retrocessione che invalida i successi faticosamente conquistati in anni di lotte al maschilismo imperante?
R:- Ho una mia teoria precisa ma che essendo una teoria può essere confutata tranquillamente da altre mille teorie.
Credo che proprio il fatto che la donna abbia così camminato per raggiungere questa benedetta parità che, addirittura poi ha sopravanzato sull’universo maschile, e quindi l’uomo sentendosi un po’ frustrato in questo senso e constatando de visu che la donna ormai non ha più niente da chiedere all’uomo, l’uomo si sente come dicevo prima frustrato e mette in campo, ovviamente stupidamente, l’unica caratteristica che gli è rimasta di superiorità, ovvero la forza fisica.
In questo senso certamente quando deve reagire a qualcosa che ritiene sbagliato lo fa mettendo in campo proprio quella cosa lì e quindi succedono quelle cose che vediamo quotidianamente, efferate, quotidianamente leggiamo sui giornali o vediamo per la televisione. Credo che questa sia la ragione principale sulla quale l’uomo dovrebbe molto riflettere e capire che la donna sicuramente in molti campi e molti settori ci è superiore.

D:- Grazie Maestro per la sua disponibilità e, come sua estimatrice, grazie per aver fatto delle sue composizioni la colonna sonora di pezzi della nostra vita; grazie per averlo fatto con garbo, lasciando a noi il compito di apprezzare e comprendere quello che è il Cantautore, l’Attore, il Pittore, in una sola parola l’UOMO Don Backy.
A riprova che la Musica non è lontana dalla Narrativa e dalla Poesia, chiudiamo questa piacevole conversazione con una piccola considerazione di un Grande: Victor Hugo “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”.
R:- Grazie a voi per l’invito. Mi presto sempre volentieri anche se tecnologicamente io non ho grande dimestichezza con questi attrezzi. Uso il computer praticamente per archiviare le mie cose e per scrivere certamente non uso più la macchina da scrivere. Ho un mio profilo facebook, anzi ne ho due o tre perché supero sempre il numero consentito sua facebook e ci sono come Aldo Caponi ma dico a coloro che hanno voglia di icriversi ai miei profili che nei primi due non c’è posto per iscrizioni ulteriori avendo superato il numero mentre ho possibilità nel terzo per chi volesse… Sono concorde peraltro con ciò che afferma Victor Hugo nel senso che ciò che non si può dire e non si può tacere la musica lo esprime. E in effetti è così non si può descrivere a fondo lo stato d’animo soltanto con le parole ma se si uniscono parole e musica, ovviamente di una certa qualità sicuramente si riesce ad esprimere anche gli stati d’animo e questo è meraviglioso… grazie a voi
E così concludo.
Vi saluto vi auguro buon proseguimento e spero veramente di poter essere presente alla manifestazione milanese.
Ciao Bruno, arrivederci e grazie per l’invito.

A questo punto Don Backy ha chiuso l’intervista leggendo alcune poesie tra le quali questa mia

Eppure

Poesia di Bruno Mancini

Eppure tu mi chiederai d’illuderti
tra i petali gialli
di quei cespugli,
sbocciati ieri,
nel bosco delle nebbie dense
un dì rifugio per i tuoi fantasmi.

Eppure tu mi sceglierai Caronte
di quel naviglio a punta gialla
traghetto d’incoerenze,
fermo da ieri,
sul turbine torrente
delle tue antiche trepidazioni.

Eppure tu ti mostrerai distesa
sul tuo divano verde
accanto al fuoco,
smorzato ieri,
per vivere la sfida alle donnine nude
sensuali sul canale novecento.

Eppure tu mi spingerai a rompere la porta
dalla cornice verde
a guardia del tuo letto,
dipinta ieri,
per le tue nuove notti di baldoria.
Ingresso a inviti.

Oppure…
tu m’incanterai col tuo dilemma
a penna verde
“Qui tutto o niente”,
scarabocchiato ieri,
sul fronte dello scrigno
dov’è mistero la tua complicità.

Il tuo destino è detto.
Il mio destino è udirlo.

“Marito Amore Incubo”

Tra l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e Mariapia Ciaghi promotrice culturale, nonché titolare della Casa Editrice ” Il Sextante” (che pubblica, tra l’altro, il magazine trimestrale Eudonna diffuso in diverse nazioni europee e in alcuni stati americani) si è dato inizio ad una nuova collaborazione che prevede la realizzazione di eventi culturali, artisti e sociali anche nella nostra isola d’Ischia.

Una parte importante di incontri sarà determinata dalla presentazioni di opere editoriali a grossa valenza culturale e sociale, tra le quali, quasi certamente, rientrerà il libro “Marito Amore Incubo” a firma della giornalista psicologa e psicoterapeuta trentina Paola Taufer.

Presentato mercoledì 20 Giugno presso la Sala Cittadina del Municipio II di Roma, e dopo i saluti dell’Assessore Lucrezia Colmayer in prima linea sui problemi riguardanti i diritti e le pari opportunità, l’autrice del libro ha voluto tratteggiare per i lettori del nostro quotidiano “Il Dispari” una breve genesi della storia narrata:

-“All’inizio sono piccoli segnali, facili da fraintendere, comodamente occultabili dietro gli inganni e le illusioni dell’amore.
Poi arrivano le violenze e i maltrattamenti psicologici.

Violenza subita, violenza vissuta e sopravvivenza.

Una famiglia e una vita intera raccontate dalla protagonista di una storia che l’ha sempre dipinta succube, debole, impotente, ma che mantiene forza tra i gesti di brutalità e i momenti di dolcezza amara che è costretta a vivere.

Un amore che diviene ben presto il peggiore degli incubi.

Giornate che rendono l’esistenza vacillante e sempre sul filo del rasoio: cosa succederà oggi? Mi salverò?
Julia non sa se ce la farà, non pensa al domani.
Rimane pronta ad accettare il suo destino, ma fino a quando?
Finché una parte di sé si ribella.

È una battaglia difficile, dove a fronteggiarsi ci sono l’amore per i figli, i sensi di colpa, il bisogno di tenere unita la famiglia, la speranza di un miglioramento, ma anche il forte bisogno, istintivo, primordiale, di non perdere se stessa, la propria identità.

È proprio per avere e vivere un futuro che Julia mi chiede di raccontare la sua storia, di renderla pubblica attraverso la pubblicazione di un libro.
Me lo racconta durante un lungo lavoro che va ben oltre la psicoterapia.
Lo desidera fortemente condividere, affinché altre donne, che magari intravedono nel proprio partner segnali simili, sappiano dove la spirale della violenza domestica può portare”.

La presentazione del volume è stata accompagnata da una serie di interventi, moderati dalla titolare della casa editrice Il Sextante e giornalista Mariapia Ciaghi, finalizzati al desiderio di condividerne le tematiche (dalle riflessioni sullo status della donna di ieri e di oggi, ai diritti e doveri della donna moglie e madre, alle differenze tra violenza psicologica, economica e fisica).

In tale direzione è stata delineata l’interessante e rafforzativa testimonianza di un caso portato ad esempio dallo psicologo, psicoterapeuta, specializzato in ansia, attacchi di panico, depressione, Presidente Cenpis Orion, nonché Leone d’oro alla carriera, Prof. Antonio Popolizio, che ha descritta la violenza affermando che essa nasce spesso anche da uno stato di stress ed è un’epidemia che aumenta ogni giorno di più colpendo tutti poiché la società, con tutte le sue contraddizioni, pone sotto pressione le persone, le sovraccarica di obiettivi, spesso irraggiungibili, che portano a un senso di frustrazione sia nel lavoro sia nella vita di coppia e sia, anche, nelle relazioni all’interno della famiglia.

Sono seguiti approfondimenti sulle tematiche collegate agli aspetti giudiziari, quale la complementarietà tra vittima e carnefice proposta dalla Dott.ssa Stefania Cacciani, psicologa, psicoterapeuta, criminologa specializzata in femminicidio, e dalle Avvocatesse Cristina Mercogliano e Rita Chiucchiuni, entrambe esperte di diritto di famiglia e per la difesa della donna e dei minori, Componenti Associazione Cammino.

La dott.ssa Patrizia Del Sole, Responsabile Centro ansia e stress, ha messo in evidenza le influenze sull’autostima della donna vittima, le ricadute dell’ambiente familiare, sui figli e lo stress nelle dinamiche di violenza nell’ambito domestico da parte della donna vittima.

La serata si è conclusa nella migliore delle aspettative con un programma di lavoro futuro e congiunto dove tutti hanno dato la loro disponibilità per riuscire a trasmettere, a partire dalle scuole, quei valori di rispetto della donna che sono un passo importante per il superamento della violenza dilagante.

Prossimo appuntamento a Settembre a Ischia?
Perché no!

Mariapia Camin Panico

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari: una pagina per DILA

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

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Rassegna stampa 2018 Il Dispari

Rassegna stampa 2018 Il Dispari

Rassegna stampa 2018 Il Dispari


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Questione di Lingua

Questione di Lingua

Spettacolo teatrale Questione di Lingua – 4 e 5 Agosto 2018 Teatro Polifunzionale di Ischia – Sipario ore 21.00

Questione di Lingua

Switch – Questione di lingua è uno spettacolo comico-brillante che narra la storia di due neo laureati, il primo (Genny) italiano e la seconda (Kelly) anglosassone, alle prese con la lingua straniera.

Raccontato attraverso una drammaturgia fresca, lineare e semplice risalterà con un ironia intelligente quanto siamo diversi e quanto noi italiani non parliamo ancora nel 2018 un inglese fluente.

Pieno di gag e doppi sensi racconterà il viaggio fatto dai due, rispettivamente nell’altro paese, sottolineando la differenza degli usi e costumi.

Importante è la parte interattiva dello spettacolo, poiché a ridosso del finale alcuni spettatori dovranno fare lo switch guidati dagli attori, ovvero cercheranno di mutare la propria lingua proprio come cerca di fare Genny.

Inutile negare che anche questa parte renderà la pièce ancora più esilarante di quanto già lo sia.

Atto unico durata 75 m

Per info e prenotazioni

Lucia D’ambra 3802109784
Evanna Oliva 3476258682

Costo del biglietto 10 euro

Spettacolo teatrale Questione di Lingua - 4 e 5 Agosto 2018 Teatro Polifunzionale di Ischia - Sipario ore 21.00

Il trailer dello spettacolo 

Lucia D’Ambra – PED (poesiaedintorni)

Video letture Lucia D’Ambra

Video letture Lucia D’Ambra

Lucia D'Ambra. Questione di LinguaIschia – Agosto 2013

Lucia D’Ambra legge le 33 poesie finaliste del

Premi "Otto milioni - 2013"

Premio Internazionale di Poesia “Otto milioni – 2013” ideato da

Strana avventura

Bruno Mancini con la Direzione Artistica di

Roberta Panizza

Roberta Panizza e la sponsorizzazione

istituto Agostino Lauro

dell’Istituto Agostino Lauro

Liga Sarah Lapinska

Da Ischia sempre poesia

Lucia D’Ambra

M 106 Albanelli Cenatiempo D’Ambra Guarini Fiore Laik Arbonelli Palomba Mancini Don Backy Mencarini

https://www.youtube.com/edit?o=U&video_idM 105 Arbonelli D’Ambra Guarini Fiore Ladik Albanelli Palomba Somma Band Mencarini Mancin=bxIijrQYRas1

M 104 Lucia D’Ambra Antonio Fiore Rodolfo Vettorello Cigliano Di Lorenzo Palomba Bruno Mancini 

M 103 Arbonelli D’Ambra Iacono Guarracino Menichelli Palomba Museo Mare Paradiso Mencarini Mancini8

M 111 Monografia Mostra icone Loppi Mancini D’Ambra Io fui mortale Mencarini Sul palco

Protesta spegnendo televisione

Vuoi aggiungere un pacchetto promozionale alle presentazioni dei tuoi eventi (libri, dischi, mostre, incontri…) ?

Abbiamo disponibile:

1) La redazione di una pagina culturale nel quotidiano “Il Dispari”

2) Alcuni spazi d’informazione e di riproduzione video all’interno del palinsesto di teleischia (www.teleischia.it digitale terrestre e web)

3) La sezione culturale del magazine trimestrale Eudonna

4) Collane editoriali nel catalogo della Casa editrice “Il Sextante”

5) I siti www.emmegiischia.com DILA

6) Il gruppo facebook LENOIS (crca 30.000 iscritti)

7) Servizi di grafica, di editing, e di stampa per ogni tipo di pubblicazione

8) Un numeroso gruppo di scrittori, giornalisti, artisti dello spettacolo, musicisti, pittori ecc. in grado di presentare eventi in prestigiose location ubicate sull’isola d’Ischia.

9) La gestione di sedi operative estere in Lettonia, Algeria, Nicaragua, Egitto ecc.

10) La gestione di sedi operative italiane in Ischia, Vermiglio, Mirandola, Pontinia, Roma, Bologna ecc.

10) La disponibilità di alloggi per Artisti.

11) L’associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Se vuoi ne parliamo.
Per contatti:
Bruno Mancini
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23

emmegiischia@gmail.com

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Bruno Mancini, ideatore del progetto culturale “Le nostre isole”
Il progetto culturale LENOIS nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.
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Da Ischia, l’Arte – terza serie

Presentazione “Adotta una poesia”

Una poesia

5 poesie 3 canzoni

Da Ischia, l’Arte – seconda serie

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